Momò d’argento ai mondiali

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Sandra Bettinelli (Riva San Vitale) e Aramis Gianinazzi (Ideal), medaglia d’argento dietro l’Italia nel torneo di coppia misto. (Foto © Glamilla)

Le note dell’inno nazionale svizzero non sono risuonate nemmeno una volta sotto le volte dell’impianto sportivo di Mersin, in Turchia, dove la settimana scorsa si sono svolti i Campionato del Mondo. Nessuna medaglia d’oro. La nostra delegazione torna a casa con due medaglie d’argento e due di bronzo.
È un bilancio in chiaroscuro. Da una parte c’è la soddisfazione di essere saliti quattro volte sul podio, impresa certamente non scontata. Dall’altra la speranza – poi smorzata – di emulare le imprese straordinarie di Roma del 2015 (tre discipline: due ori e un bronzo).
L’esperienza turca sarà senz’altro oggetto di analisi approfondita da parte dei responsabili delle nostre squadre nazionali. Sulle indicazioni positive sarà importante lavorare con continuità. Ma sarà ancor più importante individuare le lacune alle quali porre rimedio con la necessaria sagacia.
Abbiamo la fortuna di disporre di un gruppo di ottimi ed entusiasti giovani che, affiancati a qualche giocatore con più esperienza, potranno ancora crescere. La solidarietà che si è creata tra i selezionati non può che giovare alle loro prestazioni.
Gli appassionati, numerosissimi, seguono le vicende delle nostre squadre con elevato interesse e con molta partecipazione.
La preparazione mirata agli appuntamenti internazionali deve continuare senza interruzione di continuità.
Sarebbe interessante se nel calendario annuale si trovasse più di qualche spazio per incontri bilaterali di qualità.
La formula delle otto giocate (o eventualmente delle dieci) dovrà essere implementata, piaccia o non piaccia, anche in più di qualche torneo nel nostro Paese. Non sarà certo la Svizzera a indurre i dirigenti internazionali a tornare sui loro passi. Il cambiamento comporta un differente approccio e una mentalità diversa rispetto alle tradizionali partite ai dodici punti.
Già nei mondiali giovanili di Roma dello scorso mese di settembre è stata inserita la nuova disciplina del tiro di precisione. Se ben organizzata è un momento molto spettacolare. È verosimile che sarà riproposta anche in futuro. Nella capitale italiana e in Turchia ci siamo ritagliati due ottime medaglie di bronzo con Giorgia Cavadini e con Ryan Delea. È una nicchia interessante.
Le medaglie d’argento le abbiamo vinte con la coppia femminile e con la coppia mista. Anna Giamboni e Laura Riso se le sono ampiamente meritate. Hanno saputo eliminare sulla soglia della finale la formazione italiana che giostrava tra le grandi favorite. Poi, però, sono state piegate dal Brasile.
Bello e solido il torneo di Sandra Bettinelli e Aramis Gianinazzi. Sono stati superati solamente in finale dagli “azzurri” Laura Picchio, una giovane perugina in stato di grazia, e dal collaudato Giuliano di Nicola nel ruolo di puntatore.
Le medaglie di bronzo sono finite nella bacheca di Davide Bianchi che nulla ha potuto in semifinale contro Luca Viscusi, il trentenne di Erba che si è poi assicurato due ori (all’individuale ha aggiunto quello in coppia con Mirko Savoretti) e di Ryan Delea, particolarmente brillante nelle prime due fasi del tiro di precisione che gli hanno permesso di salire sul podio.
Menzioniamo infine Alice Bernaschina, impegnata nel tiro di precisione femminile. Buona la sua prima fase, poi superata in quella decisiva, tuttavia, da una concorrenza di qualità.
Complessivamente nel nostro paese è rimbalzata l’immagine di una nazionale coesa e impegnata, caratteristiche ovviamente immancabili che sono state sottolineate dai due tecnici Luca Rodoni e Maurizio Dalle Fratte. Si tratta di un’ottima condizione per continuare il lavoro che permetterà ai giovani di crescere ulteriormente e al nostro Paese di issarsi sempre più in alto nella gerarchia dei valori mondiali.
Un’ulteriore considerazione. La Federazione Svizzera sta potenziando il suo aspetto legato all’immagine e alla comunicazione. Il riscontro di questi mesi è positivo. Il sito internet si è trasformato nettamente in meglio. Da Roma (giovani) e dalla Turchia (le nazionali maggiori) le notizie, le immagini e le interviste sono giunte con esemplare tempestività e attraverso un canale tutto nostro. Un passo decisamente importante che dà alla FSB un contenuto meglio corrispondente all’evoluzione dei tempi.

Domani pomeriggio, a partire dalle 14, sui viali della Cercera si svolgeranno le finali del Gran Premio “Fiera di San Martino”.
Si tratta di un torneo a coppie divise nella categoria A (17 le formazioni) e B (34) fino al capocampo compreso per un totale di 51. Sono interessate le corsie di Riva San Vitale e di Rancate. Dalle ore 14, tutte le fasi finali nella sede del Club organizzatore. Si presenteranno le otto formazioni che avranno superato le batterie eliminatorie: tre saranno di serie A e cinque di B. Di sicuro sfide intriganti.

Da lunedì prossimo, infine, si disputa il “Gran Premio Borgovecchio”, la gara a coppie della Romantica di Balerna. Un solo giocatore di categoria A per formazione. È il tradizionale appuntamento del Club che ha sede presso il “Caffè 19” in Viale Tarchini a Balerna. Dopo le eliminatorie serali, le finali sono previste venerdì 18 novembre.