Casa anziani a Vacallo: si riparte da zero

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Il sedime del centro sportivo.

Naufraga a Vacallo il progetto cullato per 10 anni in vista della costruzione di una casa anziani sul sedime del centro sportivo. Progetto nato e maturato in stretta collaborazione con la Fondazione San Rocco di Morbio Inferiore. Oggi si riparte da zero: Municipio e Fondazione annunciano che continueranno a collaborare e che sono già state individuate 2 o 3 possibili aree alternative. Il “nodo” infatti si era stretto proprio attorno alla location. Che cosa ha determinato questa drastica svolta? Lo chiediamo al sindaco di Vacallo Marco Rizza. “Giunti a quello che poteva essere l’ultimo scoglio alla pianificazione, – dichiara – non c’è stata la condivisione di una volontà politica. Personalmente è un dispiacere. Questo progetto ci ha coinvolti in un decennio di studi e contatti e vederlo naufragare oggi mi fa anche pensare alla delusione che possano provare i nostri anziani sentendosi privati della possibilità di vivere l’ultima fase della vita nel loro paese. Ma bisogna crederci e noi puntiamo a individuare un sedime alternativo in continuità di collaborazione con la San Rocco”. Abbandonare quel progetto e ripartire da zero è la via imboccata a seguito della decisione presa dal Municipio nella seduta del 20 novembre, dopo approfondita discussione anche con i consiglieri comunali. In pratica l’Esecutivo ha deciso di non avviare una nuova variante di Piano regolatore (PR) sul sedime del centro sportivo di Vacallo per mancanza di condivisione politica. Lo scorso mese d’aprile, il Tribunale amministrativo (Tram) nelle sue conclusioni aveva accolto due ricorsi (presentati da privati) da ricondurre a un “errore di pianificazione” e nel contempo aveva proposto al Municipio di ripresentare la variante di PR dopo aver discusso con il Dipartimento del territorio (DT) le modalità di accesso pedonale al comparto. Malgrado gli approfondimenti e la disponibilità del DT riscontrata nel cercare una soluzione comune, le tante difficoltà che dal 2013 questo progetto ha affrontato, hanno prevalso sulla decisione. Questo “sogno”, per l’edificazione di un quartiere intergenerazionale, ha superato molti ostacoli ma non la mancanza di una visione comune di intenti fra le forze politiche. Dal canto suo la Fondazione ribadisce la mancanza di 80 posti-letto nella regione.