Stretta sull’asilo, iter di 24 ore

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Raffaele De Rosa e Beat Jans durante la conferenza stampa.

A tre mesi e mezzo dalla prima visita – lo scorso 6 novembre con Elisabeth Baume-Schneider, che nel frattempo ha lasciato il Dipartimento federale di giustizia e polizia – martedì è stata la volta del suo successore, Beat Jans, calarsi a sud, a Chiasso al Centro federale d’asilo (Pasture) e toccare con mano l’emergenza dei rifugiati e la sua complessa gestione. “Se lei ha dato vita al primo incontro, lui ha dimostrato un cambio di passo” è il commento di generale soddisfazione del sindaco, Bruno Arrigoni al termine dell’affollata conferenza stampa.

Pressoché identico il protocollo seguito dai due consiglieri federali: visita personale alla struttura, incontro con Governo e sindaci di Chiasso, Balerna e Novazzano e comunicazione ai media. “Ho potuto constatare che la situazione dell’asilo in Ticino è molto tesa – ha esordito Jans – e per me è stato importante prendere atto del lavoro dei Comuni e continuare ad assicurare protezione ai richiedenti l’asilo. Nelle situazioni difficili è sempre importante mantenere al centro la dignità delle persone. Il problema è che la popolazione non si sente sicura: la polizia ha svolto 174 interventi per liti”.

“Evadere le domande con scarse possibilità di essere accolte”
Ma ecco le misure annunciate dal neo consigliere federale “volte a sgravare il sistema d’asilo”. La prima – che riguarderà, non solo il Ticino, ma tutti i Centri federali d’asilo con funzione procedurale e che sarà introdotta entro fine aprile – è la procedura di 24 ore, “testata dallo scorso autunno con successo al CFA di Zurigo”. L’obiettivo? “Evadere il più velocemente possibile le domande con scarse possibilità di essere accolte (nel 2023 sono state quasi un quarto delle oltre 24 mila prime domande)”. Un altro passo in questa direzione – anche se la Segreteria di stato della migrazione (SEM) sta verificando le modifiche giuridiche necessarie – prevede che i richiedenti provenienti da Paesi con scarse probabilità di ottenere l’asilo – si tratta in particolare di Algeria, Tunisia e Marocco che, è stato indicato, registrano un tasso di concessione dell’asilo inferiore all’1% – “dovranno dapprima motivare la loro domanda per iscritto”.
“Per contrastare ulteriormente l’utilizzo abusivo delle strutture ricettive – ha spiegato ancora il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia – le domande d’asilo potranno essere presentate soltanto durante la settimana: in questo modo si intende evitare che i richiedenti l’asilo alloggino nei CFA durante il fine settimana e lo lascino prima che, il lunedì, siano rilevate le loro impronte digitali e sia avviata formalmente la procedura d’asilo”. Una misura, questa, che non sarà invece estesa alle persone vulnerabili, donne che viaggiano da sole, famiglie, minori non accompagnati, anziani o malati.
Polso severo, poi, nella gestione dei plurirecidivi: “è sempre una piccola percentuale di richiedenti che crea problemi, tengo a precisare” ha sottolineato Jans. “Parlo di persone che non si attengono alle regole: furti, furti con scasso nelle auto, risse, e che assumono comportamenti violenti nei centri e contro i poliziotti e non si fanno impressionare neppure di fronte al fermo”. Il consigliere federale ha spiegato che in tal senso va intensificato uno stretto coordinamento con le autorità e le Procure. Jans ha parlato anche di un aumento nelle strutture del CFA di Chiasso e Balerna-Novazzano, dei posti a tempo pieno per l’organizzazione e l’accompagnamento dei programmi d’occupazione e degli impieghi di pubblica utilità: un numero maggiore di richiedenti l’asilo potrà prendervi parte (saranno anche maggiormente retribuiti rispetto a oggi) “con una conseguente intensificazione degli scambi con le organizzazioni della società civile”. Annunciati ulteriori provvedimenti per migliorare la sicurezza in loco a Pasture. Interventi sono previsti anche a favore dei minorenni non accompagnati fino ai 18 anni di età, segnatamente a partire dal prossimo luglio partirà un progetto pilota di scolarizzazione. Beat Jans non ha tuttavia fornito risposte sul numero di richiedenti l’asilo assegnati al Mendrisiotto per cui i sindaci si battono affinché siano contenuti alle 350 unità pattuite. Ha poi escluso l’edificazione di container.
I sindaci di Chiasso, Balerna e Novazzano – Bruno Arrigoni, accompagnato dalla municipale Sonia Colombo-Regazzoni, Luca Pagani e Sergio Bernasconi – si sono detti soddisfatti degli esiti dell’incontro. Il consigliere federale ha incontrato anche i consiglieri di Stato, Marina Carobbio e Norman Gobbi e il presidente del Governo, Raffaele De Rosa, il quale ha ringraziato Jans “per la visita e la disponibilità all’ascolto”, evidenziando: “Il Ticino rimane un crocevia di passaggi migratori e anche il 2024 si preannuncia un periodo impegnativo con l’acuirsi dei conflitti internazionali”.