Tirocinio, più scelta ai giovani

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Il DECS pone l’accento sull’importanza di offrire ai giovani la possibilità di decidere il proprio percorso scolastico e professionale senza condizionamenti legati a stereotipi. La foto è tratta da una campagna del SISA (Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti).

La risposta al fabbisogno di manodopera qualificata passa anche da uno sviluppo coerente e sostenibile della formazione duale, che fonde scuola e lavoro.
Il piano d’azione “Più duale” illustrato in questi giorni dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) mira precisamente ad ampliare e diversificare il numero di posti di apprendistato messi a disposizione dalle aziende in Ticino. La sfida è quella di fare incontrare domanda e offerta: la domanda di posti di apprendistato da parte di giovani e adulti e l’offerta da parte delle imprese sul territorio.
“I giovani vanno sostenuti, vanno informati sulle opportunità offerte dal sistema formativo e in particolare dell’apprendistato in azienda, ma né lo Stato né l’economia possono imporre una scelta”. È stato chiaro il consigliere di Stato Manuele Bertoli, direttore del dipartimento, che ha evidenziato l’importanza di offrire a tutti i giovani la possibilità di decidere liberamente e in piena consapevolezza il proprio percorso scolastico e professionale, senza condizionamenti legati a stereotipi e pregiudizi.
Dopo la IV media
Il DECS ha potuto tracciare un primo parziale quadro relativo alle scelte dei ragazzi in uscita dalla scuola media grazie a un sondaggio che ha coinvolto 3’268 allievi di quarta. Dalle risposte emerge che il 44.2% opta per una scuola media superiore, mentre il 48.7% desidera intraprendere un percorso professionale, di cui il 28.3% nella forma di apprendistato duale. Il rimanente 7.1% preferisce altre soluzioni (pretirocinio, scuole specializzate, ripetizione della IV media).
Scelte di genere
Il rilevamento 2022 è stato presentato da Rita Beltrami, direttrice dell’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale, che ha evidenziato una significativa differenza di genere che vede le ragazze orientarsi prevalentemente verso la scuola media superiore (49.7%), rispetto all’apprendistato in azienda (19.3%). Tra i maschi, invece, non si palesano grandi discrepanze: 36.8% apprendistato e 38.9% medio superiore. Le altre scelte fanno riferimento alle scuole professionali a tempo pieno – per le quali la percentuale di ragazze è più elevata – a quelle specializzate e al pretirocinio. Le ragazze, ha ribadito Beltrami, riscontrano maggiori difficoltà nell’opzione professionale tramite apprendistato “anche perché orientate verso poche e ben definite scelte di formazione duale”.
Solo il 40% dei 3’800 giovani che iniziano una formazione professionale di base esce direttamente dalla scuola media; il 60% proviene da altri percorsi, come ha osservato Oscar Gonzales, aggiunto al direttore della Divisione formazione professionale.
811 nuovi contratti
I risultati intermedi della campagna di collocamento in apprendistato per il prossimo anno scolastico dicono che sinora sono stati stipulati 811 nuovi contratti, in linea con il medesimo periodo del 2021, ma superiore del 10% rispetto al 2019. Contemporaneamente, sono ancora disponibili più di 670 posti di tirocinio (www.orientamento.ch). La sfida del collocamento è dunque pienamente aperta. La “Città dei mestieri” rimane a disposizione dei giovani che non hanno ancora trovato un posto di tirocinio; al numero verde 0800 606 607 si ottengono informazioni. Per coloro che a metà agosto non avranno ancora trovato un posto, sarà attivato il Gruppo di collocamento a tirocinio che si occuperà di dare supporto a tutti i giovani residenti in Ticino.
Continuare gli studi
Da 16 anni, il Cantone rileva le intenzioni degli apprendisti e delle apprendiste che si apprestano a sostenere l’esame finale di qualificazione per ottenere un Attestato federale di capacità o un Certificato di formazione pratica. Gli esiti del sondaggio fanno emergere elementi di interesse. Ad anno scolastico quasi concluso, il 41% ha già un lavoro garantito, mentre il 31% desidera proseguire gli studi. La maggior parte di questi ultimi continuerà a studiare a livello terziario in una Scuola specializzata superiore o in una Scuola universitaria professionale. Il 16% è alla ricerca di un posto di lavoro, mentre solo un giovane su dieci dichiara di non essersi ancora attivato poiché attende i risultati degli esami o perché vuole completare la scuola reclute o altro ancora.
Tra coloro che hanno la garanzia di un impiego, la quasi totalità lo ha trovato nella professione appresa; il 78% sarà assunto dalla ditta che l’ha formato.
In linea generale, nel periodo di 16 anni di indagini, si registra una netta tendenza dei giovani a volere continuare gli studi, passando dal 10% del 2017 al 31% del 2022. L’ampliamento dell’offerta formativa sta incoraggiando i ticinesi a imboccare questa via. Questo fattore spiega in parte anche la diminuzione di coloro che dichiarano di essere attivamente alla ricerca di un lavoro (dal 27% del 2007 al 16% nel 2022) e di coloro che affermano di non essersi ancora attivati.
Molti ragazzi hanno infine mostrato uno spiccato interesse nei confronti dell’apprendimento di una lingua straniera, anche attraverso stage di lunga durata in altre regioni della Svizzera o all’estero.