HC Chiasso, c’è aria nuova!

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Sotto le visiere si intravedono i volti soddisfatti dei giocatori chiassesi a fine incontro.

Spira un’aria nuova alle pendici del Penz, un venticello caldo che avvolge il Riva IV, sfiora il nuovo Palapenz e si insinua nello stadio del ghiaccio. Un vento che sa di cambiamento climatico. Attenzione, non stiamo parlando di un tema, quello dell’ambiente, che dovrebbe comunque tenere desta l’attenzione di tutti; il nostro cambiamento è legato al clima sportivo che si sta vivendo nel “Triangolo delle Bermuda” che comprende i tre impianti sportivi cittadini, un triangolo nel quale – si tratti di calcio, palla a spicchi o hockey – hanno ripreso ad affondare con regolarità le navi avversarie!

Ne sa qualcosa il Bassersdorf, piegato con autorità nel debutto casalingo dal nuovo HC Chiasso versione Seconda Lega. Un sabato esaltante quello vissuto dai ragazzi di Claudio Grisi, capaci di dominare gli zurighesi a cinque contro cinque e andati in difficoltà solo quando, specie nel secondo periodo, si sono ritrovati a lungo a giocare in inferiorità numerica.
Andiamo con ordine. Sin dal primo ingaggio il Chiasso ha mostrato maggiore organizzazione rispetto agli avversari. Questo, condito da una velocità di pattinaggio ed esecuzione superiore, ha permesso ai rossoblù di prendere da subito il controllo del gioco. Tutti e tre i blocchi schierati in pista hanno creato situazioni pericolose, concedendo, davanti all’ottimo Pestoni, poco o nulla in fase difensiva. Il 2-0 alla pausa è stato la logica conseguenza, con il Chiasso a passare immediatamente con la sua prima linea su grande intuizione di Chris Torri, abile a smarcare un implacabile Luca D’Agostino davanti al portiere avversario. Il raddoppio lo ha firmato di contro Andrea Gaeta sui titoli di coda della prima frazione a seguito di una insistita azione personale con il Chiasso in inferiorità numerica. Penalità, come detto, pagate a caro prezzo nel periodo centrale, nel quale la squadra di casa ha praticamente giocato sempre con uno o due uomini sulla panchina dei cattivi. In 3 contro cinque gli ospiti hanno accorciato con Wilhelm, prima del pareggio di Togo che ha mandato tutti al secondo riposo in parità.
Nel terzo periodo il Chiasso ha di nuovo cambiato marcia. Ritrovata la disciplina e ripreso a giocare con costanza a cinque contro cinque, il maggior tasso tecnico ma soprattutto l’organizzazione di gioco della squadra di casa hanno avuto la meglio. Stefano Spinedi – alla sua prima segnatura dal ritorno a casa – ha siglato il tre a due da rapace dello slot, prima che la terza linea, formata dal centro Andrea Gaeta e dai giovanissimi Davide Summerer e Filippo Aprile, trovasse con quest’ultimo il punto dell’allungo. Nel finale convulso, con il Bassersdorf a togliere il portiere, è toccato a capitan Mattia D’Agostino infilare a porta vuota il 5-2 conclusivo per la gioia dei 150 tifosi accorsi alla pista a far risuonare il grido “Chiasso Chiasso” come da tempo non si sentiva sotto le volte del vetusto impianto cittadino. Una giornata di festa vera che non deve però far dimenticare da dove viene questa squadra e quale sia l’obiettivo primario, ovvero la salvezza.
Il prossimo impegno, domani alle 18.00 contro l’altra neo promossa Urdorf, sarà un primo test di maturità. Un appuntamento da non mancare per regalare ancora tifo ed entusiasmo ai ragazzi del sodalizio momò!

Settore Giovanile
Erano poche le compagini impegnate lo scorso fine settimana.
Da segnalare, innanzitutto, la terza vittoria in tre partite della Under 17 di Luca Galeone, capace di espugnare Olten e di consolidare la leadership in classifica con un netto 6-0. Oltre allo shutout di Mattia Gallivanone, da segnalare la tripletta di Marco Barausse e le reti di Mattia Grandelli, Tommaso Vassanelli e Gustavs Kidals. Bella esperienza anche per gli U11/2. Impegnati sul ghiaccio di casa i piccoli leoni sono stati capaci di battere una delle due squadre del Lugano per poi soccombere di misura contro gli altri ragazzi bianconeri e più nettamente contro i Rivers. Si sono comunque visti tanti sorrisi e tanta voglia di divertirsi per una classe d’età dove il risultato passa in secondo piano rispetto alla crescita individuale e di gruppo.