Cascio e Camesi al Museo d’arte

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L'ingresso del Museo d'arte di Mendrisio

Per il primo appuntamento della stagione 2022, il Museo d’arte di Mendrisio torna alla consuetudine di affidare i propri spazi ad artisti delle nuove generazioni della scena contemporanea affinché, attraverso installazioni site specific, possano approriarsene adattandoli alle loro specifiche espressioni e invenzioni concettuali. Dopo la mostra dedicata a Miki Tallone nel 2021, quest’anno protagoniste saranno due esposizioni in contemporanea: il progetto Chaosmos dell’artista Davide Cascio allestito nelle prime due grandi sale al primo piano del percorso museale ed il progetto Dallo Spazio al Tempo messo in opera da Gianfredo Camesi, concepito totalmente dall’artista su invito del Museo a rappresentazione del suo intero percorso artistico. Le due mostre sono state illustrate ieri ai media e saranno fruibili dal 22 maggio al 4 settembre.
Gianfredo Camesi è uno dei maggiori artisti svizzeri della sua generazione. Il suo linguaggio eclettico si radica nel suo tempo, nelle nuove avanguardie che vanno dal minimalismo al concettuale, alla performance o alla Land art, ma trova una sua originale e personalissima espressione, nella quale ha un ruolo chiave il suo paese d’origine, ossia Menzonio, fra le montagne della Valle Maggia. Qui è nato nel 1940. Continuo filo conduttore nella sua creazione è questo suo pensiero: “L’univers est en nous, le monde est son miroir”. La sua mostra a Mendrisio presenta opere di periodi diversi presentate come un tutto compatto che ha come tema spazio e tempo: due concetti sui quali si è focalizzata la ricerca di Camesi nel corso dei decenni. Con le sue 18 installazioni, il percorso delinea il racconto di una vita spesa per l’arte. Aprono e chiudono la mostra due trittici fotografici realizzati da Stefano Spinelli e anticipati da un colloquio fra l’artista ed il co-curatore della mostra Simone Soldini. Fra le opere in esposizione, alcuni dei capisaldi del lavoro dell’artista fra i quali Point vital, Lambda, Flèche, Espace mesure du Temps.
Davide Cascio è un artista ticinese la cui ricerca parte generalmente da una lettura personale di fonti storiche per sviluppare progetti che si situano al crocevia tra moderno e postmoderno e sono connessi al concetto di metamorfosi e conversione. Ha sviluppato il suo progetto ispirandosi a Finnegans Wake di James Joyce, un testo che, grazie alle sue molteplici linee narrative, ha l’ambizione di creare un’opera totale e circolare. La mostra è a cura di Barbara Paltenghi Malacrida e consiste in 3 interventi site specific corredati di alcune opere della sua recente produzione, fra le quali citiamo un mobile nel grande salone al I piano (Spider Bee) e una grande installazione nella I sala (Riverrun). Va intesa quale ulteriore tassello dell’intenso e ricco percorso dell’artista che ricerca un linguaggio che sappia interpretare e intrecciare i codici di un bagaglio iconografico multiculturale.