C’è un tesoro da disseppellire

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L’abside della chiesa Rossa. Gli approfondimenti di scavo richiesti comprendono l’area circostante l’edificio e il Parco delle Gole della Breggia.

Un vero e proprio tesoro – l’antica residenza del vescovo di Como – potrebbe essere riportato alla luce a Castel San Pietro. È quanto ha richiesto con un’interpellanza la consigliera comunale Ppd, Giorgia Ponti, in coda alla seduta del Consiglio comunale, lunedì sera. Il reperto storico si troverebbe celato sotto l’area compresa tra la chiesa San Pietro (denominata chiesa Rossa) e il Parco delle Gole della Breggia. La presenza del reperto è menzionata dalla Storia, anche quella dello stesso Comune che deve il suo nome appunto al castello (Castellum Sancti Petri) che fu eretto attorno al 1100 d.C. durante la guerra tra i Confederati e Milano e che andò in rovina verso il 1520. L’autrice dell’interpellanza, raccogliendo l’interesse espresso di recente dal direttore del Parco delle Gole della Breggia per approfondimenti archeologici in quella zona, ha chiesto al Municipio se vi sia stata in tal senso una presa di contatto tra autorità comunale e direzione del Parco. L’Esecutivo ha spiegato dal canto suo che vi è stato solo uno scambio di opinioni ufficioso, ma, giudicando di grande interesse l’interpellanza, ha fatto sapere che il tema è già emerso nell’ambito del Programma d’azione comunale per lo sviluppo insediativo centripeto di qualità (Pac) e che proprio in questo ambito approfondimenti potranno essere approntati. La consigliera comunale, Giorgia Ponti, ha accostato il possibile intervento a Castel San Pietro ai prestigiosi traguardi raggiunti dal Parco archeologico di Tremona, evidenziando quanto l’antica dimora del vescovo di Como, se riportata alla luce, potrà tradursi per Castel San Pietro in un interessante indotto turistico ed economico.