Il Mendrisio si congeda vincendo

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Nella foto di Mattia Allevi il capitano e portiere Andrea Cataldo in campo al Comunale.

Il Mendrisio ha concluso la stagione vincendo al Comunale per 2-1 contro il Brunnen grazie alle reti Seydou Sow e Giovanni Italo.

Ottavo posto con 37 punti, a 19 lunghezze dal Taverne promosso e a +11 dal Novazzano retrocesso. La stagione del Mendrisio, caratterizzata da una miriade di infortuni, non ha certo scaldato i cuori dei tifosi, ma ha comunque regalato emozioni e diversi spunti da cui ripartire, come i tanti giovani che hanno potuto scendere in campo con continuità e migliorare partita dopo partita. Contro il Brunnen è stato salutato e ringraziato Francesco Ardemagni, tornato a guidare provvisoriamente la squadra dopo l’esonero di Minelli.
Ora però si può già pensare al Mendrisio che verrà, quello guidato da Amedeo Stefani.
In settimana abbiamo raggiunto il portiere e capitano Andrea Cataldo per fare un bilancio della stagione.

Quanto era importante vincere in casa contro il Brunnen?
L’ultima partita è sempre quella che si ricorda maggiormente. Ancor di più se si gioca in casa. Era un bel pomeriggio, i tifosi erano venuti per salutarci e noi ci tenevamo particolarmente a ottenere un bel risultato, perché nell’ultimo periodo le vittorie sono state poche e quindi volevamo chiudere al meglio la stagione.

Una volta raggiunta la matematica salvezza avevate la testa già un po’ rivolta alla prossima stagione?
Direi di no. La nostra stagione, anche se non mi piace lamentarmi (ma bisogna essere onesti), è stata caratterizzata da una rosa ridotta, come d’altronde quelle di altre squadre. Ma, se noi perdevamo un paio di giocatori per infortunio e uno per squalifica, già erano troppi! ma dopo aver raggiunto la salvezza, la partita persa ad Ascona ci ha fatto capire che per quest’anno non c’era più niente da fare.

Che tipo di stagione è stata?
Questo è un campionato strano, perché Taverne a parte, contro cui abbiamo vinto due volte, le squadre migliori possono perdere con le ultime. Inoltre nel girone d’andata giochi contro una squadra e nel ritorno gli avversari sembrano completamente diversi vista la lunga pausa invernale. È un campionato da cui è difficile uscire.

Come valuti la vostra annata?
Non volevamo finire ottavi, ma volevamo fare meglio rispetto all’anno scorso e a quelli passati. Non nego che all’interno volevamo fare di più. Ma, come detto, la rosa corta, i troppi infortuni e le squalifiche hanno fatto la differenza. Ho sempre detto che la nostra difesa è la più forte del campionato, ma se abbiamo giocato due partite tutti insieme è già dire tanto.

Cosa ricorderai con gioia di questa stagione?
Lo spirito del Mendrisio, il gruppo, il ritorno di “Arde” e tante altre cose. Questa è una piazza sana che ti dà tanto, dove puoi lavorare bene. È bello giocarci e conoscere l’ambiente.

Cosa sarebbe invece meglio dimenticare?
Dimenticare gli infortuni (ride, ndr). Penso che abbiano veramente condizionato la nostra stagione. Per questo motivo, se fosse stato in mio potere, ma non lo è, avrei allungato un po’ la rosa.

Parlando di infortuni hai avuto qualche acciacco durante l’anno. Come sta il tuo fisico?
Parto dal presupposto che ogni anno puntualmente nel mese di ottobre arriva un mezzo stiramento e l’autunno scorso non ha fatto eccezione. Ora sto mettendo a posto la spalla, poi avrò tutto il tempo per preparare al meglio la prossima stagione.

Con che spirito la affronterai?
Il mio è sempre vincente, io sono una persona a cui piace porsi degli obiettivi, non vado al campo tanto per… Quest’anno, per un problema o per l’altro, non li ho raggiunti, perciò cercherò di fare meglio dalla preparazione al resto del campionato.

Di pari passo con la squadra?
Con tutto il rispetto per le altre il Mendrisio non è da ottavo posto in Seconda Interregionale e quindi cercherà di dimostrarlo.