Giada Borin, un sogno diventato realtà

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Giada Borin.

Giada Borin è un’atleta dell’ASSPO Riva San Vitale. Da da quasi due anni pratica con assiduità il lancio del disco, disciplina per la quale dimostra una naturale predisposizione.
Attitudine e volontà, coniugate con la giusta serietà di allenamento l’hanno portata a ottenere in tempi davvero brevi, risultati di tutto rispetto. Tra questi la misura di 42.40 metri ai recenti Campionati della Svizzera orientale di Schaan. Un risultato che sicuramente le ha permesso di partire con qualche certezza in più per gli Europei giovanili di Gerusalemme, svoltisi poco più di una settimana fa, ai quali si era già qualificata qualche tempo prima. A questa importante competizione, confrontata con le migliori lanciatrici del momento, Giada non ha certo sfigurato. È infatti riuscita a staccare il biglietto per la finale – e già questo è stato un successo – e a chiudere poi al 7° posto. Ecco le sue considerazioni di ritorno da Israele.

Che sensazione hai provato nel partecipare per la prima volta a un evento di tale portata?
Innanzitutto una grande gioia per la realizzazione di un sogno che avevo fin da bambina. Ho sempre amato lo sport e riuscire a partecipare a un Europeo era uno di quegli obiettivi che avrei tanto voluto centrare. Essere lì significava esserci riuscita. Dunque orgoglio misto a commozione, ma anche appagamento per tutti i sacrifici fatti.

E a vestire la maglia rossocrociata, cosa si prova?
Un’enorme emozione, uno stimolo a dare tutto per rappresentare al meglio i colori della mia nazione.

A Schaan hai scagliato il disco a 42,40 m, agli Europei a 41.35. Cos’è mancato?
A bocce ferme direi che, più che la misura, per me, a questi Europei, contava il risultato. Ho ottenuto il 7° posto grazie a tiri regolari tutti attorno ai 40 metri. L’anno scorso questa regolarità mi mancava, adesso su questa base posso costruire. Un obiettivo importante era quello di superare le qualifiche. Entravano le prime 12 e io occupavo quel posto con un’altra ragazza, ma proprio grazie al mio secondo lancio, migliore del suo, ho ottenuto la qualifica, dunque già in quel momento ho provato una grande soddisfazione. Alla fine sono risultata settima, il resto è passato in secondo piano! D’altra parte la tensione, l’emozione, anche il grande caldo, probabilmente hanno influito sulla misura…

Quanto conta avere accanto il proprio allenatore o i compagni di squadra?
Sicuramente è importante. La mia allenatrice, Cristina Pezzatti, non era con me e prima di partire ero piuttosto tesa. Ero l’unica ticinese, la sola a parlare italiano… Ma poi, una volta sul posto, tutto è andato bene. Con Cristina ci sentivamo ogni giorno e con l’allenatore della nazionale, che conosco ormai da un po’ di tempo, ho un buon rapporto e ho sicuramente imparato cose nuove. Bello anche l’ambiente instaurato coi compagni di squadra dunque non avrei potuto chiedere di più.

Prossimi impegni?
L’appuntamento più importante a breve termine è quello con i Campionati svizzeri di categoria U18, che si terranno a Riehen (Basilea) a fine agosto. Avendo conquistato il titolo lo scorso anno, cercherò di riconfermarmi. Sono molto determinata!

Come ti preparerai?
Innanzitutto mi prenderò due settimane di vacanza, perché quello prima degli Europei è stato un periodo piuttosto stancante. Poi riprenderò ad allenarmi, penso faremo una preparazione mirata alle prossime gare, farò pure un campo d’allenamento a San Moritz. Poi si vedrà…