“Sfrusaduu” sul palco

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Nell’immagine un momento del concerto-spettacolo che sarà sul palco di Stabio.

Il Gruppo culturale La Lanterna di Stabio e la Fondazione del Monte San Giorgio propongono, sabato 4 febbraio alle 20.30 nell’aula Magna delle Scuole Medie di Stabio, un concerto-spettacolo del coro Val Genzana di Massagno e del gruppo etnofolk ticinese Ratatagnöl.

“Sfrusaduu. Storie di contrabbando del secolo scorso” è un coinvolgente ed emozionante spettacolo ideato da Gianfranco Albisetti, con recite, canti e musica. Un tuffo nel passato “tra illegalità, spirito di sopravvivenza e tante emozioni”. La storia, le storie e gli aneddoti sul contrabbando s’intrecciano lungo quell’immaginaria linea di frontiera che divide Svizzera e Italia e al contempo unisce la storia dei due popoli.
“Una sera di dicembre verso la fine degli anni ‘50 – racconta Gianfranco – uscendo della chiesa di San Rocco dopo la celebrazione della Novena di Natale, l’aria era intrisa di un forte e piacevole profumo di caffè appena tostato”. Poco prima erano passati a piedi i contrabbandieri con pesanti bricolle, detti pure sfrusaduu o spalloni, e diretti verso la vicina Italia. “Che Diu ga la manda bona” sostenevano gli anziani del villaggio di Meride.
Un’attività accessoria difficile, ricca di insidie quella dei sfrusaduu, per guadagnare un tozzo di pane e col perenne rischio di essere scoperti. Le mogli, a casa, cercavano invano di prendere sonno, troppa era la preoccupazione. Il loro era un tentativo come altri per sfuggire alla miseria, non si trattava certo di avidità personale. Portavano pesanti carichi sulle spalle – riso, scarpe, tessuti, zucchero e caffè – lungo impervi e discosti sentieri, immersi nel bosco, tra i silenzi e il buio della notte. “Seppur fuorilegge, i contrabbandieri godevano della simpatia della gente. Loro erano temerari avventurieri nella notte. In quel mondo all’incontrario, illegale e romantico, erano loro i buoni, mentre le guardie i cattivi”.
Una storia – quella proposta sabato prossimo a Stabio – ricca di simpatiche vicende, con tante domande e mezze risposte, tra reti metalliche irte di campanelli, le garitte delle guardie, ul Padrùn e gli frusaduu. Una storia fantastica della nostra gente e di un mondo neanche troppo lontano. Uno spettacolo da non perdere!
I canti del Coro Val Genzana di Massagno, diretto dal maestro Fabio Valsangiacomo, si alterneranno alle melodie popolari del gruppo musicale etnofolk Ratatagnöl, accompagnando il copione scritto dal corista Gianfranco Albisetti. Tra le voci narranti, quelle dei numerosi coristi e, in particolare, la coinvolgente voce di Wilma Gilardi e Tanja Bettosini. Gli aspetti tecnici sono assicurati dal corista, Reto Bontognali.
L’ingresso è libero e limitato a circa 190 posti a sedere. È gradita un’offerta libera all’uscita.