ll benessere delle sette note

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Miglioramento della qualità di vita percepita, soprattutto per quanto attiene alla comunicazione e alle attività quotidiane, come lavarsi e vestirsi. È questo il risultato tangibile emerso al termine del progetto multidisciplinare Music Park, nato con il fine di studiare gli effetti di un programma musicale specifico per persone con malattia di Parkinson. Un’iniziativa che ha visto coinvolti la Croce Rossa Svizzera Sezione Sottoceneri, il Conservatorio della Svizzera italiana (Divisione ricerca e sviluppo), l’Istituto Neurocentro della Svizzera italiana e la Clinica Hildebrand-Centro riabilitazione Brissago.
Il bilancio tracciato ha permesso inoltre di rilevare un lieve trend di miglioramento anche per quanto riguarda la stigmatizzazione (percezione di imbarazzo causato dalla malattia e preoccupazione per la reazione degli altri) e il disagio fisico (crampi, spasmi, ecc.).
Le interviste ai partecipanti hanno consentito di approfondire gli effetti percepiti: ciò che affiora è un diffuso interesse verso la pratica musicale – suonare uno strumento, cantare, ballare – e una generale diminuzione, dovuta alla malattia, dell’accesso alla musica, sebbene essa sia considerata un supporto nel contesto della malattia stessa.
Le persone interpellate hanno riferito di avere percepito benefici in termini di tremore coordinazione, concentrazione ed emozioni positive e hanno visto nelle sessioni una preziosa opportunità per allontanare i pensieri dalla malattia.
Il programma ha altresì offerto momenti di socialità, confronto, condivisione e supporto reciproco.
L’approccio dei musicisti ha avuto un ruolo chiave – sottolineano i ricercatori – e le loro esibizioni hanno rappresentato un importante valore aggiunto. Anche la presa a carico degli ergoterapisti della Croce Rossa Svizzera Sezione Sottoceneri è stata significativa. Gli intervistati hanno affermato il desiderio di continuare a prendere parte al programma e di incrementare la durata delle sessioni.
L’esperienza svolta con Music Park evidenzia le ricadute essenziali nel contesto della malattia di Parkinson, che spesso comporta, tra le conseguenze, apatia, depressione e isolamento e – illustrano i responsabili – ribadisce l’importanza di investire in collaborazioni transdisciplinari che possano portare istituzioni diverse a coordinare le proprie competenze e risorse, lavorando sinergicamente per incrementare l’efficacia delle cure e dei servizi offerti a persone fragili e alla popolazione in generale.