Da San Vigilio a Rovio una missiva per i posteri

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Sono le 7.30 di sabato scorso 24 giugno. Dietro le creste del Monte Generoso spuntano i primi raggi del sole . Alla Chiesa di San Vigilio a Rovio si incontrano i membri del Consiglio parrocchiale del paese con l’architetta Simona De Giuli e la restauratrice Christina Otth (sono loro che stanno seguendo in prima linea i lavori di restauro della chiesetta che risale al XII secolo ed è considerata un gioiello romanico per l’antichità e la posizione; cfr. l’Informatore dello scorso 9 dicembre). L’appuntamento fra loro di buon mattino ha un senso preciso: viene inviato un messaggio ai posteri. E come? Con la posa sotto terra di una capsula del tempo  laddove si sta scavando per i lavori nella parte esterna dell’abside, il lato cioè rivolto verso il sorgere del sole. La capsula in acciaio viene sigillata con numerose viti ed è un messaggio lasciato a chi verrà dopo di noi. L’idea è che possa essere rinvenuta fra secoli! Al suo interno, i presenti infilano oggetti che documentano qualcosa dell’oggi: l’edizione del giorno del Corriere del Ticino e quella della settimana corrente de l’Informatore. E ancora: il numero più recente del Bollettino parrocchiale di Rovio (risale a gennaio/febbraio) che illustra tutto il progetto in corso della ristrutturazione di San Vigilio. E poi alcune monete (5 fr, 2 fr, e anche un paio di monete estere quali sterlina, euro), due turaccioli contro l’umidità e una preghiera-invocazione a San Michele Arcangelo. Preghiera che fa riferimento alle guerre in corso. Nella capsula si decide di mettere anche la piantina del progetto di restauro dell’architetta De Giuli. Don Waldemar Barszcz- prete di Rovio e Arogno – condivide con i presenti una preghiera prima di interrare la capsula. Ma torniamo al presente. Nell’area in cui viene posata la capsula, due metri sotto il livello della terra sono stati rinvenuti tre grossi massi tagliati a spacco . Fanno pensare che vi fosse in quel punto un passaggio con terrapieno piano. L’architetta propone di lasciarli nella medesima posizione portandoli a vista, a livello cioè della terra.
Altre sorprese sono affiorate durante l’intervento di scavo per portare a termine il drenaggio attorno alla chiesetta: sotto gli scalini di accesso all’edificio, sul fronte ovest, sono state rinvenute delle ossa appartenenti ad un essere umano adulto. Si trovavano a 1 metro circa sotto il livello della terra. Altre piccole ossa sono state rinvenute sotto terra (30 cm) nell’angolo della chiesetta rivolto verso il panorama sul Mendrisiotto (lato dell’entrata). Tutte queste ossa sono state collocate nell’ossario del paese.
• Il punto sui lavori
A San Vigilio di Rovio proseguono i lavori in corso da quest’anno sotto l’ala dell’Ufficio Beni Culturali del Cantone. È stato portato a termine il drenaggio completo attorno all’edificio per portare via l’acqua dall’area come indicato dalla SUPSI (costo circa 200 mila franchi di cui 30 mila per le canalizzazioni). La prima fase è dunque finita ed ha comportato i lavori preliminari dell’intervento (indagine storica e analisi dei problemi della chiesa). Quanto ai lavori per realizzare il drenaggio sono stati un po’ lunghi poiché – vista la circostanza – si è scavato a mano con grande cura: attenzioni dovute al monumento.
La seconda fase prevede i lavori al tetto e sarà compiuta in due fasi. A seguire la fase del restauro interno degli affreschi. Infine è prevista la sistemazione esterna della chiesetta.
Ricordiamo come dall’inizio del ‘900 fino a metà del secolo era stata programmata una serie di interventi di restauro. Si sa che vennero eseguiti lavori fino al 1949.