Il Basso Mendrisiotto sulla strada dell’aggregazione

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I sindaci dei Comuni coinvolti nel progetto d'aggregazione del Basso Mendrisiotto.

I tempi questa volta sono maturi e il Basso Mendrisiotto si organizza. I Municipi di Chiasso, Vacallo, Morbio Inferiore, Balerna e Breggia hanno annunciato, lunedì ai media, di aderire all’istanza di aggregazione. La cordata del Basso Mendrisiotto non sarà Chiasso-centrica sul modello di altre realtà come Lugano o Mendrisio. Non è infatti previsto un Comune polo, forte e di riferimento. Sarà invece atipica in quanto cosidererà complementari fra loro le peculiarità di ogni realtà aggregata. Il nome – che non è ancora stato discusso – potrebbe dunque tranquillamente non essere “Chiasso”.
A 50 km da Milano e dall’aeroporto di Malpensa, con un territorio che si adatta al commercio, ai luoghi di residenza e all’offerta turistica, il Basso Mendrisiotto intende dunque rafforzarsi unendo le potenzialità dei Comuni.

• I tempi?
Quest’istanza aggregativa porterà i Comuni che vi aderiscono alla votazione consultiva. Si spera – è stato detto – entro 2 o 3 anni quando saranno i cittadini ad essere chiamati alle urne per decidere se vorranno un Comune unico. Prima di questa votazione si esprimerà il Consiglio di Stato e dopo sarà attesa anche la decisione del Gran Consiglio. Ma torniamo al presente. Il prossimo passo sarà – presumibilmente entro 1 anno – l’avvio dello studio di aggregazione da parte del Consiglio di Stato.
Un grosso punto interrogativo riguarda la conduzione politica che si ritiene più idonea per realizzare il potenziale di sviluppo identificato: i 5 Comuni di oggi con i relativi iter decisionali o l’ipotetico Comune unico di domani?

• Rispetto dei territori, senza personalismi né partitica
L’idea forte è quella di basare il progetto sul rispetto dei pregi e dei limiti di tutti i territori del Basso Mendrisiotto valorizzandone paesaggi, tradizioni e identità. Quindi no a personalismi e no ad un’impostazione partitica. Si punterà invece ad una politica comune che porti una visione a favore del bene collettivo, della vivibilità e della vitalità delle regione per garantirne un futuro. Per questa regione, che ha perso in questi anni molti posti di lavoro e spinte economiche derivanti dal settore bancario, dai commerci di confine e dalle ferrovie, c’è infatti il rischio di continuare a deperire.

• La motivazione
La spinta motivazionale inoltre non deriva dalla volontà di sanare situazioni nelle quali il Comune non è più in grado di assicurare la propria funzionalità e il proprio funzionamento. I Comuni coinvolti infatti vantano una propria autonomia. La motivazione deriva invece – ha introdotto il sindaco di Vacallo – dalla consapevolezza che più Comuni aggregati possono contribuire allo sviluppo sostenibile di un livello di qualità di vita residenziale più elevato di quanto potrebbero fare i singoli.
Termina così la fase del pre-studio che ha visto Novazzano scendere dal treno (cfr. sotto) e Balerna risalire vincolato dalla riuscita della raccolta di firme lanciata da tre consiglieri comunali (dopo che nell’ottobre 2022 il Municipio aveva declinato l’invito a proseguire sulla via dell’aggregazione).

• Cinque gruppi di lavoro
Ogni sindaco ha guidato un gruppo di lavoro composto dai municipali. Gruppi che si sono concentrati su aspetti della regione avvalendosi di consultazioni. Ecco alcuni spunti anticipati lunedì dai sindaci.
Economia e formazione sono stati i temi approfonditi dal sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni. “Il basso Mendrisiotto deve individuare settori nuovi in cui possa eccellere e avere il coraggio di cambiare rispetto a quanto fatto sinora come sviluppo economico, perché le ex regie federali, a causa delle mutate circostanze economiche e tecniche, non sono più in grado di offrire le opportunità del passato come ad esempio il commercio di confine”.
Marco Rizza, capo dell’Esecutivo di Vacallo, si è addentrato nei concetti di territorio – viabilità – sostenibilità – sicurezza ed ha spiegato che “a medio-lungo termine gli importanti spazi oggi occupati dalle FFS non possono essere considerati come spazi fruibili ad altre destinazioni e che per un migliore sviluppo futuro deve esserci una visione regionale da attuare mediante un piano regolatore intercomunale o meglio un piano direttore regionale”. Favorire maggior sostenibilità – è stato detto – può attirare l’insediamento di più aziende.
Stefano Coduri, sindaco di Breggia, ha sviluppato i temi dello sport, della cultura e del turismo, anticipando l’idea di voler creare una “cittadella dello sport” mettendo in rete le strutture esistenti che possono essere risanate laddove serve, evitando doppioni. Infrastrutture sportive che potrebbero essere all’altezza degli standard richiesti. D’altra parte, collaborando con l’OTRMBC (ente del turismo) si potrebbe puntare maggiormente sulla cultura e sulle proposte turistiche della regione.
Sanità – socialità e famiglie è invece il fronte portato avanti dalla sindaca di Morbio Inferiore Claudia Canova. La sindaca ha parlato – fra l’altro – della possibilità di valutare vie alternative per l’alloggio come ad esempio le cooperative d’abitazione che non sono case sociali o sussidiate ma portano equilibrio fra le generazioni. Come attività collaterale – ha suggerito – valorizzare la cosiddetta “cultura indipendente” ossia la formula che incentiva proposte spontanee in vari ambiti culturali, che possono provenire da vari gruppi di persone non necessariamente giovani.
Il gruppo guidato da Luca Pagani, sindaco di Balerna, ha radiografato finanze e cifre dei Comuni coinvolti nel progetto. Ne illustriamo i principali aspetti nel riquadro a sinistra. L’aspetto più caldo – ovviamente – sarà la definizione del moltiplicatore d’imposta. Non dovrà superare il 75% o sarà forzatamente più alto?