Il sindaco: “I richiedenti a Chiasso sono già 600”

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Il Centro a Pasture

“Decina più, decina meno, sono già da settimane circa 600 i richiedenti l’asilo alloggiati a Chiasso” conferma il sindaco Bruno Arrigoni al quale chiediamo come siano ripartiti. “350 richiedenti sono ospitati a Pasture – spiega – e gli altri 250 sono suddivisi fra lo stabile vecchio vicino alla dogana (usato già tradizionalmente anche in passato) e gli altri in due magazzini ferroviari”. La frontiera è sovraffollata ed il sindaco non nasconde preoccupazione ricordando come, già nei mesi scorsi, si sia chiesto supporto al Cantone. Lo stesso sindaco di Chiasso – attraverso uno scritto pubblicato in Seconda pagina – stigmatizza la frase pronunciata dal candidato UDC agli Stati Marco Chiesa nel corso di un dibattito politico: “nessuno di noi vorrebbe vivere a Chiasso”. Il riferimento è all’arrivo massiccio dei migranti al confine sud. Bruno Arrigoni ammette che la questione sta assorbendo molte risorse e ribadisce che andrebbe affrontata con una ripartizione più attenta sul territorio: “non abbiamo bisogno dell’esercito ma solo di buon senso!” afferma.
Di avviso diverso è il granconsigliere e futuro municipale chiassese Stefano Tonini. Il deputato leghista interroga il Consiglio di Stato, invocando un’intensificazione dei controlli e chiedendo il supporto dell’esercito. Intanto sul tema migranti la consigliera federale socialista Elisabeth Baume-Schneider (foto), capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, lunedì 6 novembre visiterà il centro federale d’asilo a Chiasso e il valico e incontrerà i rappresentanti del Cantone e dei Comuni di Chiasso, Balerna e Novazzano nonché i media nel corso di una conferenza stampa convocata per il pomeriggio. Il tema della gestione dei migranti negli ultimi mesi è divenuto caldo e terreno di battaglia politico. Una delle controversie riguarda l’ipotesi di aumentare a 600 i posti nel futuro Centro federale d’asilo a Pasture, pronto per la primavera 2024 (250 in più invece dei 350 inizialmente pattuiti). Le autorità comunali in occasione del faccia a faccia di lunedì con Baume-Schneider si presenteranno al proposito con rivendicazioni puntuali.
In una missiva inviata alla consigliera federale, Filippo Piffaretti, in rappresentanza dei Verdi del Mendrisiotto, stigmatizza i toni degli articoli di stampa “che si limitano a informazioni puntuali, spesso legate alla criminalità, informazioni amplificate da personaggi che cercano di gettare benzina sul fuoco” ed evidenzia fra l’altro come in Ticino la questione migratoria sia “affrontata in modo molto poco trasparente” e “la gestione dei minori può divenire drammatica nei casi in cui il diritto all’educazione viene loro negato mentre sono mantenuti inattivi all’interno dei centri d’asilo”. Piffaretti invita in conclusione la consigliera federale a “rigettare con fermezza eventuali domande delle autorità cantonali o comunali volte a instaurare uno “Stato di polizia” nella nostra regione”.