Il museo entra nelle case per anziani

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L’arte supera le barriere fisiche per rivelarsi, in tutto il suo incanto, anche a coloro che non hanno la possibilità di fruirne con frequenza e facilità. Per le persone appartenenti alla terza e alla quarta età, con problemi di mobilità, non è infatti sempre agevole una visita al museo. La Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate ha scelto di portare i propri “tesori” nelle case per anziani, attraverso momenti di animazione e dialogo con gli ospiti.
Il primo progetto con queste finalità è stato concepito e realizzato nel 2021 in collaborazione con la Casa per anziani Torriani di Mendrisio. L’idea – spiega a l’Informatore la collaboratrice scientifica della Pinacoteca Alessandra Brambilla – è semplice: portare il museo all’interno delle strutture per anziani della regione, grazie in particolare all’impegno e alla competenza delle animatrici che illustrano l’offerta espositiva a tutti gli interessati.
Attualmente sono in corso nuove iniziative legate al concetto di godimento dell’arte al di fuori dei luoghi abituali: coinvolgono il Centro degli anziani di Balerna, l’Istituto Santa Filomena di Stabio e la Casa per anziani di Paradiso, e si concretizzeranno durante il prossimo mese di agosto. Forte della positiva esperienza di due anni fa, Casa Torriani ha già deciso di proporre un bis!
L’estate, sottolinea Alessandra Brambilla, è un momento particolarmente delicato per le persone anziane. Il periodo delle ferie, spesso, coincide con momenti di solitudine; le belle giornate, inoltre, inviterebbero a programmare gite e passeggiate, attività che, purtroppo, non sono alla portata di tutti. Ecco, allora, che la Pinacoteca Züst mira a portare una ventata di aria fresca e di novità nelle strutture del territorio.
Le proposte sono modulabili. Il progetto prende avvio con un primo incontro con gli ospiti ai quali vengono presentate le caratteristiche e i contenuti del museo. Ampio spazio viene riservato anche alla figura del mecenate Giovanni Züst – che molti hanno avuto l’opportunità di conoscere nel corso della vita – alla passione per le collezioni e alla sua elegante abitazione nel cuore di Rancate. Si accendono poi i riflettori sulla mostra in corso fino al 3 settembre Filippo Boldini (1900-1989) nelle collezioni pubbliche luganesi con bozzetti inediti da una collezione privata.
In un secondo tempo, per gli interessati che lo desiderano, c’è la possibilità di organizzare una visita guidata vera e propria all’istituzione museale, dove, al piano terreno (evitando quindi le barriere architettoniche), viene allestita un’esposizione ad hoc. Alcune tele in mostra ai piani superiori vengono sistemate nelle sale all’ingresso della Pinacoteca in modo da rendere accessibile l’esperienza a tutti i visitatori. I locali sono climatizzati, rendendo così più piacevole la visita.
Le responsabili del progetto si confrontano e lavorano in sintonia con gli animatori delle case per anziani che, nel corso della realizzazione, vengono supportati nell’elaborazione di laboratori pratici e atelier che prendono spunto dal programma espositivo della Pinacoteca cantonale.
Al Centro degli anziani di Balerna, all’inizio del mese, è già andato in scena il primo “atto”. Le animatrici Isabella e Micol hanno incontrato gli ospiti e, attraverso un ampio giro d’orizzonte, hanno fornito informazioni sulla nascita della struttura, sull’attività museale e sulla rassegna in corso. Durante questi appuntamenti – osservano – “emergono molti aspetti interessanti, legati a ricordi ancora vivi nella memoria, al fondatore Giovanni Züst, alla sua villa rancatese o agli artisti presentati in mostra”. È essenziale che questi momenti siano preceduti da una fase preparatoria nella quale vengono illustrate le locandine e si dà spazio alle letture. Le spiegazioni sono accompagnate da una carrellata di immagini della struttura e delle opere d’arte, con fotografie d’epoca che permettono di contestualizzare la vita del mecenate e l’apertura del museo. Nasce così l’occasione per tornare con la mente nel Mendrisiotto di un tempo, di ricordare le abitudini, i mestieri, gli svaghi di una volta, stimolando la memoria e soprattutto facendo sì che gli anziani possano condividere le proprie esperienze di vita sentendosi protagonisti attivi dell’incontro.
All’interno dei laboratori si punta in seguito a rielaborare, dal profilo concreto, quanto appreso.
Si tratta di progetti significativi che hanno una valenza sociale considerevole. “Gli ospiti – concludono infatti le animatrici – si preparano all’evento, sono interessati a nuove scoperte e prendono parte con entusiasmo alla discussione che ne scaturisce”.