“Only a Child”, sensibilizzare con l’animazione

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Il creatore di “Only a Child” Simone Giampaolo assieme a Severn Cullis-Suzuki.

Un cortometraggio d’animazione innovativo e pluripremiato che è stato apprezzato molto da critica e pubblico. Ispirato al discorso di Severn Cullis-Suzuki del 1992 al Vertice della terra delle Nazione Unite e prodotto da Amka Films, Only a Child dell’artista momò Simone Giampaolo è stato inserito tra i 15 candidati agli Oscar 2022, distribuiti qualche settimana fa. Della durata di circa sei minuti, il breve film raccoglie numerose tecniche d’animazione elaborate da una ventina di artisti svizzeri e internazionali.
Coprodotto assieme alla RSI, il cortometraggio è stato ideato, creato e diretto da Simone Giampaolo. Cresciuto a Vacallo, il 32.enne ha frequentato il Liceo di Mendrisio prima di trasferirsi a Bournemouth, città nella quale si è laureato in animazione digitale al National Centre for Computer Animation. Dopo il bachelor è entrato direttamente nel mondo del lavoro, dove ha sviluppato la passione per la regia dei suoi cortometraggi.
L’ultimo in ordine di tempo è appunto Only a Child, un progetto a cui lui tiene molto: “È quello che chiamiamo “dream project”, è un sogno che si avvera – ci ha raccontato l’artista ticinese – Mi sta molto a cuore per il messaggio. Ho sempre cercato di fare dei contenuti animati con una morale ambientalista, sociale o contro il razzismo ad esempio”.
Il movimento ambientalista non nasce evidentemente con il Friday for Future, ma ha radici ben più estese nella recente storia contemporanea. Severn Cullis-Suzuki si presentò da 12.enne nel 1992 davanti alle Nazioni Unite e pronunciò un discorso concreto sulla lotta dei giovani per il loro futuro sulla Terra rovinata dallo stile di vita umano: “Only a Child è un poema visivo che dona colore e forma alle sue belle parole. Purtroppo la situazione è peggiorata negli ultimi 30 anni e quindi non è stata presa molto sul serio. Questa è una delle ragioni che mi hanno spinto a ridare vita a questo messaggio”.
Ora anche scrittrice e conduttrice televisiva, l’attivista canadese è stata la prima persone che Simone Giampaolo ha contattato, prima ancora di Amka Films: “Quando le ho proposto questo progetto, lei si è dimostrata subito entusiasta e mi ha dato il suo appoggio. Poi l’abbiamo tenuta aggiornata costantemente sui vari step della produzione. Siamo pure riusciti a incontrarci a Ginevra alla fine del 2019 ed è stato un momento molto significativo”.
Il cortometraggio ha raccolto numerosi consensi pure per il suo stile innovativo che ha coinvolto diverse tecniche d’animazione di circa una ventina di artisti: “Ci tenevo molto che ognuno conservasse il suo timbro. Il mio compito è stato quello di regista principale e ogni altro regista prendeva le consegne e aggiungeva le proprie idee personali. Abbiamo collaborato tanto, volevo essere aperto alle idee di tutti gli artisti, è stato uno sforzo collettivo”.
Collaborazione che possiede un senso metaforico intrinseco al montaggio e al progetto in generale: “Il motivo per cui ho voluto tante tecniche artistiche era quello di mostrare persone con differenti formazioni e vissuti che univano le forze per mandare un messaggio concreto e importante per questo periodo storico. Ogni tecnica d’animazione rappresenta un popolo, una nazione e tutte insieme collaborano per un obiettivo comune”.
La qualità del progetto, ideato e creato al di fuori del tempo lavorativo e per questo durato quasi un anno, è rappresentata dalla infinità di premi che il cortometraggio ha conquistato nei festival di tutto il mondo. Simone Giampaolo è un artista e regista da tenere d’occhio, vista la sua ancor giovane età. Cosa gli riserva il suo immediato futuro? “Al momento sto lavorando su due progetti. Uno riguarda un nuovo film della Warner Bros, nel quale sto creando una sequenza animata, e l’altro la produzione per una serie di Netflix, di cui dovrei fare la regia qui a Londra. Entrambi sono al momento in fase di pre-produzione. Inoltre sogno ancora di creare qualcosa in Svizzera. Mi piacerebbe molto produrre una serie animata per famiglie con degli elementi educativi. Sono anni che ci penso e vorrei trovare il tempo per poter presentare le mie idee”, ha concluso Simone Giampaolo.