L’acqua presa dal lago, piovono 8,2 milioni

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Rendering, vista ingresso della stazione di captazione e potabilizzazione.

Piovono 8 milioni e 262 mila franchi dal Governo e saneranno i problemi di siccità – l’estate scorsa ne è stato un esempio eclatante – e di approvvigionamento idrico nel Mendrisiotto.
Il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio del Dipartimento del territorio concernente la richiesta di un credito complessivo a favore del Consorzio Acquedotto Regionale del Mendrisiotto (Arm) quale sussidio per la realizzazione di opere di approvvigionamento idrico nei Comuni di Coldrerio, Mendrisio, Novazzano e Riva San Vitale.
Opere che – informa lo stesso Dipartimento – “costituiscono il completamento delle infrastrutture primarie che consentiranno di raggiungere gli obiettivi della variante di Piano cantonale d’approvvigionamento idrico Pcai-M 2014”.
L’emergenza dell’oro blu non è di ieri. “I problemi di approvvigionamento in acqua potabile che affliggono il Mendrisiotto sono noti da decenni – evidenzia il governo. “Dal 2014, il Piano cantonale di approvvigionamento idrico del Mendrisiotto (Pcai-M) ha indicato la soluzione condivisa per garantire un approvvigionamento idrico sicuro in termini di quantità e qualità”. Quale? Mediante la creazione di una captazione a lago e una condotta di trasporto per servire tutti i Comuni del comprensorio.
Il Dipartimento del territorio osserva come “la siccità che ha caratterizzato il 2022 ha esasperato tali criticità, confermando l’urgenza di ultimare le opere nei tempi previsti dal Pcai-M. Nella fattispecie è prevista la costruzione di una nuova stazione di captazione e potabilizzazione a lago, nonché il completamento delle condotte di trasporto, tramite la posa di circa 7 chilometri di condotte”.
Tramite le opere appena descritte sarà possibile mettere in funzione il sistema dell’acquedotto regionale del Mendrisiotto. “Lo stesso garantirà un approvvigionamento idrico quantitativamente e qualitativamente sicuro, in un contesto fortemente urbanizzato e industrializzato”. Di più: nella nuova stazione di captazione sarà inoltre predisposto un allacciamento – inizialmente non previsto e di cui è emersa la necessità durante la revisione del Piano cantonale di approvvigionamento idrico del Basso Ceresio (Pcai-Bce) – atto a fornire acqua al Comune di Val Mara.

Lavori al via, ma la stazione sarà operativa solo nel 2026
Ma i tempi non saranno rapidissimi, occorrerà infatti attendere il 2026. Il programma dei lavori prevede infatti una prima fase di appalti e progettazione definitiva che si svolgerà nella prima parte dell’anno appena inaugurato. La posa delle condotte si concluderà nel corso del 2023, mentre che i lavori per la captazione a lago prenderanno avvio sempre quest’anno e termineranno con la messa in funzione, prevista nel 2026. A lavori ultimati sarà garantito l’approvvigionamento in acqua potabile a un comprensorio che conta circa cinquantamila abitanti.

L’oro blu sarà garantito a 50 mila abitanti
La Legge sull’approvvigionamento idrico (LApprI) del 1994 disciplina le opere di approvvigionamento idrico che possono beneficiare dei sussidi cantonali, in particolare quelle d’interesse regionale o sovracomunale definite dal Piano cantonale di approvvigionamento idrico (PCAI). Il progetto oggetto del messaggio del Consiglio di Stato che approderà ai voti del Parlamento è stato approvato dall’Ufficio della protezione delle acque e dell’approvvigionamento idrico (UPAAI), della Sezione della protezione dell’aria dell’acqua e del suolo del Dipartimento del territorio.

Il punto col presidente del Consorzio, Marco Romano
Da noi interpellato, Marco Romano, presidente del Consorzio dell’acquedotto regionale del Mendrisiotto (Arm) commenta: “Finalmente si è arrivati ad approvare il messaggio che porterà al credito di costruzione che condurrà alla realizzazione della stazione di pompaggio a lago. Si tratta di un progetto del quale si è iniziato a parlare negli anni Settanta. A mio giudizio, con ritardo, ma poi tutti i Comuni hanno detto sì”. Il passo decisivo, ricorda Romano, è avvenuto nell’estate 2018, “quando abbiamo convocato tutti i Comuni, ponendo i riflettori su una regione di forte consumo e di bassa produzione di acqua, si è accettato di procedere in parallelo: da un canto nel mettere in rete gli acquedotti comunali e dall’altro nella progettazione della costruzione della stazione di potabilizzazione, un fronte che negli ultimi mesi ha conosciuto due svolte importanti. Dallo scorso ottobre, grazie alla messa in esercizio della stazione di Coldrerio con tre vasche, è possibile lo scambio di acqua all’interno del Mendrisiotto. E in dicembre il Consiglio consortile ha approvato il credito per la costruzione della stazione a lago. Ora speriamo dunque di giungere nel 2026 con la sua messa in funzione”.

“L’acqua che unisce i Comuni del Mendrisiotto”
Sottolinea ancora il presidente del Consorzio Arm: “Quello che va posto in rilievo è che dal 2021 a metà 2022 si è già sperimentata la potabilizzazione dell’acqua captata dal lago. Abbiamo realizzato l’impianto pilota. Per un anno intero si è pescata e resa potabile l’acqua. Un’esperienza importante della quale si farà tesoro per produrre la migliore acqua possibile. Va detto che non si tratta di nulla di straordinario: già Lugano si approvvigiona dal lago e in molte altre città si fa lo stesso”.
Romano evidenzia inoltre: “È la prima volta che questo dossier relativo a un bene importantissimo ed essenziale, l’acqua, costituisce coesione tra tutti i Comuni del Mendrisiotto e verrà gestita in maniera solidale e in modo condiviso tra gli enti pubblici”.
Ora, dunque, il messaggio del Dipartimento del territorio licenziato dal Consiglio di Stato dovrà compiere il suo corso. La richiesta di credito di 8 milioni e 260 mila franchi a favore del Consorzio Acquedotto Regionale del Mendrisiotto quale sussidio per la realizzazione delle opere di approvvigionamento idrico nei Comuni di Coldrerio, Mendrisio, Novazzano e Riva San Vitale (luogo in cui sorgerà la nuova stazione di captazione e potabilizzazione a lago) dovrebbe approdare nella prossima seduta del Gran Consiglio. Un credito cospicuo per un progetto importante e atteso che si propone di risolvere l’approvvigionamento del bene più prezioso: l’acqua potabile.