Siccità, campanelli d’allarme

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I flussi d’acqua dei fiumi diminuiscono drasticamente. Dopo un inverno senza neve, la speranza è riposta sulla primavera. “Se non pioverà più che bene e a lungo, rischiamo di assistere a un prosciugamento dei fiumi” - esclama Urs Luechinger, presidente della Federazione ticinese per l’acquicoltura e la pesca.

Tempo soleggiato? Non è più una bella notizia. Contrariamente al buon umore che può generare il clima caldo, l’assenza prolungata di piogge potrebbe portare nel breve tempo – diciamo entro la prossima estate – a una grave siccità e penuria d’acqua potabile.
Cominciamo dall’acqua dei fiumi, sempre più bassa. Un dato su tutti mostra l’emergenza: se dal 2007 al 2022 il Laveggio registrava annualmente un flusso dell’acqua pari a 45 litri al secondo, lo scorso anno il livello calcolato si è ridotto di tre volte, passando a 15 litri al secondo.
A esprimere preoccupazione è Urs Luechinger che in occasione del suo rapporto presidenziale alla recente assemblea annuale della Federazione ticinese per l’acquicoltura e la pesca (Ftap) ha riassunto i termini del problema. Interpellato da l’Informatore, ribadisce: “La siccità e il mutamento climatico rappresentano oggi un connubio letale per i salmoni. Meno acqua e una elevata temperatura dell’atmosfera significano, nei tratti terminali dei fiumi o nei piccoli corsi d’acqua, una mancanza di vivibilità per le trote. Tutti i tratti terminali dei torrenti del Sottoceneri stanno subendo questa problematica. In estate, visti i deflussi dei fiumi e le temperature al di sopra dei 22-23 gradi, il fenomeno porta alla scomparsa di questo pesce, che viene quindi soppiantato da altri pesci più resistenti, i cosiddetti Ciprinidi (cavedano, gardon, barbo)”.
Ancora Luechinger: “A risentirne sono anche i fiumi del Sottoceneri, della Val Colla, del Malcantone, del Mendrisiotto, come il Breggia. Quest’anno non c’è stato il carico nevoso e se non pioverà questa primavera, più che bene e a lungo, corriamo il rischio di assistere a un prosciugamento dei fiumi. A quel punto, l’Ufficio caccia e pesca dovrà correre a salvare i pesci raccogliendoli dalla poca acqua rimasta e trasferendoli in fiumi più rigogliosi. Nel 2021 un panorama di questo genere si è già verificato. Un altro problema riguarda la falda sotterranea, che in assenza di piogge non verrebbe alimentata adeguatamente. Io lo dico sempre, tra il serio e il faceto: i grandi popoli e gli imperi sono scomparsi o per la pandemia, o per la guerra o per la siccità, un flagello implacabile”.
Un dato più rassicurante arriva invece dagli specchi d’acqua: “Se per i corsi d’acqua la siccità potrebbe produrre un serio problema, per quanto riguarda Ceresio e Verbano non si segnalano le stesse insidie. Pertanto i pescatori possono comunque attingere a questi due laghi, ancora molto pescosi, come pure contare sui laghetti alpini”.
Ma se la natura soffre, ne risente anche la specie umana. E qualcuno ha già suonato il campanello d’allarme e avanzato un’idea concreta. Di fronte al rischio dell’emergenza idrica nel Mendrisiotto “serve da subito una cellula di crisi regionale”. Lo dichiara a chiare lettere per il gruppo politico “Coldrerio RossoVerde” il municipale, Michele Piffaretti.
“Pochi giorni fa – premette nella presa di posizione – abbiamo appreso dai media che attualmente, nel nostro distretto i livelli delle falde acquifere sono ai minimi storici e che nel nord Italia si preannunciano già delle situazioni di crisi. Purtroppo le piogge cadute quest’inverno non sono state sufficienti per penetrare abbondantemente nel sottosuolo e creare delle riserve di acqua nelle nostre captazioni”.

“Si rischia la penuria d’acqua”
Quanto basta per nutrire legittime preoccupazioni. “La situazione è abbastanza grave: la stagione inizia già con un deficit e se non ci sarà una primavera piovosa si rischia di andare incontro a un’estate molto critica con una vera penuria di acqua potabile”.
Il gruppo politico “Coldrerio RossoVerde” chiede quindi “che si attivi al più presto la creazione di una cellula di crisi intercomunale che comprenda tutti gli attori coinvolti nell’approvvigionamento idrico della regione, la protezione civile, pompieri e se necessario anche le relative strutture dell’esercito. Questa unità operativa dovrà monitorare costantemente la situazione idrica a livello di distretto nonché valutare e pianificare possibili soluzioni pratiche per rispondere tempestivamente ad eventuali scenari di crisi che potrebbero verificarsi nei prossimi mesi”.
Precisa ancora il rappresentante in Municipio del gruppo, “Coldrerio RossoVerde”: “Pensiamo in particolare a condotte di emergenza, possibile rimessa in funzione di captazioni abbandonate, punti di rifornimento per acqua irrigua, trasporti di acqua potabile… L’estate scorsa abbiamo avuto un assaggio di cosa significa una carenza di acqua ma quest’anno si parte anche peggio, urge quindi prepararsi per tempo sperando che Pluvio ci dia una mano”.