Giada Borin è ora pronta per gli Europei U18 in Israele

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Scagliando il disco a 42,31 metri, la lanciatrice Giada Borin si è guadagnata un’ottima quinta posizione ai Campionati Svizzeri assoluti. La 17.enne dell’ASSPO Riva San Vitale, la più giovane tra le venti partecipanti, si è messa in luce sulla pedana del Letzigrund di Zurigo e ora è pronta per gli Europei U18 (in programma dal 4 al 7 luglio), per i quali partirà quest’oggi in direzione dell’Israele. In Svizzera interna era inoltre presente un altro atleta asspino. Correndo in 11”34 i 100 metri, Joao Sepulveda ha chiuso settimo la sua batteria e non è riuscito a qualificarsi per le semifinali.
Tornando a Giada Borin, quest’oggi partirà per l’avventura a Gerusalemme. Un’esperienza unica, da cui siamo certi che proverà a carpire il massimo per il suo futuro. Da domani si allenerà sul posto, mentre mercoledì 6 luglio scenderà in pedana per la prima volta in mattinata e tenterà di qualificarsi per la finale, che avrà luogo giovedì sera. In settimana abbiamo raggiunto telefonicamente la giovane momò, per capire come sta vivendo il periodo più importante di questa stagione.
Sei soddisfatta del quinto posto?
Sono contenta, considerando anche come è cominciata la gara. È iniziata con un nullo da parte mia, poi è proseguita con una misura al di sotto del mio potenziale. Dopo i primi due lanci ero fuori dai primi otto e non avrei potuto quindi partecipare alla finale. È stato mentalmente difficile prepararsi per il terzo lancio, perché sapevo di avere la possibilità di entrare nella top 8. Mi sono detta: “O la va o la spacca” ed è andata bene. Da quel momento sono andata in crescendo, fino ad arrivare all’ultimo lancio di oltre 42 metri. Dal momento che sono entrata nelle prime otto, ho preso i tre lanci della finale come un allenamento in vista degli Europei di categoria (il mio obiettivo principale) e ho cercato di spingerli al massimo.

Sei arrivata a un metro e mezzo dal podio, cosa devi fare per poter salire ancora di uno scalino?
Devo mettere quella grinta che ogni tanto mi manca, come anche la sensazione di riuscire a buttare il disco lontano. È l’ultimo step che stiamo cercando di fare negli ultimi giorni in vista degli Europei.

Come è stato il secondo impatto con gli Svizzeri assoluti?
Rispetto a quelli dello scorso anno è stata un’esperienza completamente diversa. Dodici mesi fa ero totalmente spiazzata, perché era la mia prima gara importante. Questa edizione ho invece cercato di godermela il più possibile, ero consapevole che ero messa meglio e potevo giocarmi la finale. Il mio obiettivo era, come detto, poter entrare nelle prime otto, poi se arrivava una medaglia era qualcosa in più, ma sono contenta del mio quinto posto, anche perché ero la più giovane.

Ora sei attesa agli Europei U18, come ti prepari per questo grande evento?
Saranno degli allenamenti mentali più che fisici. Ora i carichi sono molto blandi, sto facendo al massimo 15 lanci a sessione, cercando di spingerli come se fossi in gara. Sto tentando di lasciare la mente libera e restare serena, anche se non è sempre facile. Indipendentemente dal risultato, il mio obiettivo sarà quello di godermi questa avventura con serenità, consapevole comunque di dovermi anche impegnare in pedana. Sono una ragazza che cerca di dare e di ottenere sempre il massimo possibile, ma voglio partire e vivere una bella settimana con i compagni della Nazionale.
Quali sono le tue ambizioni?
Mi piacerebbe passare le qualifiche. Se dovesse poi arrivare una finale non sarebbe male, così come se dovesse giungere anche un personal best. Sarà però una condizione completamente nuova, con delle tempistiche molto più lunghe rispetto a quelle delle competizioni normali. Gareggerò ad orari un po’ strani perché inizierò a scaldarmi alle 5.45 del mattino, quindi significa sveglia alle 4 e colazione alle 4.30. Non sono orari proprio congeniali. Sarà tutto da vivere sul momento.

Quanto lanciano le tue avversarie?
È complicato da capire, perché spesso non si sa se lanciano con regolarità. Il personal best delle migliori è comunque attorno ai 48/50 metri. Il podio dovrebbe aggirarsi attorno a queste misure (il PB di Borin è di 42,87 m, ndr).