Dentro c’era Vannacci e fuori la rabbia

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Era la quarta volta che approdava in Svizzera e la prima che veniva contestato.

Vannacci in veste di conferenziere dentro l’Hotel Coronado e fuori – in strada – la rabbia e la protesta contro le sue idee, contro il suo mondo al contrario che non accetta gli omosessuali (“vale solo la famiglia tradizionale”), va contro gli stranieri “che dimostrano di non volersi integrare”, e non favorisce i più deboli e fragili “perché altrimenti diventano come i panda”. Una visione che sforna continui “simboli” e fa riferimenti nostalgici al fascismo.
Mercoledì sera l’ex generale, vicesegretario della Lega e eurodeputato italiano Roberto Vannacci a Mendrisio ha fatto il pieno di approvazione all’interno dell’Hotel Coronado dove si è svolta la sua conferenza e di rabbia e protesta all’esterno, dove si sono radunate due forme diverse di presidio: la prima ampiamente annunciata ha raccolto gruppi e associazioni ticinesi ad esprimere la propria totale disapprovazione rispetto alle sue idee, e la seconda – giunta da Lugano con il treno – si è presentata agguerrita e decisa a sfondare i cancelli dell’area-parcheggio antistante l’Hotel con slogan tipo “Vannacci sei un rifiuto, torna nel tombino” oppure “Ci fate schifo: tu Vannacci e l’UDC che ti ha invitato”. E poi i cori: “Siamo antifascisti, siamo antifascisti”. A non mancare, di certo, sono state le forze dell’ordine in crescente schieramento man mano che la situazione diveniva più pressante. Dagli agenti della cantonale alle squadre antisommossa con gas urticanti e idranti per tenere a freno la carica. Non ci sono stati incidenti. La via Borromini è stata riaperta verso le 21.30.