Vigino sulla via della rinascita

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È un iter lungo e tortuoso quello che ha condotto all’Accordo di collaborazione, definito tra il Comune di Castel San Pietro e la Fondazione Carozza, per la ristrutturazione, l’utilizzo e la gestione a fini pubblici della Masseria di Vigino. Il documento sarà sottoposto al vaglio del Legislativo che si esprimerà sul tema durante il mese di dicembre. Proprietario dell’immobile, bene culturale protetto, è il Cantone Ticino che ha preso parte attivamente alle trattative. L’intesa è finalizzata a stabilire un impegno formale per la promozione del restauro conservativo dello storico edificio: compiuto questo sforzo, la Masseria di Vigino sarà destinata a un uso di pubblica utilità a beneficio della comunità castellana e dell’intera regione.

Municipio e Consiglio di Stato reputano la soluzione proposta come “la migliore possibile”: si prevede, in sostanza, la cessione del bene alla Fondazione Carozza e la sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione tra quest’ultima e il Comune a tutela dell’interesse pubblico del progetto.
La Fondazione Carozza, con sede a Lugano, esprime il desiderio di lasciare un segno importante: si renderà anche parte operativa nella realizzazione delle opere di restauro. L’intesa, fanno sapere le parti, rappresenta un impegno concreto “a preservare la nostra storia e a creare un futuro migliore per la comunità”. L’intento è quello di procedere a una ristrutturazione conservativa dell’edificio, finanziata dalla Fondazione, che darà nuova vita alla Masseria – che fece parte del patrimonio fondiario della famiglia Turconi – rispettandone le caratteristiche originali e il valore intrinseco. Conclusa questa fase, la struttura sarà messa a disposizione, a titolo gratuito, del Comune che si assumerà gli oneri di gestione, tutti i costi vivi e la manutenzione.
L’Accordo definisce inoltre i contenuti di pubblica utilità che coinvolgono l’intera regione meridionale del Cantone. Grazie agli approfondimenti operati da una Commissione municipale ad hoc, si stanno esplorando diverse possibilità di impiego dello storico immobile che abbracciano l’arte e la cultura, ma pure l’ambito sociale, l’istruzione, l’agricoltura, la produzione locale e il turismo. “Questo progetto – illustra il Comune castellano – non solo rafforzerà la nostra identità locale, ma creerà anche nuove opportunità per i cittadini del Mendrisiotto”. L’Esecutivo identifica nell’impegno filantropico della Fondazione Carozza, nel sostegno garantito dall’ERS (Ente regionale di sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio) e nella collaborazione del Governo ticinese i pilastri fondamentali per il compimento di questo progetto. Le autorità non nascondono il fatto che le problematiche connesse al futuro della Masseria di Vigino coinvolgono la comunità da anni e sottolineano l’importanza dell’unione delle forze e delle risorse. In effetti, la costruzione edificata sul territorio di Castel San Pietro rappresenta uno dei simboli del passato rurale del distretto, uno degli esempi maggiormente significativi dell’architettura dell’arco prealpino, testimonianza di un Mendrisiotto antico dove sorgevano grandi masserie a corte simili a strutture delle vicina Brianza, ubicate al centro di ampi poderi. La Masseria gode ancora oggi di un pregiato contesto agricolo, dominato dalla Villa di Loverciano. Immobile e terreni furono donati dall’Ente Ospedaliero cantonale al Cantone nel 1996. A monte e a valle dell’edificio si estende un’area di grande valore culturale, paesaggistico, storico, agricolo e di svago.