Spostarsi in bici è più facile

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Il presidente di Ticino Cylcing Fabio Schnellmann, il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali e il sindaco di Novazzano Sergio Bernasconi durante l’inaugurazione della pista ciclopedonale.

La nuova tratta che collega via Pietro Bernasconi e Pian Faloppia è stata ultimata. Con i suoi 1,5 chilometri, la pista ciclopedonale fa parte degli 80 km presenti nel Mendrisiotto e Basso Ceresio, di cui 32 sono segnalati con i classici cartelli rossi.

“In favore della mobilità lenta a Novazzano qualcosa è stato fatto”. Con queste parole il sindaco di Novazzano Sergio Bernasconi ha voluto inaugurare la nuova pista ciclopedonale che allaccia, per 1,5 km, il nucleo con la zona Resiga, passando prevalentemente per terreni agricoli e naturali. Inserita nelle misure del Programma d’agglomerato di seconda generazione (PAM2), il costo dell’opera è stato di 690’000 franchi. Al netto del contributo della Confederazione (il 35%, per cui 241’500 fr), la spesa è stata ripartita tra Cantone (65%, cioè 291’525 fr) e i Comuni della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto, che hanno partecipato con il restante 35% (156’975 franchi).
L’intervento principale ha riguardato la riqualifica dei vari percorsi esistenti composti da strade sterrate, strade agricole e sentieri nel bosco non sempre adatti al traffico ciclopedonale. È infatti stata effettuata una ristrutturazione della pavimentazione stradale, per renderla più sicura e adatta al traffico leggero e compatibile con il territorio, che in alcuni tratti possiede delle pendenze elevate (una tratta di 300 metri è al 14%). Il progetto è stato realizzato in modo che fosse in armonia con la natura e il territorio circostante: sono stati infatti rispettati i vincoli naturali e paesaggistici.
Le piste ciclopedonali sono pensate per mettere a disposizione un tragitto sicuro ed efficiente a ciclisti e pedoni, così come per offrire una valida alternativa ai mezzi a motore, un incentivo in più per persone a cui potrebbe convenire spostarsi in maniera diversa rispetto alla classica automobile. “La pedalata assistita ha dato una nuova dimensione alla mobilità lenta, è stata resa alla portata di molti se non di tutti”, ha pronunciato nel suo discorso il consigliere di stato Claudio Zali. Il Mendrisiotto è una delle regioni che più soffre il problema del traffico e le piste ciclopedonali possono essere una delle soluzioni per ridurre la mole di vetture che spesso transita sulle nostre strade: “Tanto traffico locale è creato da brevi spostamenti in automobile. Alle volte mi chiedo che senso abbia entrare in macchina, immettersi nel traffico per un chilometro e poi arrivare a destinazione, però gli usi e costumi ticinesi prevedono ancora questo”, ha proseguito il direttore del Dipartimento del territorio. L’implemento di queste tratte più distanti dalle zone abituali è uno degli obiettivi della regione, che entro il 2030 vuole raggiungere i 100 km (per i quali si investiranno 10 milioni di franchi), a fronte degli 80 odierni (in Ticino ve ne sono 370 e l’intento a livello cantonale è quello di arrivare a 600 nello stesso lasso di tempo).
Il sindaco di Novazzano e il consigliere di Stato hanno entrambi sottolineato come la costruzione di queste ciclopiste segua la medesima procedura delle strade, quindi con le stesse basi legali. Per questa ragione, secondo loro, per alcune tratte (sono ancora tre quelle pianificate nel Comune ad esempio) vi è un ritardo significativo nei lavori a causa di reclami di cittadini che vengono sfiorati dall’opera.
“Il Cantone con il suo Dipartimento del territorio ultimamente ha fatto passi da gigante – ha dichiarato il presidente di Ticino Cycling Fabio Schnellmann – stiamo pian piano recuperando quello che in passato non è stato fatto nell’ambito della mobilità lenta”. Come detto queste piste ciclopedonali sono una vetrina per il turismo interno ed esterno: “Alcune Federazioni vengono in Ticino a fare dei campi di allenamento proprio per testare queste nuove tratte e quindi produciamo anche un aumento dell’indotto turistico”, ha concluso il presidente.
Nonostante la sicurezza sulle ciclopiste sia elevata, bisogna comunque fare attenzione, perché ogni tanto vengono utilizzate da mezzi che non ne avrebbero il diritto: “Quest’opera è talmente invitante che viene percorsa a velocità sostenuta da motorini e moto, abbiamo sollecitato la polizia a effettuare dei controlli”, ha sottolineato in chiusura il sindaco di Novazzano.