Chiasso fa i conti con debiti e progetti

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La cittadina di confine lotta su due fronti: da una parte l’emorragia di abitanti e dall’altra un forte indebitamento. Da anni il Municipio si batte per contenere le spese correnti e non si concede grossi investimenti. Annunciando i conti consuntivi del 2021 (in rosso), il sindaco Bruno Arrigoni mercoledì ha messo sul tavolo da un lato le preoccupazioni e dall’altro le speranze che sono riposte in due progetti in particolare (cfr. pagina 3). Progetti che porterebbero ossigeno a Chiasso: l’aggregazione del Basso Mendrisiotto e lo sviluppo del Quartiere Gleis 4 “perché ogni Comune può sopravvivere; ma noi vogliamo sopravvivere o dare un futuro più solido a quest’area chiassese?” si è chiesto Arrigoni. Se i due progetti sono musica del futuro, guardando al passato prossimo, il sindaco ha fatto il punto sugli effetti della pandemia che hanno lasciato sul campo un’influenza negativa nei conti dello scorso anno di circa 800 mila franchi (cui andranno aggiunte le conseguenze sul gettito d’imposta del medesimo anno). Il Covid ha inoltre segnato il passaggio ad una cittadina meno frequentata “per l’uso del telelavoro che constatiamo ancora oggi da una parte dei lavoratori. Aggiungiamo la politica sui permessi B che ci ha danneggiato: alcune persone che risiedevano da noi, vedendosi negato il permesso B, sono ritornate a fare i frontalieri”. Di fatto in cifre, sappiamo che alla fine del 2021 erano 7’544 gli abitanti a Chiasso. Nello stesso periodo dell’anno precedente si registravano 7’727 unità. Solo 4 anni prima, e cioè nel 2016, Chiasso contava circa 8’300 abitanti. Il trend dunque è negativo da diversi anni. A che cosa è dovuta l’erosione degli abitanti? “Anzitutto – ha riferito Bruno Arrigoni – registriamo un saldo negativo fra nascite e lutti (abbiamo avuto 42 neonati a fronte di 140 decessi). E questa è una tendenza in atto già da 2 o 3 anni. Si aggiunge il fatto che diversi abitanti trovano residenza nei Comuni limitrofi”. L’erosione degli abitanti è comunque una spina nel fianco di diversi centri del Cantone.
Dopo il Covid, il centro appare meno frequentato. C’è chi è rimasto fedele al telelavoro.

A pagina 3