Imposte, Chiasso riduce e Mendrisio aumenta

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Il centro di Chiasso.

p.z.) Moltiplicatore d’imposta: a Chiasso il Municipio propone una lieve riduzione (un paio di punti) e nello stesso momento a Mendrisio viene annunciata la volontà di ritoccarlo verso l’alto di 2 punti. Due scelte diametralmente opposte ma bisogna leggerle nel contesto. Polo e cittadina di confine, come tutti del resto, stanno passando attraverso la pandemia e gli effetti della crisi dovuta al conflitto in Ucraina. Questa premessa li accomuna ma la situazione dalla quale i due Comuni sono partiti, stilando il bilancio preventivo 2023, è molto differente: Mendrisio con un moltiplicatore al 75% ed un ruolo-polo da sostenere su vari fronti (facciamo l’esempio dell’impegno sui trasporti pubblici) e Chiasso con un moltiplicatore al 90% da 5 anni a questa parte. Vediamo dunque cosa succede.

• Chiasso allenta
Era nell’aria un ritocco verso il basso. Il Municipio di Chiasso sta preparando buone notizie per i suoi contribuenti e per l’attrattività del Comune. Stando a quanto ci risulta, l’Esecutivo ha deciso di proporre la riduzione del moltiplicatore d’imposta di un paio di punti sfondando verso il basso la soglia del 90% che il Comune aveva raggiunto nel 2018 (nel 2017 il moltiplicatore era all’87%). Da quel momento per 5 anni consecutivi la pressione fiscale era rimasta al livello del 90%. Una valutazione su un’eventuale riduzione delle imposte, il Municipio della Cittadina di confine l’aveva già fatta lo scorso anno, ma si era in piena pandemia e ritoccare il moltiplicatore appariva come un rischio. La scelta attuale del Municipio potrebbe andare nella direzione di un incoraggiamento alla popolazione che attraversa uno stillicidio di rincari un po’ su tutti i fronti. Un passo del genere – del resto – potrebbe essere anche motivato da buone prospettive di sviluppo che si affacciano nella cittadina grazie ad alcuni importanti cantieri.

• Mendrisio tira i remi in barca
“È una questione di responsabilità verso le future generazioni. Con il moltiplicatore fissato al 75%, il pareggio dei conti non è più immaginabile. Il Municipio ha deciso di tirare i remi in barca per cercare di riportare la Città ad una situazione di cifre nere” è il commento del sindaco di Mendrisio, Samuele Cavadini. La scelta dell’Esecutivo di Mendrisio di proporre il ritocco verso l’alto di 2 punti del moltiplicatore d’imposta per il 2023, come sempre, dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio comunale insieme al bilancio preventivo del prossimo anno. E proprio questo preventivo annuncia un disavanzo di 3,9 milioni di franchi con una somma di costi aumentati che è pari a 4 milioni di franchi tra tassi d’interesse, spese per gli anziani e spese per il personale. Due punti di moltiplicatore in più, dunque, per parare il colpo senza pesare troppo sulle spalle della cittadinanza (che soffre già molti altri rincari), mantenendo servizi e investimenti. “È finito il tempo dei risparmi contenuti e dell’ottimizzazione. Se vogliamo riportare le cifre nere, o tagliamo dei servizi o aumentiamo la pressione fiscale. La situazione è seria, difficile” annuncia il sindaco di Mendrisio, Samuele Cavadini, presentando il preventivo 2023 e la decisione del Municipio di aumentare il moltiplicatore, passando dal 75 al 77%. “Era inevitabile; – ha aggiunto il capo dell’Esecutivo – la nostra proposta non ci riporterà al pareggio dei conti ma alle attuali condizioni il pareggio, di certo, non è più possibile. Ci si potrebbe chiedere perché non ritoccare maggiormente il moltiplicatore verso l’alto: ebbene, non volevamo eccedere perché siamo consapevoli che il cittadino si trova sulle spalle già molti rincari”. Prima di giungere a queste considerazioni, il sindaco – affiancato dalla vicesindaca Francesca Luisoni e dal capo del Dicastero finanze Daniele Caverzasio – ha ripercorso la situazione atipica che stiamo vivendo. A incominciare dalla pandemia che ha avuto e potrà avere anche in futuro ripercussioni economiche e sociali, passando dalla guerra in Ucraina per arrivare alla crisi che ne è scaturita e che ha generato problematiche come la crisi energetica (forte aumento di costi sul fronte dell’elettricità e del gas), inflazione, ecc. Le conseguenze di un simile susseguirsi di eventi a livello globale, si avvertono nei borselli della gente e vengono percepite in modo drammatico dagli enti pubblici. Si aggiungono fattori come l’invecchiamento della popolazione con l’aumento dei costi per le cure degli anziani e la siccità patita nei mesi scorsi che chiederà investimenti per la gestione dei boschi ed ha chiesto risorse per garantire l’approvvigionamento idrico. Alla luce delle cifre che descrivono questi cambiamenti – il Municipio che aveva già intenzione di aumentare la pressione fiscale – ha fatto la sua scelta. “Non volevamo tagliare i servizi che sono comunque importanti per far fronte a certe situazioni (servizi sociali, per la cultura e il tempo libero). Piuttosto – ha aggiunto Samuele Cavadini – pensavamo ad una loro leggera revisione. Nel contempo abbiamo voluto mantenere un certo livello di investimenti anche per sostenere l’economia locale. La via che abbiamo tracciato va mantenuta ma non dobbiamo essere inconsapevoli di una situazione così difficile”.

• I costi supplementari
I costi supplementari nel passaggio dal preventivo 2022 a quello targato 2023 sono stati ben dettagliati da Daniele Caverzasio, capo del Dicastero Finanze: “Due milioni in più alla voce degli anziani, 650 mila franchi per i tassi d’interesse, 1,3 milioni per le spese del personale (con scatti automatici, carovita fissato nella media cantonale). In totale si parla di circa 4 milioni di franchi”. Anticipando i tempi del consuntivo 2022, il segretario comunale Massimo Demenga ed il responsabile dei Servizi finanziari Andrea Luisoni hanno parlato di un quadro migliore rispetto al passato preventivo. Si rimarrà presumibilmente nelle cifre rosse ma il miglioramento potrebbe essere sensibile.

• L’attrattività del polo
Sulla scelta di non voler aumentare maggiormente il moltiplicatore, influisce senz’altro anche la volontà di mantenere il côté attrattivo di Mendrisio, sia per le famiglie che per le imprese con la prospettiva di nuovi insediamenti. “Mendrisio – ha commentato Daniele Caverzasio – è una località attrattiva soprattutto per il settore terziario. Notiamo buoni segnali per una possibile rivalutazione del gettito. La Città non è ferma. È una Città che cambia così come muta la visione generale del capoluogo” ha aggiunto il municipale accennando alla digitalizzazione in atto e sottolineando il fatto che Mendrisio riveste un ruolo-polo: in questo senso – si è detto – offre opportunità di sviluppo ma impegna anche nella sua funzione trainante sia per i quartieri che per la regione. Bisognerà capire come mantenere forti (dal profilo economico e sociale) i poli a livello cantonale. Se i poli si impoveriscono, il Ticino intero ne subisce le conseguenze. Un tema che va affrontato nel dialogo fra Cantone e Comuni. In effetti, è stato detto che su 1 franco di spesa, il Comune può gestirne solo 30 centesimi, per il resto sono costi dettati da regolamenti e leggi superiori oltre a contratti di prestazioni. Questo schema – va detto – vale anche per le altre realtà comunali.