Dal laboratorio esce il romanzo

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I romanzi possono nascere anche così: da un laboratorio di scrittura creativa. È quanto è capitato in sorte ai partecipanti di “Appunti Miei”, il corso di scrittura creativa tenuto dal Dr. phil. I Andreas Barella che si rinnova mensilmente ogni due domeniche alternate a LaFilanda di Mendrisio sin dalla nascita del centro culturale e biblioteca.

Nel 2023 la scintilla: il gruppo di partecipanti raccoglie la sfida di un concorso letterario nelle Marche con in palio la pubblicazione di un libro, che non vince, e che pure oggi ha visto la luce grazie alla perseveranza dei suoi aspiranti scrittori e dello stesso Barella che ha deciso di darlo alle stampe per la sua casa editrice Ericlea nella collana di testi narrativi “Narravita” e che domani, sabato 31 gennaio alle 17, sarà presentato al pubblico a LaFilanda. Eccola la genesi de L’ultimo giorno, 84 pagine, il primo romanzo corale uscito dalla penna di dodici protagonisti del corso di scrittura – Andreas Barella, Lila Barella, Paolo Bernasconi, Lalitha Del Parente, Antonia Donato, Matteo Galli, Leila Guerino, Valentina Milan, Simonetta Pedrolini, Katya Rezzonico, Simona Riva e Cinzia Tarducci. Quest’ultima – penna raffinata e promettente – è la curatrice dell’opera e autrice della cornice narrativa, che ha garantito letteralmente carta bianca ai co-autori e alle co-autrici e la totale libertà espressivia e stilistica.
Eccolo qui condensato il fil rouge del volume: Una frana inesorabile incombe su un paesino di montagna dimenticato dal tempo, e sul suo piccolo camposanto. Oggi è l’ultimo giorno concesso per restare. Gli abitanti, rassegnati, abbandonano le loro case, mentre Michele, il guardiano del cimitero, si prepara a vivere la sua ultima giornata di lavoro. Tra operai che dissotterrano tombe e parenti venuti a salutare i propri morti, Michele ascolta ancora una volta le voci che abitano la terra, i defunti che hanno popolato la sua solitudine e dato senso alla sua veglia silenziosa.
“Si tratta di una raccolta di racconti” – evidenzia Andreas Barella. “Il libro raccoglie le voci dei vivi e dei morti, in stile antologia di Spoon River, anche se per la verità il romanzo di Edgar Lee Masters dà voce esclusivamente ai defunti”.
Ma c’è un altro aspetto interessante. L’ultimo giorno reca in copertina la firma di uno pseudonimo decisamente originale: Stella Filanda. “È il nom de plume di tutti noi partecipanti al progetto” – dichiara Barella, che aggiunge: “Stella Filanda è stata partorita verso la fine del 2023 dalle menti del gruppo di partecipanti al corso di scrittura. Stella Filanda – come spieghiamo nelle note conclusive del libro – è stata battezzata al femminile proprio per ricordare il luogo dei nostri incontri, LaFilanda, appunto.
Stella, invece, perché è fulgida e obbliga ad alzare lo sguardo verso il cielo. Seppur lontana, Stella è una bella presenza: non è di sicuro una cometa, che passa e per un bel po’ non la si vede più. È il faro di questo bel gruppo. Anche con il tempo avverso, dietro le nuvole della mente, meglio conosciute come “il blocco dello scrittore”, lei è lì e se la si aspetta con un po’ di pazienza riappare. Il suo segno particolare è illuminare. È una musa ispiratrice”.
Gli autori de L’ultimo giorno costituiscono un gruppo eterogeneo sia per età – dai 25 anni agli over 80 – sia per provenienza – dal Ticino come pure dall’Italia.
Il romanzo è stato finora stampato in 250 copie, ma dal momento che la casa editrice Ericlea stampa anche “on demand” è sempre possibile garantirne di nuove. Domani, sabato, il libro sarà presentato dagli autori e delle autrici del laborario e sarà reperibile sul posto. Intanto, il laboratorio di scrittura è accessibile a chiunque ed è proposto gratuitamente a LaFilanda. “Nuove persone interessate alla scrittura creativa sono benvenute al corso e possono presentarsi direttamente a LaFilanda. Il prossimo incontro di “Appunti Miei” è previsto domenica 1° febbraio, dalle 14.30 alle 15.30” – sottolinea Barella, il quale fa sapere come il gruppo di partecipanti stia già guardando a un prossimo concorso letterario.
Intanto, il primo romanzo è opera tangibile e compiuta, sorto dal lavoro collettivo dell’affiatato gruppo, ognuno con le proprie aspirazioni letterarie, i propri gusti e stili, con le proprie piccole grandi ambizioni. “Alcuni dei partecipanti sono aspiranti scrittrici e scrittori, altri invece partecipano, forse, per esplorare qualche angolino segreto della loro vita, della loro memoria, della loro personalità”.
L’ultimo giorno condensa la creatività di dodici penne, che insieme solcano una trama, una storia e valgono bene un romanzo.