Croce Rossa festeggia i 10 anni del negozio

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Il team che, insieme alle altre volontarie, accoglie clienti e avventori.

Si respira una bella energia, varcando la soglia del negozio abiti della Croce Rossa Svizzera a Mendrisio. I locali di via Largo Mario Soldini 1 – poco distante dalla Piazza – hanno vissuto in questi anni un crescendo di sensibilizzazione e fiducia reciproca fra clienti, volontari e responsabili: oggi tutto è pronto per festeggiare il decimo compleanno del negozio. In occasione della ricorrenza, la popolazione è invitata mercoledì 18 ottobre alle 16 a LaFilanda (all’interno, pian terreno) per una colorata e festosa sfilata di moda, al termine della quale verrà offerto un rinfresco. Sono previsti anche il saluto del sindaco Samuele Cavadini e della direttrice Sezione Sottoceneri, Debora Banchini Fersini. L’entrata è libera.

Sfileranno volontarie modelle della CRS che già altre volte hanno sfilato nelle case per anziani e sono state reclutate anche alcune volontarie-modelle del Mendrisiotto. A proposito di volontarie, chiediamo subito a Romana Bassa Coletti, responsabile Servizio abiti, quante sono quelle impegnate in questo negozio? “Il personale è composto da una decina di volontarie e a dire la verità necessiteremmo di qualcuno in più per far fronte ai turni (che sono fissi, tipo mezza giornata la settimana) e alle ferie di ognuno”. Nel Sottoceneri, altri 2 negozi CRS fanno in questo servizio e si trovano a Lugano (uno per bambini e un altro per adulti). Poi se ne contano altri 2 nel Sopraceneri (a Locarno e a Bellinzona). Ma torniamo a Mendrisio. Come possiamo definire l’evoluzione di questo negozio maturata in 10 anni? “Senza dubbio positiva, sia dal profilo del bisogno manifestato riguardo alla nostra proposta di abiti, sia come punto di riferimento e di incontro per le persone, nonché per l’amicizia fra il personale volontario. La clientela è molto variegata, va dagli studenti, agli anziani, bambini e adulti. Tutte le età, ogni nazionalità e strato sociale”.
Giriamo fra gli scaffali e vediamo giacche come nuove, pantaloni, scarpe, camicette, magliette, gioielli, giochi e libretti per bambini e molto ordine! I prezzi? La base per gruppi di capi simili può essere di 10 franchi, oppure 15 ma anche 20 franchi. Poi dipende dal singolo abito, se è di marca o se è particolare viene a costare un po’ di più. L’ingranaggio funziona così: chi porta della merce, la dona. In altre parole, non riceve nulla. La donazione viene consegnata al Centro di selezione dove abiti e scarpe vengono guardati bene (si controlla se vanno aggiustati o se non possono essere utilizzati). A quel punto, abiti, scarpe ecc. vengono riassegnati ai negozi. “Quello che ricaviamo dalle vendite viene reinvestito per i progetti locali della Croce Rossa; – annota la nostra interlocutrice – in buona sostanza, il negozio rientra fra le fonti di entrate assegnate per realizzare altri progetti sul territorio. Ed alla nostra attività si aggiungono i cassonnetti di raccolta-abiti prevalentemente collocati negli ecocentri ma anche le Box Refashion che posizioniamo presso lavanderie, alcuni negozi, all’Università e a LaFilanda. È un servizio nostro gratuito ed in caso di bisogno andiamo anche a ritirare la merce a domicilio”.
Parliamo del crescendo a cui accennava prima… “Il 18 ottobre del 2013 quando abbiamo iniziato, era una sfida. Siamo cresciuti insieme. C’è fiducia reciproca fra noi e la popolazione. Significa che il messaggio è passato. Chi acquista è contento. Coglie il valore sociale che sta nell’aiutare il prossimo e sostenere il pianeta”. Parliamo dei concetti che stanno alla base di questi negozi: sostenibilità ed economia circolare ma anche solidarietà e inclusione sociale per le persone della regione. “Direi che la sostenibilità oggi è un fattore attuale. Anche l’utenza che prima era titubante, ora è molto più attenta. Riutilizzare un capo può essere un grande valore anche nella misura in cui non si cade nella trappola di alcuni tessuti fragili prodotti da certa industria veloce. Pensi che addirittura ci è già successo che lo stesso capo abbia più vite. Abbigliamenti particolari che ricordiamo e che sono stati portati più di una volta e ricomprati! Questo può valere anche per i giochi dei bambini. Ci sono cose che maturano più cicli di vita e noi lo vediamo bene”.
Mentre parliamo entra una mamma con un bambino, poi una donna, un uomo ed altre due donne. La porta del negozio è aperta… sarà per il clima caldo o perché l’invito a entrare è rivolto a tutti?