Il presidente del Mendrisio: “Tenteremo il colpaccio”

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Il presidente dell'FC Mendrisio. © Ti-Press / Francesca Agosta

Da lunedì il Mendrisio tornerà sul campo per preparare al meglio il ritorno in Prima Lega Classic.
In settimana dall’urna di Muri è intanto uscito il nome della squadra che i momò dovranno affrontare al primo turno di Coppa Svizzera, in programma tra il 18 e il 20 agosto. Si tratta della formazione dell’SC Kriens (Promotion League).
Ne abbiamo approfittato per intervistare il presidente Sebastiano Pellegrini sulla stagione appena conclusa e sulle sfide che attendono il club del Magnifico Borgo.

Sono finiti i festeggiamenti o stanno continuando?
Sono molto felice, la felicità è un sentimento che rimane e non si esaurisce in una sera. Certamente i festeggiamenti sono stati intensi e, per una persona della mia età, anche faticosi da superare (ride ndr), ma andavano fatti e i ragazzi li meritavano tutti.

Hai festeggiato più contro i Kickers, quando è arrivata la promozione matematica, o al Comunale nell’ultima giornata di campionato, alzando la Coppa?
Diciamo che sono stati momenti di gioia analoghi. Forse però la felicità più intensa l’ho provata a Lucerna al momento della certezza, dopo di che è stata più una questione legata al nostro pubblico, ma lì eravamo già abbastanza saturi di felicità.

Qual è stato il momento di maggior soddisfazione quest’anno?
La sfida vinta con lo Zugo a casa sua. Lì abbiamo avuto la consapevolezza della nostra forza. Andare a battere l’unica squadra che ci aveva sconfitto nel girone d’andata significava che, oltre ad avere l’intenzione di fare le cose per bene, possedevamo pure la forza per poterle fare.

È stata questa la partita che ha cambiato la stagione?
Nella mente dei ragazzi senz’altro, hanno acquisito forza e consapevolezza. Non è stato comunque evidente giocare ogni partita col peso di dover sempre vincere, quindi onore al merito e soprattutto allo staff che ha saputo creare un gruppo compatto. Il calcio è fatto di amicizia e aiuto reciproco: questa è stata la nostra formula magica.

Si è chiuso un cerchio: hai finalmente riportato il Mendrisio nella categoria dove l’avevi preso 5 anni fa.
Sì, l’ho preso in Prima Lega e purtroppo abbiamo conosciuto subito la relegazione. Pensavamo che con tanti giovani si potesse fare un buon percorso, invece è proprio mancato il gruppo. Era stata un’avventura nata dalla voglia di collaborazione col Lugano, infatti tanti ragazzi arrivavano da lì ma, pur avendo le qualità non sentivano sufficientemente il legame con la famiglia Mendrisio.
Siamo stati retrocessi al termine di un campionato da dimenticare, una grande sofferenza e una delusione enorme. Finalmente però, dopo questi anni di Seconda Interregionale, un paio dei quali rovinati anche dal Covid, in cui si sono alternati diversi allenatori e parecchi giocatori, abbiamo “trovato la quadra” con Amedeo Stefani che, con Sandro Reclari, ha saputo dirigere questa formazione con grande dedizione, fino a darci questa felicità dopo quattro anni di purgatorio. Devo però ringraziare anche il Comitato che, dietro le quinte, ha sempre lavorato per riportare il Mendrisio in Prima Lega, in particolare Luca Roncoroni e Nicola Salerni autori di un lavoro egregio.

Il pubblico in questi ultimi anni si è di nuovo avvicinato alla squadra, sei soddisfatto?
Molto perché ora c’è gusto ad andare al Comunale. Il sabato c’è l’adrenalina e la tensione della partita, ma anche il grande piacere di incontrare molte persone. È diventato un luogo di aggregazione, quasi un incontro fisso che si aspetta volentieri, perché c’è il prima, il durante e il dopo partita. È veramente bello per chi ama questi ambienti trovare tanta allegria! Quest’anno incontreremo maggiori difficoltà con il salto di categoria, ma sono certo che la gente ci starà vicina, cosi come lo ha fatto il gruppo “Passione Mendrisio”. Fa piacere che nascano questi gruppi di tifosi, sono veramente commoventi, anche se in pochi. Meriterebbero un maggior numero di aderenti! Sono sempre presenti in trasferta proprio per pura passione e attaccamento alla squadra. Anche sul fronte dei social vedo che siamo molto seguiti e sento di dover ringraziare Mattia Allevi, che ha saputo svolgere un ottimo lavoro in questo campo “giovane”, sensibilizzando e avvicinando tanta gente alla nostra realtà.

Ti è dispiaciuto l’addio di Giona Mazzetti?
Molto, ma è quel dispiacere che si accompagna al sentimento della gratitudine. Il ragazzo andrà a giocare e a divertirsi con gli amici (al Basso Ceresio, ndr), spero rimanga comunque vicino al Mendrisio, gliel’ho chiesto e vedremo se potrà rientrare con altri ruoli nella società che ha amato e difeso per anni.

Dal sorteggio del primo turno di Coppa Svizzera è uscito il Kriens…
Va bene così, è una squadra di una categoria superiore che potrà creare una buona affluenza di pubblico. Preferisco uno scoglio subito, piuttosto che una piccola squadra, magari da sfidare in trasferta. Giocare in casa è importante, loro avranno certamente delle ambizioni, ma dovranno fare i conti anche con le nostre, che sono quelle di eliminarli!

Avresti voluto un’altra squadra?
Se seguo il mio allenatore, dovrei dire che volevamo lo Young Boys (ride, ndr), ma io non sarei stato subito così ambizioso.
Mi piace davvero il confronto con il Kriens che, secondo me, è una formazione alla nostra portata. Potremmo anche fare il colpaccio, e dopo sì che magari arriverà qualcuno di più importante, perché il numero di squadre si ridurrà a 32.

La nuova stagione è alle porte, tra poco si aprirà la campagna abbonamenti, quali sono i tuoi obiettivi e le tue sfide?
La Prima Lega è un campionato più difficile e dispendioso. Stiamo cercando di creare il budget necessario, per far sì che si possa rimanere in questa categoria. L’ossatura della squadra è senz’altro degna di giocare in Prima Lega con tranquillità, rimanerci è il nostro obiettivo!
Mi aspetto che la gente venga allo stadio ancora più numerosa e che i nostri sponsor facciamo un ulteriore sforzo, perché comunque il budget qui è sensibilmente più alto, soprattutto per quanto concerne le trasferte e per i costi strutturali.
Mi auguro inoltre, che i ragazzi rispondano come hanno fatto quest’anno con l’attaccamento che merita una società come Mendrisio, in vista anche del centenario che festeggeremo nel 2024!