Viaggio fra i ghiacciai ticinesi

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Ghiacciaio Bresciana (Adula) 2006

Sarà un suggestivo viaggio nel mondo dei ghiacciai attraverso immagini, dati, oggetti, documenti e testimonianze degli specialisti del settore. Il Dipartimento del territorio (DT), l’Ufficio di statistica (DFE) e l’Istituto scienze della Terra (SUPSI) invitano alla presentazione della pubblicazione “I ghiacciai del Ticino” e all’inaugurazione dell’esposizione itinerante “La memoria dei ghiacciai”, martedì 25 ottobre dalle 18.30 nella Sala polivalente del Campus SUPSI a Mendrisio.
All’incontro informativo interverranno specialisti di statistica, geologia, glaciologia, meteorologia e climatologia per presentare un quadro aggiornato della situazione dei ghiacciai ticinesi e la nuova pubblicazione dell’Ufficio di statistica. Un lavoro, quest’ultimo, ricco di contenuti che raccontano con immagini, dati, esperienze e aneddoti di un patrimonio naturalistico e paesaggistico che è ancora in parte caratterizzato dalla presenza di ghiaccio. “I ghiacciai del Ticino” e la mostra sono proposti in un anno, il 2022, che sarà ricordato per le alte temperature e le scarse precipitazioni invernali, che hanno favorito uno scioglimento dei ghiacciai da primato. Questa evoluzione, e il tragico evento avvenuto al Ghiacciaio della Marmolada, nella vicina Italia, hanno (ri)portato sulle prime pagine di molti giornali la relazione tra cambiamenti climatici, destino dei ghiacciai e rischi per la popolazione.
L’appuntamento del 25 ottobre sarà quindi un’occasione da non perdere, poiché di questi temi parleranno: Christian Ambrosi (direttore dell’Istituto scienze della Terra – SUPSI) con l’introduzione al tema; Lisa Bottinelli (responsabile Settore Territorio, Ufficio di statistica – DFE) con “Trentasei vedute… dei ghiacciai ticinesi”; Luca Nisi (meteorologo di MeteoSvizzera) su “Fa troppo caldo, anche i ghiacciai se ne vanno”; Mattia Soldati (collaboratore scientifico della Sezione forestale – DT) con “Le misurazioni e la raccolta dei dati dei ghiacciai fra passato e presente”; Cristian Scapozza (ricercatore dell’Istituto scienze della Terra – SUPSI) parlerà di “Permafrost e ghiacciai rocciosi: l’impatto del riscaldamento climatico sul suolo perennemente gelato dell’alta montagna ticinese”; Giovanni Kappenberger (responsabile delle misurazioni del Ghiacciaio del Basodino – GLAMOS) focalizzerà invece la situazione del 2022 “Anno disastroso per i ghiacciai”.
La serata è arricchita dalla mostra itinerante “La memoria dei ghiacciai”, che offre al visitatore un’esperienza immersiva nel mondo dei ghiacciai ticinesi, in cui fotografie, documenti e un filmato ne raccontano l’evoluzione negli ultimi 130 anni. Evoluzione che è stata e viene monitorata grazie al prezioso lavoro di misurazione svolto dalla Sezione forestale. La stessa è accessibile al pubblico da subito e fino al 3 novembre prossimo. Per motivi organizzativi, è richiesta l’iscrizione entro il 17 ottobre all’indirizzo dt-da@ti.ch.

• Poca neve e calura estiva
hanno accelerato la fusione
Il Dipartimento del territorio (DT) spiega che nelle scorse settimane sono state effettuate dall’Ufficio dei pericoli naturali, degli incendi e dei progetti (UPIP) le misurazioni annuali dei ghiacciai ticinesi. Più precisamente, i rilevamenti hanno interessato i seguenti ghiacciai: Basòdino, Valleggia, Bresciana (Adula), Corno, Tencia (Croslina) e Cavagnoli. La campagna di misurazione dei ghiacciai ticinesi, svoltasi tra la fine di agosto e l’inizio del mese di settembre, ha confermato le previsioni e le preoccupazioni emerse già durante la scorsa primavera: la combinazione di un inverno con precipitazioni nevose molto scarse e un prolungato periodo estivo con temperature elevate e isoterma di zero gradi ad alte quote ha favorito un’importante accelerazione della fusione dei ghiacciai ticinesi.
L’arretramento medio dei ghiacciai è di 2-3 volte superiore a quanto rilevato negli ultimi anni e, rispetto a quanto misurato nel 2021, si registrano i seguenti arretramenti: Basòdino 29 metri, Valleggia 29 metri, Bresciana (Adula) 18,5 metri, Corno 16 metri, Tencia (Croslina) 15 metri. Il ghiacciaio del Cavagnoli sembra essere il prossimo destinato a scomparire completamente. Nel solo periodo tra il 2021 e il 2022 è arretrato di quasi 300 metri lasciando dietro di sé rocce, detriti e qualche isolata placca di ghiaccio staccatasi dal resto del ghiacciaio. Quanto ai ghiacciai in cui è stata misurata la perdita di spessore, si registrano valori mediamente raddoppiati rispetto alle medie pluriennali degli scorsi anni. In particolare, al ghiacciaio Valleggia si è rilevata una perdita di spessore tra i 4,5 e i 5 metri (contro i 2 – 2,5 metri del periodo precedente).
Sulla scorta dei dati raccolti quest’anno, e qualora si dovessero prefigurare nuovamente delle stagioni particolarmente sfavorevoli come quella estiva del 2022, si stima che, inevitabilmente, nei prossimi 5-10 anni i ghiacciai su territorio ticinese saranno in buona parte scomparsi.