Focus sul lupo nelle nostre terre

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Lupi alle nostre latitudini?

Sa.Gr.) Dalla celebre favola di Cappuccetto Rosso a quella de “Il lupo e i 7 capretti” questo “predatore sociale” – definito così da Wwf – è tornato a far parlare di sé. Sempre più spesso infatti è la star delle cronache ticinesi per i suoi attacchi alle greggi, ma anche perché è divenuto protagonista di svariati atti parlamentari e interrogazioni. Alcuni mesi fa abbiamo ricevuto una segnalazione su un avvistamento del lupo a Meride. Il nostro interlocutore, dopo averci spiegato l’accaduto, ci ha fatto alcune domande, una su tutte: “Ma se il lupo è disperato… non è che potrebbe aggredire l’uomo?”. Nel cercare una risposta – cosa che non riusciremo a fare, perché non è dato sapere come sia il comportamento di qualsiasi animale – abbiamo trovato svariate presentazioni e documenti riguardanti il lupo.

Chi è?
• I lupi sono animali sociali e vivono in gruppi familiari chiamati branchi, i loro territori spaziano tra i 50 e i 300 km² e vengono difesi contro altri conspecifici.
• Il lupo che si sta diffondendo sull’arco alpino appartiene alla sottospecie Canis lupus italicus: è di medie dimensioni (60-70 cm alla spalla, 30-40 kg) e vive in piccoli branchi (da 2 a 8 individui) composti da una coppia dominante e i giovani dell’anno (da 3 a 6) o di quello precedente, e spesso si sposta da solo o in coppia. I lupi subadulti delle nascite precedenti rimasti nel branco aiutano nell’allevamento della nuova cucciolata. Quando cercano un partner e un proprio territorio i giovani lupi di solito lasciano il territorio dei genitori all’età di 10-22 mesi, altri invece rimangono nel branco fino a 3 anni. È documentato che lupi estranei possano essere adottati nel branco.
• In genere il lupo selvatico sano non rappresenta un pericolo per l’uomo: è un cacciatore a inseguimento e opportunista, infatti preda ogni volta che ne ha l’occasione e preferisce le specie più frequenti e gli animali più facili da catturare (vecchi, giovani, malati, domestici). Le sue prede favorite sono gli ungulati di medie dimensioni sia selvatici (cervi, caprioli, camosci, cinghiali), sia domestici (pecore e capre) che caccia di notte.
• Solitamente i lupi evitano l’incontro con l’essere umano e se capitasse reagiscono con grande prudenza e senza manifestare comportamenti aggressivi. Ci sono però alcuni fattori che possono aumentare il rischio di un attacco. L’idrofobia (rabbia): gli episodi riportati in passato sono in gran parte riconducibili a lupi idrofobi e, nel frattempo, sia in Svizzera, sia nella maggior parte dei Paesi europei, la rabbia è stata debellata. L’abituazione: i lupi possono perdere il timore nei confronti dell’essere umano (per esempio se vengono abituati a ricevere cibo) e assumere comportamenti problematici. Per provocazione: se un lupo viene provocato e messo alle strette, può difendersi azzannando. L’ultimo caso noto di uccisione di una persona da parte di un lupo è avvenuto nel 1975 in Spagna. Dal suo ritorno spontaneo (nel 1995) in Svizzera non si sono verificati casi noti di comportamento importuno o aggressivo da parte di lupi.

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