La libertà è una parola

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Basta tossire. Basta un colpetto di tosse per avere tutto. Vai in banca, tossisci e ti consegnano i soldi. Non serve nemmeno una pistola o un fucile mitragliatore. Nemmeno il passamontagna. Nemmeno uno che faccia il palo e nemmeno un’auto per la fuga: fuggi a piedi, tossendo. Sto seriamente pensando di diventare ricco. Così”. (Faccia da reporter, 29 febbraio 2020, pubblicato su La libertà è una parola. Sul giornalismo apocalittico).

Un manuale di sopravvivenza del pensiero indipendente di fronte al racconto del mondo prodotto dai mezzi di informazione, dalla pandemia alla guerra in Ucraina. È in libreria La libertà è una parola. Sul giornalismo apocalittico, un volume scritto da Gianluca Grossi e pubblicato da Redea Publishing, una casa editrice di Lugano che esordisce così sul mercato librario della Svizzera italiana. Il libro è nato dall’osservazione del racconto che la stampa (da quella svizzera a quella internazionale) ha fatto della pandemia, con un approccio che ha presentato pochissime eccezioni. L’autore individua nel ricorso a quello che definisce registro apocalittico il tentativo di affrontare un evento da subito consegnato alla categoria dei fatti impensabili, sottratto così alla consapevolezza, non soltanto storica, di ciò che la vita è capace di farci mentre siamo al mondo. Scritto in modo agile e sulla base delle esperienze personali dell’autore, il volume riflette (e ne ricerca le cause) – nelle sue 152 pagine – su come la narrazione mediatica nel corso di due anni di Covid-19 abbia condizionato la nostra vita e il nostro modo di considerarla. Con l’esplosione della guerra in Ucraina, si ripetono gli automatismi e i meccanismi narrativi che i mezzi di informazione hanno ufficializzato e consolidato durante gli anni pandemici. Gianluca Grossi spiega come essi, ciò facendo, spingano il pensiero, la ragione e il ragionamento ai margini di ciò che è ritenuto accettabile. La tesi dell’autore è che l’analisi razionale degli eventi è stata sostituita dall’anamnesi di un mondo (e dei suoi protagonisti) che ci viene raccontato come improvvisamente impazzito.

Un focus. Nella pubblicazione Gianluca Grossi – tra le altre cose – scrive: “il meraviglioso mestiere che è raccontare il mondo: il giornalismo. È esposto a tutti gli errori che soltanto l’essere umano sa commettere. Ma è anche una ricerca di verità, di un’intuizione della verità, della percezione, se non della consapevolezza, di quello che siamo, delle cose che sappiamo fare e di quelle invece, di cui siamo incapaci. compiamo tentativi di una descrizione del mondo: a volte crediamo di averlo capito, più spesso, invece, ci sfugge, geloso dei suoi segreti. (…) Scriviamo oggi parole che domani non saranno più vere…”.

Editore. La casa editrice – Redea Publishing – con questo volume esordisce nel mondo dei libri stampati. Nella collana “Le idee” intende dare spazio a riflessioni su temi di attualità da punti di vista non convenzionali e capaci, proprio per questo, di suscitare la discussione e stimolare la riflessione.

Incontri. Per una firma, una dedica e per discutere: Gianluca Grossi, Mauro Paolocci e Resy Canonica (l’editrice) domani, dalle 14 alle 17 aspettano gli interessati presso la libreria Dal Libraio a Mendrisio. Due chiacchiere l’autore le farà pure con il Gruppo di lettura di Brusino Arsizio che lo ospiterà nella locale sala multiuso venerdì 27 maggio dalle 20 alle 22 (iscrizione obbligatoria entro il 25 maggio scrivendo a ulrico.selinger@gmail.com oppure tel. 079 337 03 09).