Anche genitori e nonni entrano nel dibattito sull’area di svago

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Da qualche anno lo “skate” è diventato un’attività sportiva molto apprezzata dai nostri giovani i quali sfruttano le peculiarità offerte dal paesaggio urbano, utilizzano le piazze, i marciapiedi, le nostre strade per far correre le loro tavole con ruote, gli skates appunto, per divertirsi, per ritrovarsi, per relazionarsi fra loro, per far emergere situazioni di incontro e di amicizia. È la nostra gioventù e noi genitori o nonni li possiamo ammirare mentre esercitano i loro equilibrismi, li osserviamo esprimere la loro energia in grida che riflettono la loro condizione giovanile… una “spuma di gazzosa” che appartiene alla loro età, di cui noi probabilmente non ricordiamo appieno il sapore e il gusto.

Lo skate quindi significa giovinezza, contesto urbano, abilità fisica e voglia di divertirsi.

Non ci sono fischi, arbitri, altoparlanti che gridano “goal!”. Non ci sono olè, non ci sono curve di tifosi esagitati. Non c’è bisogno di grandi spazi, non si devono curare grandi superfici d’erba, non si devono gestire spogliatoi.

Tuttavia, vi è molta precarietà nell’espletare questa attività e il sorgere un po’ ovunque di “skate park” è la risposta alla naturale evoluzione di uno sport che sta crescendo e che, dandosi delle regole, necessita di un minimo di strutture. Non solo. Il sapore della “spuma di gazzosa” sta conquistando anche persone meno giovani, come nel caso di Mendrisio, i nostri ospiti universitari che, parlando lingue diverse, ricorrono all’inglese per scambiarsi opinioni sulla tecnica della disciplina. Ecco quindi servita a poco prezzo un’agorà intergenerazionale e interculturale.

Il Consiglio comunale di Mendrisio ha approvato a larghissima maggioranza la creazione di uno “skate park” nell’area dell’ex macello, un luogo che verrà riqualificato grazie a un progetto della Città con la partecipazione attiva di un gruppo di giovani skater. La contestazione principale al progetto per ragioni ambientali, a causa dell’aria inquinata e del rumore del traffico circostante della zona, non tiene conto delle esigenze intrinseche di questa pratica, delle necessità di non snaturare il carattere urbano dello skate.

Ci permettiamo di ricordare che altre strutture sono a ridosso di grandi arterie stradali, prima fra tutte la piscina comunale di Mendrisio, costruita ai margini della trafficatissima autostrada o lo skate park di Lugano, in zona Cornaredo.

Speriamo quindi che la cittadinanza non aderisca al referendum contro lo skate park in zona ex macello opera tanto attesa, rivolta essenzialmente ai giovani del nostro Mendrisiotto.

Genitori o Nonni:
Angela, Antonella, Claude, Cristina, Egidio, Florence, Ermanno, Marco, Sandro e tanti altri…