Pierre Casè, memoria e oblio

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S’inaugura domani, sabato, alle 18 allo Spazio Officina di Chiasso un’esposizione antologica del grande artista scomparso nel 2022. Nella foto di Roberto Pellegrini l’opera di Pierre Casè “Sotoportego del Remer” (2008-2009), tecnica mista su tela e metallo, collezione privata, Maggia.

“Pierre Casè, arte e grafica tra memoria e oblio”. Con questo titolo-manifesto si inaugura domani, sabato 18 marzo alle 18 allo Spazio Officina di Chiasso la mostra del pittore, incisore e illustratore locarnese, Pierre Casè, scomparso lo scorso agosto a 78 anni.
L’esposizione si inserisce nel filone degli approfondimenti tematici di artisti contemporanei legati per nascita o per operatività al Canton Ticino. L’evento propone un focus su Pierre Casè (Locarno 1944 – Maggia 2022), con particolare riferimento ai temi della memoria e dell’oblio. Attraverso l’arte, Casè “esprime la complessità del tempo in una cristallina ed emozionale analisi, in cui mette a confronto sentimenti contrastanti che fa emergere in maniera dirompente” – evidenziano i promotori dell’evento culturale, curato da Dalmazio Ambrosioni e Nicoletta Ossanna Cavadini. È sempre la sua Valle Maggia la fonte di ispirazione ma con i segni incisi che rimandano a misteriosi alfabeti arcaici in relazione ai graffiti del presente oppure con rimandi alle strutture geomorfiche dei sassi o fitomorfiche dei vegetali, riemergono in un evocativo senso astratto del presente. Anche la materia e i colori sono molto particolari e traggono spunto da elementi che ricordano le polveri della terra (ne costituisce un esempio l’immagine che riproduce qui sopra una delle sue opere) o la ruvidezza della corteccia. Nell’astrazione di Pierre Casè c’è però sempre un rapporto con il mondo della forma.

Esposte oltre 200 opere
Allo Spazio Officina sono presentate, nel quadro di cinque decenni di attività creativa e di ricerca concettuale, oltre duecento opere, fra grafiche e lavori materici di piccolo e grande formato. In particolare, il pubblico potrà ammirare l’intera produzione grafica dell’artista, compiuta a partire dal 1971, con le prime serigrafie realizzate in un contesto di arte concreta, fino all’ultima cartella del 2016 dedicata alle “impronte”.

Pierre Casè, scomparso sette mesi fa, ha eletto Maggia come luogo in cui vivere e produrre nel suo atelier. Numerose sono state le sue mostre allestite in tutto il mondo.
Tre grandi esposizioni, molto apprezzate dalla critica e dal pubblico, si sono tenute a Venezia: nel 2007 Mnemosine per Venezia nella chiesa di San Stae, nel 2011 Misteri del Sotoportego nella Scuola Grande della Misericordia, nel 2017 Il bestiario ai Magazzini del Sale.
L’ultima e originalissima esposizione – Pierre Casè. Ex voto – si è tenuta alla Fondazione Ghisla Art Collection di Locarno nel 2021. L’artista locarnese – evidenziano i curatori dell’evento in agenda allo Spazio Officina – aveva dallo scorso anno accettato con grande entusiasmo di esporre a Chiasso, città in cui era avvenuto il suo esordio con una mostra nel 1985 in sala Diego Chiesa. E, aspetto non trascurabile, il concetto espositivo della mostra che si appresta alla sua inaugurazione è stato discusso e definito con Pierre Casè negli ultimi mesi della sua vita.
Insomma, davvero una rara occasione per vedere riunita un’ampia scelta antologica delle opere dell’artista. Domani, all’inaugurazione della mostra (visitabile fino al 1° maggio) interverranno, oltre ai curatori, il vicesindaco di Chiasso, Davide Dosi, e il critico d’arte contemporanea, Luciano Caprile.