
L’annata viticola 2025 verrà verosimilmente ricordata per uve di qualità e simile alle due precedenti stagioni caratterizzate da una primavera mite e piogge frequenti, nonché con minori difficoltà meteorologiche rispetto ai problematici anni precedenti. La gestione degli ungulati resta invece urgente e così il monitoraggio della Popillia japonica, i cui danni sono ormai visibili nel Sottoceneri. E, altra considerazione, in Ticino, il mercato vinicolo soffre meno che nel resto della Svizzera ma il contesto resta turbolento.
Sono questi i principali temi del bilancio tracciato all’annuale conferenza stampa sulla stagione viticola 2025 da Davide Cadenazzi, presidente della Federazione dei viticoltori della Svizzera italiana, per brevità chiamata Federviti. Cadenazzi ha riassunto gli sviluppi della stagione in corso, segnata da condizioni ottimali in tutto il Cantone, salvo le importanti piogge di inizio giugno «avvenute proprio durante la fioritura, con conseguenze visibili sullo sviluppo dei grappoli a causa della colatura, ossia la mancata impollinazione del fiore. Questo ci ricorda che lo sviluppo della vite passa attraverso fasi critiche che possono compromettere la stagione».
Le prospettive dell’annata sono comunque buone, con una vendemmia stimata in 55-58’000 quintali e un prezzo di riferimento medio di 4.20 franchi al chilo.
Preoccupano
ungulati e Popillia japonica
E i danni causati dagli ungulati? Restano importanti in tutto il Ticino – hanno evidenziato gli esperti – e sono pertanto in corso incontri con gli Uffici cantonali per trovare misure adeguate. Cadenazzi ha riferito come la diffusione della Popillia japonica inizi a incidere davvero sulle rese, simultaneamente indebolendo la pianta e lasciandola esposta a funghi e muffe. Sia per gli ungulati che per la Popillia il Sottoceneri resta la regione più colpita. Per il suo potenziale e la limitata efficacia delle misure di contenimento, la diffusione della Popillia japonica è monitorata attentamente da Agroscope, in collaborazione con i Servizi fitosanitari cantonali e, in Ticino, anche dalla SUPSI. Il clima di lavoro e di collaborazione sono stati definiti positivi e incoraggianti.
Per il settore vinicolo, la situazione nazionale ed internazionale resta però turbolenta, come confermato dall’incontro del 18 agosto dei rappresentanti della filiera vitivinicola con il Consigliere federale Guy Parmelin e i responsabili dell’UFAG e della SECO. Il cambio dei consumi rappresenta un fenomeno globale, ha ricordato il presidente dell’Interprofessione della Vite e del Vino Ticinese (IVVT), Andrea Conconi, il quale ha invitato però a non sopravvalutare il potenziale del vino dealcolato. Il calo delle vendite di vino in Ticino è meno marcato che in Svizzera, tuttavia le preferenze dei consumatori per spumanti e vini bianchi può essere problematico per un Cantone specializzato nei rossi – è stato sotolineato – seppure la vinificazione in bianco del Merlot permetta un certo margine. Per Fedeviti è però essenziale che – citiamo – “le strategie che verranno messe in atto non vadano a scapito dei viticoltori, già confrontati con annate problematiche”.
Federviti ha intanto confermato sul piano delle novità nell’ambito della formazione altri due corsi organizzati dalle varie Sezioni in collaborazione con il Servizio fitosanitario. Si terranno dal 3 al 4 dicembre (esame il 9 dicembre) e dal 10 al 13 marzo 2026 (esame il 16 marzo). La Giornata del Viticoltore avrà invece luogo il prossimo 7 novembre.







