Dilemma piccioni: come evitare l’invasione?

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Foto di Manfred Richter by Pixabay.

Il Municipio di Mendrisio ha risposto settimana scorsa all’interrogazione di Antonia Bremer: “Piccioni: per un contenimento ecologico e rispettoso della specie e contro il degrado del suolo pubblico”, dando alla consigliera comunale di Lista civica, puntuali risposte sul tema-problema piccioni in Città. Risposte che hanno suscitato dibattito quanto alle modalità individuate, che privilegiano l’impiego del Falco pellegrino. L’Informatore ha scelto di approfondire l’argomento.
Sul sito della Confederazione (Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV) è pubblicato un punto di vista di Daniel Haag-Wackernagel del Dipartimento di biomedicina dell’Università di Basilea. Il ricercatore – che da oltre 30 anni si occupa di diversi aspetti della biologia e della storia culturale del piccione – ha pubblicato lo scritto intitolato “I sistemi di dissuasione per piccioni – un conflitto tra efficacia e rispetto degli animali”. Nello stesso si legge che “il piccione (Columba livia) è uno degli animali più diffusi nell’habitat urbano. Grazie alla sua capacità di adattamento e alla grande disponibilità di cibo, tra rifiuti e persone che danno da mangiare agli uccelli, si è moltiplicato fino a formare grandi effettivi nella maggior parte delle città. Questa diffusione però comporta qualche problema. In particolare spicca l’inestetico insudiciamento con escrementi di piccione, che si verifica in ogni luogo in cui i piccioni stazionano a lungo. Inoltre, i piccioni possono trasmettere un’ampia serie di malattie e parassitosi agli esseri umani e dai loro nidi possono migrare parassiti dei materiali e provocare danni. Pertanto è comprensibile che i proprietari di case cerchino di tenere lontani i piccioni dai loro immobili con una varietà di misure di dissuasione”. Haag a questo punto spiega che le misure edili, come la chiusura dei punti di accesso o la strombatura di cornicioni in genere sono rispettose degli animali. Per contro, altri sistemi di dissuasione per piccioni possono risultare problematici o inefficaci (ad esempio dissuasori visivi di ogni tipo, riflessi luminosi, dissuasori sonici, richiami d’allarme, ultrasuoni, pulsazioni magnetiche, laser e sostanze odorose repellenti). Inefficaci – secondo studi condotti nel passato – sono anche i sistemi mirati a danneggiare o provocare intenzionalmente dolore (non sono conformi alla Legge) ai piccioni, questo perché quando un piccione vuole raggiungere il suo nido è disposto a subire persino ferite dolorose, poiché anche di fronte a un dissuasore segue solo la sua motivazione. Haag mette infine in luce come le reti e i puntali (smussati) in plastica o metallo sono molto efficaci nel tenere lontani i piccioni e possono essere impiegati su molte strutture architettoniche, ma devono essere montati a regola d’arte!

Parola all’esperto
Il presidente di Ficedula, Roberto Lardelli, sul tema: “Per far diminuire la quantità di piccioni nelle Città la prima cosa da fare è proibire il foraggiamento destinato a questi animali: molti Comuni hanno inserito questa disposizione nei loro regolamenti, ma questa misura è inefficace se non viene fatta rispettare… A Basilea, solo con questa prima regola, la popolazione di piccioni è scesa del 10%! Insieme a questo intervento bisognerebbe intervenire sulle strutture e togliere la possibilità di nidificazione. A complemento si può pensare di introdurre delle cassette per far nidificare il Falco pellegrino, che è un predatore naturale dei piccioni; potrebbe ben inserirsi e aiutare a far diminuire gli esemplari presenti nel contesto urbano. In diverse città europee (ma pure a Zurigo, per esempio) il Falco pellegrino ha iniziato a nidificare e potrebbe essere d’aiuto anche a Mendrisio. Lugano sta seguendo questa strategia in collaborazione con l’Ufficio Natura e Paesaggio”.

La risposta della Città
Tornando alla risposta del Municipio di Mendrisio all’interrogazione di Bremer, la Città mette in luce che per risolvere il problema dal 2014 ha introdotto un’Ordinanza municipale concernente la gestione delle colonie di piccioni. Ma non è stato l’unico intervento perché sono stati pure posati dei dissuasori e altri ostacoli alla nidificazione; l’Esecutivo inoltre ha realizzato diverse campagne di sensibilizzazione e ha anche chiamato in causa gli esperti. Esperti che hanno suggerito di posizionare nelle zone idonee del centro cittadino delle cassette per la nidificazione di Falchi pellegrini. Il Municipio – nella sua risposta – mette bene in luce come le squadre esterne dell’UTC le abbiano realizzate e come queste verranno a breve posizionate al fine di favorire lo spostamento del piccione grazie alla presenza del Falco. E proprio su questa ultima affermazione Roberto Lardelli spiega come il Falco non “sposta” il piccione, bensì lo preda. Di più. Secondo lui il Falco non è la soluzione unica, deve essere un complemento alle regole ben spiegate precedentemente; ma sarebbe una buona occasione per Mendrisio che – sul proprio territorio – di coppie di Falchi pellegrini ne ha ben due… Calcolando che il Falco pellegrino è una specie prioritaria per la conservazione!