Skatepark, i giovani esultano in aula

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Il sindaco Samuele Cavadini parla con i giovani dopo la seduta.

Standing ovation. Con gli applausi e l’esultanza dei giovani presenti in aula, il progetto di skatepark nell’area dell’ex macello è stato accolto a larghissima maggioranza, ma non senza dibattito, lunedì sera dal Consiglio comunale di Mendrisio: 50 favorevoli e 4 contrari.
Tutti d’accordo, tranne una minoranza della Commissione della Gestione, capitanata da Gianluca Padlina (il Centro) che ha parlato di “progetto sbagliato in un posto sbagliato”. A “fine partita”, al termine della seduta, gli abbiamo chiesto se a questo punto non intravveda la possibilità di un Referendum: “Non certo da solo, ma sulla perizia fonica in ogni caso i dati non mi convincono e intendo approfondire”. Lunedì sera, il capodicastero costruzioni, Daniele Caverzasio ha informato che da pochi giorni il Municipio ha ricevuto la perizia fonica e che “non c’è nessun superamento dei valori”. La soglia nell’area dell’ex macello è insomma inferiore ai 93 decibel. “La parte bella del progetto è su come è nato: con partecipazione e condivisione dei giovani, è un processo nuovo anche per noi. Magari non è la perfezione, ma sicuramente si è avuto un approccio diverso. È da 30 anni che si parla di Skatepark, e finora nessuno lo ha proposto, a furia di “qui no ma” – ha sottolineato Caverzasio. Anche la municipale Françoise Gehring, a capo del dicastero Politiche sociali, ha evidenziato un processo partecipativo “reale”. Questo in risposta ai dubbi sollevati da Padlina.
Daniela Carrara (l’Alternativa): “Questi sport hanno creato un movimento fondato sulla creatività (stile, abilità), socializzazione. Skate e Parcour i giovani li attendono da troppi anni. Spostare il progetto a San Martino? Lì l’inquinamento dell’aria c’è, il problema è diffuso su tutto il territorio”. Dario Engeler (Plr), relatore del rapporto di maggioranza della Gestione, ha motivato le ragioni del sì allo Skatepark. A prova di “sicurezza verificata, l’area sarà infatti recintata completamente”. Engeler ha spiegato che il costo per il Comune è esiguo: dei 723 mila franchi vanno dedotti i sussidi e si arriva così a 103 mila franchi a carico della Città. Lorenzo Rusconi (Lega, Udc-Udf) ha evidenziato dal canto suo: l’area è infelice, ma d’altra parte è l’unico posto in cui è possibile crearlo.
Raffaele Valsangiacomo (Centro): “un posto per i giovani, finalmente viene da dire. Si è riusciti a identificare un luogo centrale, lontano dalle case”.
Gianluca Padlina (con Roberto Pellegrini, Lega-Udc-Udf, e Davide Rossi, il Centro) ha motivato il rapporto di minoranza e ha spiegato che altri luoghi si prestavano meglio rispetto all’area dell’ex macello. Tiziano Fontana (Lista civica) a questo proposito ha dichiarato: “Non ci convince il progetto, ma proporlo nell’area San Martino, a ridosso dell’autostrada, non è luogo meno inquinato”. Il sindaco, Samuele Cavadini, ha sottolineato fra l’altro che il progetto lo rende “felice anche perché verranno meno le tante chiamate e i disturbi alla quiete pubblica provocate al piazzale alla Valle, come luogo alternativo utilizzato per lo skate”. La vicesindaca Francesca Luisoni: “Non è lo Skatepark dei sogni, ma l’area all’ex macello sarà ripianificata”. Il municipale Samuel Maffi ha evidenziato il privilegio di avere la domanda di costruzione già cresciuta in giudicato”. Se fuori dall’aula lunedì sera tanto tuonò che piovve, all’interno alla fine è arrivato il sereno con il sì al credito di 2 milioni e 630 mila franchi, che oltre alla realizzazione dell’area di svago servirà per il posteggio di servizio per eventi straordinari riservato agli enti di pronto intervento.

Aim, “su Cerutti decideremo in seguito”
L’approvazione, questa volta unanime, è arrivata anche per l’aggiornamento dei bilanci Preventivi 2023 delle Aziende Industriali di Mendrisio. Tema bollente ma che ora chiude il cerchio, dopo il clamoroso ritardo di un anno sul passaggio di proprietà delle reti Ail che, come noto, hanno indotto il Municipio a incaricare un Gruppo di lavoro, coordinato dal segretario comunale, Massimo Demenga, per fare chiarezza su quanto accaduto e a sospendere temporaneamente il capodicastero, Massimo Cerutti. Tiziano Calderari (Plr), presidente della Gestione: “L’arrosto c’è purtroppo” – ha sentenziato alludendo alle conseguenze economiche per il mancato passaggio delle reti Ail a fine 2022. Calderari ha poi rimarcato le carenze evidenziate dal Rapporto stilato dal Gruppo di lavoro: “una mancanza di conduzione politica del progetto e, aggiungo io, delle AIM nel loro insieme. Mancanza dovuta forse alla superficialità del capodicastero e all’eccessiva fiducia riposta da quest’ultimo nella direzione di AIM, ma anche alle mancate o ritardate informazioni tra la direzione e il capodicastero. Mancanza questa molto grave per un progetto da più di 10 milioni, e che evidenzia l’inadeguatezza della conduzione politica”. Massimiliano Robbiani (Lega) ha tuonato: “Abbiamo un capodicastero che ha pagato e un direttore delle Aim che non ha pagato. Errori se ne sono fatti tanti. Chiedo se c’è l’intenzione del Municipio di promuovere un’inchiesta amministrativa sulla direzione delle Aim”. Padlina: “Ho l’impressione che c’è stato molto fumo e poco arrosto, responsabilità individuali non se ne sono trovate. Si è sottovalutato il dossier, in Municipio è mancata la governance. Per il futuro auspico che si traggano i giusti insegnamenti”. Ma il dicastero Aim sarà tolto a Cerutti? Il sindaco Cavadini: “Il Gruppo di lavoro è servito per ricapitolare e ricostruire i fatti. Noi non abbiamo mai fatto questioni di colpe, ma abbiamo voluto spezzare una dinamica non più soddisfacente. Riconosceteci il merito di aver voluto far chiarezza e di non nascondere nulla. Quello che è successo ora lo sappiamo e quanto non è funzionato pure. Prenderemo il tempo per una decisione, volevamo arrivare fino a qui”. Il sindaco ha spiegato di avere ancora fiducia nella direzione Aim “ma è chiaro che qualcosa non ha funzionato” e ha affermato che una strategia c’è, tra cui la futura sede e il progetto di teleriscaldamento e “qualche accorgimento è stato preso” ad esempio sul piano della comunicazione in materia di mercato energetico. Alla domanda di Robbiani, Cavadini ha risposto che lo strumento dell’inchiesta amministrativa sarà usato “laddove si ravvisano delle necessità. L’obiettivo del Municipio è di ritrovare il clima di serenità e progettualità sulla gestione delle Aim, che hanno tutte le carte in regola per superare questo periodo”.