Bozzetti inediti di Boldini alla Züst

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“Paesaggio a Rovello-Porza”, 1935 ca., olio su tavola, Comune di Paradiso.

“L’occasione per tornare a parlare di Filippo Boldini a oltre vent’anni dall’ultima esposizione ci è stata fornita da sedici bozzetti di proprietà privata che, riemergendo dalle nebbie della storia, sono stati segnalati alla Pinacoteca Züst”. Queste le parole di Mariangela Agliati Ruggia, direttrice della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst per presentare il nuovo allestimento intitolato “Filippo Boldini (1900-1989) nelle collezioni pubbliche luganesi con bozzetti inediti da una collezione privata”.

Filippo Boldini è un artista molto amato e collezionato nel Cantone Ticino e a lui sono state dedicate mostre e pubblicazioni. La rassegna in mostra alla Pinacoteca rancatese ripercorre l’intero percorso di Boldini, toccando tutti i temi da lui amati: fiori, nature morte, figure, temi religiosi, paesaggi, dalle opere degli anni Trenta, ancora di stampo naturalistico, alla fase “novecentista” e quindi a quella cubisteggiante, fino alle atmosfere soffuse e sfaldate degli anni Ottanta. I punti di riferimento a lui cari sono il Quattrocento toscano, Cézanne, Braque, ma anche Giorgio Morandi, il Novecento italiano e Carlo Carrà.
Per la scelta delle opere si è deciso di effettuare una selezione dai ricchi fondi donati dal pittore alle collezioni pubbliche luganesi: circa duecento dipinti e disegni al Comune di Paradiso, una ventina alla Città di Lugano e allo Stato, con l’integrazione di alcuni acquisti effettuati da questi ultimi. Nel catalogo pubblicato a corredo della mostra si presenta per la prima volta l’inventario completo e illustrato di questi lasciti.
Si presentano inoltre sedici bozzetti da una collezione privata – quasi tutti inediti – da lui realizzati fra gli anni Trenta e i primi anni Sessanta del Novecento che permettono di documentare un aspetto poco noto del suo lavoro, come la partecipazione a concorsi per la decorazione murale di edifici pubblici. Un’attività parallela alla pittura di cavalletto che, insieme ad altre occupazioni, quali la realizzazione di mosaici e rilievi, anche per monumenti funerari, o il restauro, ha contraddistinto buona parte del percorso di molti artisti in decenni segnati da una difficile situazione congiunturale.

Gli spazi
Nella sala 1 c’è la sezione dedicata ai maestri e colleghi: Antonio Barzaghi Cattaneo, Mario Bernasconi, Giuseppe Foglia e Carlo Cotti. La sala 2 è intitolata “Amici di penna e di pennello”, mentre quella 3 è “Progetti per concorsi pubblici”. La sala 4 è rivolta invece a “La dolce Annaly”. L’allestimento si chiude con la sala 5 e i “Temi della pittura di Boldini”.

Sull’artista
Boldini conduce una vita appartata e tranquilla, lontano dalla mondanità, circondato dagli affetti familiari e dagli amici più fidati. Nel 1927 dall’unione con la moglia Marily nasce una figlia, Anna, detta familiarmente Annaly. La piccola viene ritratta a più riprese dal padre e a lei si è voluta dedicare in mostra un’intera sezione. Nel 1945 Annaly comincia a presentare i segni di quella malattia degenerativa che la porterà alla paralisi e alla morte ad appena ventisei anni, nel 1953, lasciando un segno indelebile nell’animo dell’affettuoso padre.
Schivo, riservato, solitario, ma non isolato e, anzi, amante delle conversazioni con gli amici, Boldini costruisce nel corso della lunga vita una rete di solidi rapporti con critici, intellettuali, scrittori, pittori, scultori che apprezzano le sue qualità di uomo e di artista. Si è quindi voluto dedicare spazio alla ricostruzione di questo ambiente fatto di stima e condivisione rintracciando opere donate in segno di affetto a personaggi come Virgilio Gilardoni, Piero Bianconi, Adriano Soldini, Mario Agliati, Remo Beretta, Giorgio Orelli, Eros Bellinelli, Mario Barzaghini, Angelo e Pierre Casè, Giovanni Genucchi, solo per citarne alcuni. In molti casi sono presentate per la prima volta al pubblico.

Collezione permanente
In questa occasione vengono anche presentate due sale della collezione permanente riallestita, con opere dal Cinquecento al Settecento (Francesco De Tatti, Giovanni Serodine, Pierfrancesco Mola, Giuseppe Antonio Petrini). Una sezione è inoltre dedicata a dipinti di recente entrati nelle raccolte della Pinacoteca grazie ad acquisti o donazioni: si tratta di pittori che sono già stati oggetto di mostre a Rancate, come Fausto Agnelli, Emilio Oreste Brunati, Rosetta Leins. È invece esposto per la prima volta al pubblico, dopo una collettiva tenutasi nel 1919 a Basilea, “Umanità” di Augusto Sartori.