Un fiume tutto da vivere

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Una spina dorsale del territorio. Un elemento identitario che unisce la pianura da Stabio al Ceresio. Il Laveggio scorre dal confine al lago, attraversando aree immerse nella vegetazione, ma anche zone fortemente urbanizzate. In alcuni punti il corso d’acqua “sparisce” per poi riaffiorare: qui è facile da costeggiare, là lo si perde di vista.
Il progetto intitolato Laveggio, un fiume da vivere mira a migliorare la fruibilità pedonale lungo le sponde sul territorio dei Comuni di Stabio, Mendrisio e Riva San Vitale grazie a nuove percorrenze che permettano di unire le sorgenti alla foce.
Il progetto, che coinvolge il Cantone e gli enti locali, vuole sostanziare un’idea sviluppata nello studio Parco del Laveggio – Progetto modello elaborato nel 2017 dall’Associazione Cittadini per il territorio con il sostegno di ARE (Ufficio federale dello sviluppo territoriale) e dell’Ente regionale per lo sviluppo. La genesi di questa iniziativa è legata a un processo partecipativo, come ricorda Ivo Durisch, membro di comitato dei “Cittadini”, che ha catalizzato la volontà della popolazione di tutelare il fiume. L’attenzione sul comprensorio risale al 2009 con la prima “battaglia” contro il previsto bacino di laminazione del Laveggio all’altezza di Genestrerio.
Sono molteplici gli aspetti focali del progetto illustrato negli scorsi giorni. Li riassume Grazia Bianchi in rappresentanza dell’Associazione: in primo luogo risolvere i deficit di percorrenza e rendere attrattivo il percorso con l’allestimento di punti informativi, panchine e zone d’ombra; quindi accendere i riflettori sul 2023 “Anno del Laveggio” con un articolato programma di attività, eventi culturali e sportivi in collaborazione con le società del territorio; calendario che culminerà fra dodici mesi con la consegna del Parco del Laveggio alla popolazione.

Tre Comuni coinvolti
La porzione di distretto interessata si presenta oggi come patrimonio naturale al margine degli insediamenti; il corso d’acqua è in parte ancora poco conosciuto e talvolta “maltrattato”, come si puntualizza nel messaggio che il Municipio di Mendrisio indirizza al Legislativo. La richiesta di credito di investimento a carico della Città è pari a 625’000 franchi necessari in particolare alla realizzazione di infrastrutture. Gli snodi sensibili sono due, come fa notare il sindaco Samuele Cavadini. Il primo coincide con lo svincolo autostradale. Grazie alla costruzione di una passerella sarà in effetti possibile creare un nuovo accesso lungo il fiume al comparto di San Martino. Nella zona dei Meandri, a Genestrerio, è prevista la formazione di un sentiero che costeggia la riserva naturale protetta, da realizzare a mezza costa lungo il terrapieno del tracciato ferroviario; un passaggio che consente di mantenere il contatto visivo con il fiume, rispettando l’ecosistema della zona protetta. Sul territorio cittadino, i nuovi sentieri comprendono una lunghezza globale di 2,4 chilometri.
Il Consiglio comunale di Riva San Vitale sarà invece chiamato a esaminare la richiesta di un credito d’investimento di 80’000 franchi. L’attenzione, osserva il sindaco Antonio Guidali, si concentra sull’ultima porzione della passeggiata che dalle piscine di Mendrisio conduce alla foce. Il progetto propone la prosecuzione di un passaggio lungo la strada d’argine per gli ultimi trecento metri, sulla sponda destra, raggiungendo il Parco della Foce senza dover deviare sul comparto delle scuole. Con il posizionamento di un punto d’acqua, di una seduta e di un totem didattico, si darà spazio alle descrizioni del futuro progetto di rinaturazione del fiume nella sua parte finale.
Stabio ha, per così dire, terminato i compiti a casa. “Numerosi progetti sono già stati compiuti” ha rammentato il sindaco Simone Castelletti. L’iter è stato avviato quattro anni fa, grazie a un investimento di 300’000 franchi per diverse iniziative fra le quali un percorso didattico con cartelloni interattivi, un’area di svago e un’aula nel bosco. Interventi puntuali sono previsti per la messa in evidenza di tratte nella zona delle sorgenti.
“Entusiasmo” è la parola chiave rilevata dal consigliere di Stato Claudio Zali in occasione della presentazione; entusiasmo che ha guidato i promotori del progetto, condiviso dalle autorità cantonali che hanno operato per concretizzare un’idea nata dal basso. Il Cantone ha riconosciuto l’importanza della valorizzazione del Laveggio come luogo di svago di prossimità.
Il progetto di Parco del Laveggio, oltre a essere stato integrato come misura prevista dal Programma di agglomerato PAM3 ed essere confluito nel Piano direttore cantonale, ha quindi trovato l’apprezzamento del Dipartimento del territorio e degli Esecutivi dei Comuni interessati.
In questo contesto, Claudio Zali e Ivo Durisch evidenziano anche la recente adozione da parte del Gran Consiglio ticinese del PUC di Valera.

Una rete di itinerari
Il progetto, assumendo come elemento portante il fiume, prevede di collegare una rete di itinerari percorribili a tappe o nel loro insieme. Da sorgente a foce, il tracciato misura una decina di chilometri, la maggior parte su sentieri e strade bianche. Questo percorso diventerà il tracciato ufficiale di Ticino Sentieri: la valenza sarà ricreativa, ma il tragitto fungerà anche da connessione funzionale per la mobilità lenta. L’elemento cardine è la “percorrenza”, ossia la possibilità di attraversare il comprensorio senza che siano definiti dei “confini” ufficiali delimitanti una zona: i termini sono dati infatti unicamente da elementi naturali.
I deficit di percorrenza, come detto, saranno colmati attraverso nuovi tratti, zone di sosta e belvedere, con un arredo discreto, con installazioni puntuali e postazioni didattiche contrassegnate da un codice QR.
L’insieme di questi aspetti permetterà di ridisegnare lo spazio urbano del Mendrisiotto grazie alla collaborazione dei Comuni di Riva San Vitale, Stabio e Mendrisio, con la partecipazione del Dipartimento del territorio, impegnati a dare concretezza ai propositi dei Cittadini per il territorio. Tra gli obiettivi, non ancora citati, spicca la salvaguardia del patrimonio naturalistico ancora presente nel fondovalle.

Il preventivo
Il preventivo per la realizzazione dell’intero progetto assomma a un milione e 165’000 franchi. I tre Comuni sono committenti delle opere previste sul loro territorio di competenza, mentre i Cittadini per il territorio si assumeranno i costi per le attrezzature e la cartellonistica così come per il programma 2023: L’Anno del Laveggio. I costi verranno ripartiti su differenti finanziatori e sostenitori (Comuni, Ente regionale per lo sviluppo, Cittadini per il territorio, Cantone, Sentieri svizzeri, sponsor privati). Lo scorso mese di marzo, la Divisione dello Sviluppo Territoriale e della Mobilità ha formalizzato la sua promessa di finanziamento pari al 35% / 50% dei costi per la realizzazione.
Il Laveggio attraversa aree verdi, ma anche zone fortemente urbanizzate.