Skaters incravattati

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Gli skaters, nati nelle strade e che rappresentano – con writers, streets artists, rappers – una controcultura vitalmente Alternativa, non esistono più: si sono fatti fagocitare da ciò che rifiutavano. Mendrisio aveva bisogno 1) di rendere presentabile un angolo dismesso alle porte della città 2) di stalli per posteggiarvi mezzi di pronto intervento 3) di togliere gli skaters da dalle strade (danneggiavano i sublimi rombi stradali?). Trovata la soluzione unica per 3 problemi, si è passato all’azione: tramite astute procedure “esemplarmente partecipative” (in stile 1984 di Orwell), i burocrati del Pensiero unico li hanno accalappiati per chiuderli in un recinto palizzato da massicci strati di polveri fini e co2, convincendoli che quello è lo spazio da loro sempre sognato! Ed ora? Dopo questa manovra tesa ad azzerare ogni accenno di Pensiero “Alternativo”, non ci resta che sperare che risuscitino attivisti per il clima, autonomi, alternativi e pacificamente si ribellino alle assurdità con cui ci precipitiamo verso disastri celebrali, sociali ed economici, ridandoci la speranza che un altro mondo è possibile. Se il voto darà via libera al tiro mancino giocato agli skaters, non ci resterà che appellarci a pneumologi e autorità sanitarie affinché richiamino gli amministratori al dovere di tutela della salute pubblica. Con quale coerenza si promuovono campagne rivolte ai giovani, contro il fumo, le sostanze nocive, i “comportamenti dannosi alla salute”, e poi per neutralizzare un gruppo di potenziali dissenzienti fastidiosi, li si esilia nel posto più disgraziato della città a sorbirsi le schifezze prodotte dal nostro modello di sviluppo? E quale Alternativa ci offre chi contribuisce a rinchiudere nella peggiore delle legali gabbie immaginabili le briciole di pensieri alternativi rimaste sui marciapiedi delle nostre tristi e deturpate città?

Daniele Realini, Mendrisio