“Vendemmia precoce ma non è per subito”

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“Forse per alcune varietà di uve bianche, potremmo anche anticiparne la raccolta a fine agosto ma per le uve Merlot non prevediamo di vendemmiare prima dell’inizio di settembre. Sarà dunque una vendemmia precoce dovuta al clima di siccità e temperature elevate che abbiamo avuto in tutti questi mesi ma di certo non siamo pronti già ora”. Piercarlo Saglini, presidente della Cantina Sociale di Mendrisio, ci fornisce delle indicazioni su quanto sta avvenendo fra i filari. In questi giorni, si sente spesso dire “l’uva è pronta” e qualche proprietario privato la coglie e se la gusta… Dunque? “Se l’uva è pronta è perché si tratta di una varietà che matura precocemente – precisa Saglini – può dunque essere mangiata ma non è ancora pronta alla vinificazione”. Come ha influito la siccità sui grappoli? “Questo stress meteorologico – soprattutto nel Mendrisiotto – favorisce la maturazione dell’uva ma si tratta di una maturazione che non è equilibrata: l’acino presenta cioè un tasso zuccherino elevato mentre risulta carente di altri elementi importanti per la vinificazione, soprattutto per quanto riguarda le varietà che danno il rosso. Riscontriamo un’uva che non si è sviluppata in peso. L’acino è rimasto piccolo e quindi la resa è molto bassa”. Significa che vi sono vigneti che soffrono e tuttavia presentano un’uva ben colorata ma ancor lontana da una maturazione completa. Malgrado i timori, non si può dunque parlare di vigneti andati persi… “A parte qualche filare che si trova sulla roccia, non parlerei di vigneti persi ma semmai di una parte di produzione svanita. E ciò significa che viene meno una parte di reddito”. Quali sono a suo modo di vedere le zone che hanno sofferto maggiormente dal profilo dei vigneti? “Direi Castel San Pietro, Pedrinate, Morbio e Vacallo. Altre aree si sono mostrate meno sofferenti anche se pure in questi luoghi i grappoli sono rimasti sotto la media”. Parliamo di quella che potrà essere la qualità del vino quest’anno? “Se parliamo di qualità mi torna in mente il 2003. Quell’anno si era connotato per la siccità e abbiamo avuto un tenore zuccherino molto elevato. Pensavamo di trovarci di fronte all’annata del secolo e invece ci siamo resi conto che i vini non erano adatti all’invecchiamento. La maturazione intrinseca dell’uva non era completata” e quindi sono stati proposti come vini da consumare senza invecchiare. Nelle previsioni della Cantina Sociale di Mendrisio possono dunque mancare circa quindici giorni alla vendemmia. Cosa possiamo attenderci nei tre scenari meteo possibili da oggi a quel momento, vale a dire ancora siccità, pioggia esagerata o piogge normali? “Se dovesse perdurare la siccità senza piovere per nulla, la situazione potrebbe peggiorare e mostrare dei problemi anche in quei vigneti che fino ad oggi hanno dimostrato di sopportare abbastanza bene la situazione” spiega il presidente della Cantina Sociale di Mendrisio, Piercarlo Saglini. Anche se dovesse piovere per 10 giorni di fila potrebbero nascere dei problemi, continua il presidente accennando invece allo scenario più favorevole ossia quello in cui possa piovere un po’, dando modo alla pianta di recuperare. In questo caso, potrebbe ridursi il danno patito con questa situazione-record di caldo e asciutto. Non resta dunque che attendere e sperare che piova una certa quantità d’acqua. Fondata nel 1949 da un gruppo di viticoltori del Mendrisiotto, la Cantina Sociale di Mendrisio ad oggi vanta oltre 200 soci e continua il suo operato come casa vitivinicola a statuto cooperativo. Comprende due categorie di soci: i sostenitori e gli attivi. In un anno come questo, la collaborazione fra i viticoltori della regione di certo può essere risultata preziosa.