Aim Mendrisio ente autonomo

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Sei anni fa un referendum promosso da Sinistra e Verdi aveva portato alla bocciatura della privatizzazione delle Aziende Industriali di Mendrisio alle urne. Ora all’orizzonte si prospetta un cambiamento di paradigma.

Mentre sulla richiesta di proroga fino a fine marzo formulata dal Municipio per il Gruppo di lavoro incaricato di presentare l’atteso preventivo aggiornato e di compiere verifiche sulle criticità emerse la Commissione della Gestione ha preso atto del ritardo – “l’importante è che venga svolto un esame completo”, dichiara il presidente Tiziano Calderari al termine della riunione commissionale – Mendrisio si sta orientando verso il cambiamento della forma giuridica delle Aziende Industriali: da aziende municipalizzate a Ente autonomo di diritto comunale.
L’Esecutivo ha infatti accolto il principio della mozione interpartitica presentata lo scorso ottobre dai consiglieri comunali, Gianluca Padlina (Centro), Luca Pestelacci (Plr) e Andrea Stephani (l’AlternativA), che propone appunto di attribuire alle Aim una nuova veste giuridica, esprimendo il suo preavviso favorevole nell’ambito di un apposito rapporto preliminare.
Di più. Anche la Commissione della Gestione, che lunedì sera ha iniziato l’esame della mozione, sarebbe orientata ad esprimersi favorevolmente sulla tematica ed entro la prossima seduta del Consiglio comunale primaverile si proporrebbe di giungere a rassegnare il proprio rapporto all’attenzione del Legislativo. Finora tutto lascia presagire che lo stesso sarà accompagnato dalla richiesta di dare luce verde alla mozione generica e di incaricare il Municipio di allestire un messaggio municipale per la trasformazione delle Aziende Industriali di Mendrisio in un Ente autonomo di diritto comunale.

Un cambio di paradigma
La prospettiva segna un notevole cambiamento di paradigma. Sei anni fa, il 5 marzo 2017 – come si ricorderà – la popolazione aveva massicciamente respinto la proposta di privatizzazione delle Aim intesa quale trasformazione in una forma societaria di diritto privato, accogliendo così il referendum promosso e sostenuto dai gruppi di Insieme a Sinistra e Verdi, contro la volontà di attuare una trasformazione delle sezioni elettricità e gas delle aziende industriali del Comune in una società anonima. Il lancio del referendum era avvenuto dopo che la proposta di privatizzazione, contenuta in un messaggio municipale, era stata accolta dalla maggioranza del Consiglio comunale nella seduta del 7 novembre 2016.
Quale sarebbe ora il cambio di passo? “All’epoca dal fronte dei contrari all’operazione la principale critica era stata rivolta alla scelta di fare capo ad una forma societaria propria del diritto privato e non aver invece approfondito la possibilità di procedere alla creazione di un ente autonomo di diritto pubblico” – evidenziano gli autori della mozione, Padlina, Pestelacci e Stephani – sfoderando un asso nella manica: “la scelta di guardare all’istituto dell’Ente autonomo di diritto comunale per la gestione dei compiti di competenza delle aziende municipalizzate è già stata percorsa con successo da parte della Città di Bellinzona che nel 2017 ha costituito sotto questa forma l’Azienda Multiservizi Bellinzona (AMB). In questo senso è ora disponibile un esempio di struttura societaria al quale ispirarsi”.

Così si rivalutano gli attivi
Insomma, perché non provarci? Le premesse, questa volta, sembrano esserci tutte. Uno degli obiettivi della mozione è volto alla rivalutazione contabile degli attivi della sezione Elettricità delle Aziende Industriali di Mendrisio, ciò che in concreto inciderebbe favorevolmente sull’utile netto della rivalutazione contabile in termini di somme cospicue, dell’ordine di diversi milioni di franchi.
Un’eventuale cambiamento della veste giuridica delle Aim dovrà comunque tradursi in un messaggio municipale all’attenzione del Consiglio comunale in grado di porre in pratica, affrontando e risolvendo nel limite del possibile le diverse criticità che erano state espresse allora dai referendisti, come pure coordinando le diverse fasi di costituzione del nuovo ente di diritto pubblico. Il messaggio municipale dovrà poi essere esaminato e approvato dal Legislativo.