Funghi assenti per il momento, ma se dovesse finalmente piovere…

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La prelibata Amanita caesarea.

Questo periodo, a cavallo tra estate e autunno, viene associato ai funghi, affascinanti e misteriosi prodotti del bosco. Vero è che i miceti ci sono tutto l’anno, ma solitamente agosto è un mese propizio per la “caccia”. Questo 2022 – paragonato spesso al 2003 – è infuocato. Come è cominciata dunque la stagione della raccolta? In che condizioni è il bosco? A queste domande ha risposto Francesco Panzini, presidente della Società Micologica Carlo Benzoni di Chiasso.
“È stato un inizio luglio fuori dagli schemi per quanto riguarda i funghi. Infatti c’è stata una bella fioritura, ma ora il bosco è polverizzato… troppo secco, manca l’acqua”. Così il presidente ha parlato della straordinaria situazione, ed ha spiegato pure che quest’ultima è partita presto visto che di solito la fioritura si manifesta intorno alla metà di agosto… Panzini ha messo in luce come le condizioni di questa stagione siano sì strane per noi, ma pure per i funghi: anche loro – come tutto il resto della natura – hanno bisogno di acqua e… se dovesse piovere? “Il terreno è talmente caldo che se l’acqua dovesse arrivare potrebbe esserci un’esplosione eccezionale!”.
L’annata infatti, appena iniziata, potrebbe rivelarsi molto buona per i “fungiatt”! Coloro che invece non hanno esperienza si possono rivolgere ai controllori ufficiali VAPKO (www.vapko.ch o mcb.ch) e chiedere consulenza. Panzini sul tema: “Finora sono stato chiamato – a testimonianza della carenza di materia prima – 4 volte; ed era per le spugnole!”. Ricordiamo che questa specie di fungo è primaverile.
Sulla stagionalità dei miceti riferiva anche Gilberto Bossi in un suo articolo apparso su Terra Ticinese nel 2003. “Basti pensare che, ad esempio, prima delle gelate invernali, alla commestibile Flammulina velutipes (dal colore giallo-arancione e dal profumo delicato e gradevole) o appunto alle ricercatissime Morchelle (o spugnole) primaverili.
Vestigia antichissime delle prime apparizioni vegetali sulla faccia della terra, di funghi ve ne sono di ogni tipo: bianchi, verdi, violetti, gialli, rossi, marroni, a pois; alcuni sono commestibili e molto gustosi, altri velenosissimi, altri semplicemente sgradevoli. Molti contengono principi attivi usati in medicina come antibiotici, oppure sostanze psicotrope molto pericolose (presenti nei funghi, detti allucinogeni, conosciuti già nell’antichità dalle popolazioni dell’America Centrale e ricercati anche nelle nostre regioni).
Nel Medio Evo erano visti con sospetto, in quanto considerati manifestazione delle forze primordiali, incontrollabili e diaboliche: così un cerchio di funghi nella radura era visto come prova e strumento della presenza di streghe nella zona, il famoso “cerchio delle streghe” che sarebbe servito a celebrare i sabba.
Per i Greci invece i funghi erano un punto di congiunzione tra cielo e terra, perché si credeva che nascessero nei terreni colpiti dai fulmini”.
Ai giorni nostri invece sono prelibatezze – per gli amanti – che non possono mancare in autunno insieme alla polenta. “E se si riuscirà a riproporla – ha reso noto Panzini – proprio con l’inizio dell’autunno, in collaborazione con la Pro Valle di Muggio, vorremmo portare la mostra didattica “I funghi della Valle di Muggio” presso l’Istituto di Lattecaldo. L’evento lo abbiamo previsto in grandi linee… speriamo che ci sarà la materia prima!”.