Un po’ di Mendrisiotto in “Papaya 69”

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Anche il Mendrisiotto e i suoi immediati dintorni valgono bene un set cinematografico. La prova arriva dal film Papaya 69, il primo lungometraggio realizzato dalla coppia di registi (di nome e di fatto) di Mendrisio, Riccardo Bernasconi e Francesca Reverdito, che, dopo i primi successi raccolti alla proiezione in prima mondiale lo scorso gennaio alle Giornate di Soletta e in numerose sale d’Europa e Sudamerica, si appresta ora al debutto ticinese tra le mura di casa martedì 7 novembre al Multisala Teatro di Mendrisio e al Lux di Massagno giovedì 9 novembre, entrambe con inizio alle 20.30. Commedia agrodolce, la pellicola, prodotta dalla società ticinese PiCfilm in collaborazione con la RSI, con il sostegno dell’Ufficio federale della cultura, Canton Ticino e Ticino Film Commission, porta sul grande schermo una storia appassionante e riconoscibili luoghi “momò”. Ne parliamo con i due artefici, che firmano la sceneggiatura a quattro mani, come già sperimentato nei precedenti cortometraggi di fiction e per la pluripremiata serie web RSI, La stirpe di Orazio.
“Il progetto parte da molto lontano: è iniziato nel 2019 e ha richiesto tempi lunghi che ci hanno costretti a rinviare le riprese all’aprile-giugno 2021: dapprima siamo stati bloccati 12 mesi dal Covid, e poi per impegni degli attori presi in precedenza, ciò che ci ha costretti a posticipare di altri 8 mesi. Ma non tutto il male è venuto per nuocere, perché in questo lungo tempo di stop forzato abbiamo avuto modo di riflettere su alcune scelte e a lavorare sul film. A Mendrisio, in via Diener, grazie alla disponibilità della Fondazione Torriani, abbiamo potuto ricavare all’interno di un edificio di loro proprietà una sorta di studio cinematografico, dove abbiamo potuto allestire vari set: un appartamento, una sala d’attesa, un hotel con la reception. E ancora a Mendrisio, nel nucleo, abbiamo girato al Garni Bar Sport del Willy, nella chiesa di Santa Maria e in alcune vie del centro in zona Cappuccini. A Chiasso, invece, abbiamo realizzato immagini nelle zone di confine. Altre scene sono invece state girate in Piemonte. Quando abbiamo scritto la sceneggiatura avevamo già in mente i luoghi delle riprese, ma anche le protagoniste le abbiamo scelte in anticipo e questo ci ha facilitati nel trovare caratterizzazioni che si misurassero alle loro personalità”
Ma sveliamo i protagonisti e la trama del film. “Eva (impersonata da Rosanna Sparapano) è una ragazza sudamericana cresciuta troppo in fretta, in fuga da un ex compagno violento. Rainbow (Valentina Violo) è invece un’ ex star della Tv rimasta imbrigliata in un personaggio che ha interpretato a 14 anni e che tuttora interpreta in versione hot in un sito per adulti. Il loro incontro, a dir poco movimentato, darà occasione a ciascuna di riconciliarsi con se stessa e a riprendersi una rivincita. L’opera propone dunque un finale di speranza”.
Chi sono gli altri attori? “Tra i protagonisti, oltre alle due giovani milanesi, c’è Leart Dokle, bulgaro, che ha recitato in italiano pur non conoscendo la lingua, imparando le parti a memoria con un accento che abbiamo creato insieme per la trama. Vi sono inoltre Teco Celio, ticinese e Bruno Todeschini, ginevrino”.
E il titolo del film, Papaya 69, da cosa deriva? “Una delle trame prende spunto da quei vari telefilm un po’ “trash” in voga negli anni Novanta, come Kiss me Licia con Cristina D’Avena, prodotti in Italia ma che arrivavano da fumetti e cartoni giapponesi. E anche la protagonista del nostro film aveva partecipato con successo a un film di quel genere, intiolato Papaya Hi-Five, un successo che non riuscirà più a replicare perché per il pubblico ormai lei apparteneva solo a quel mondo che le preclude quindi una carriera. È un po’ il destino avuto da Henry Winkler, con cui ho lavorato a Los Angeles, ingabbiato nel ruolo di Fonzie” – spiega Francesca Reverdito.
Alle due anteprime ticinesi, i due registi, nonché gran parte degli attori e della troupe formata da oltre trenta professionisti, saranno presenti e a disposizione del pubblico al termine della proiezione.
Ma prima di congedearci – chiediamo – quali sono i vostri progetti futuri? “Stiamo lavorando sia a un nuovo cortometraggio sia a un lungometraggio. Ma ad ora non sappiamo ancora bene su quale dei due concentreremo per prima le energie…”.