Con il gelato in biblioteca

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Un gelataio, una biblioteca e un romanzo che ci accompagna lontano. Di tutto ciò e d’altro ancora parla questo racconto di Giuseppe Valli che condividiamo con i lettori de l’Informatore.

Giovanni de Cassan è stato lo storico gelataio di Chiasso. Con il suo carrettino si istallava in piazza, tra municipio e chiesa. Ne ho un ricordo nitidissimo di quando transitavo bambino accompagnando mia mamma che mi concedeva, festa grande, di tanto in tanto un cono misto. Però lei voleva essere sempre rassicurata che il gelato fosse di buona qualità e pazientemente con un sorriso lui scioglieva i suoi infondati timori. Giovanni se ne è andato non molto tempo fa e ho trovato il necrologio con in bella evidenza, sotto il nome, il ruolo professionale: gelataio. Era un personaggio popolare e mi è rimasto impresso nella memoria perché legato a momenti dolci della mia vita. Con i gelati uno non diventa milionario, ma lascia un ricordo di sé di inestimabile valore se ha svolto con passione la sua attività professionale perché ha regalato piccole gioie a tutti.
È stato così un automatismo allungare la mano sul volumetto esposto tra le novità nella biblioteca comunale di Chiasso che è un posto delizioso. Ci si sta benone e vi si torna più che volentieri perché ci si sente dei signori, come se la villa in cui la biblioteca è ospitata sia anche un po’ casa nostra. Dicevo del volumetto: subito ritirato per il mese canonico di lettura. Che poi è stato tempo esagerato, perché il libro si gusta in pochi giorni. Come un cono: quando si comincia non è che poi ci si fermi per svagarsi. Ho cominciato a proporlo in famiglia, poi sono passato al settore amicizie e conoscenti, compresi i clienti che mi sono ritrovato accanto al caffè Moka. A tutti ho decantato le lodi del libro di cui però non è qui il caso di raccontare alcunché. Va gustato così, al momento, perché è perfetto senza anticipazioni altrui.
Però un paio di dettagli extra libro mi piace aggiungerli. E qui sono grato a Pietro che incrocio spesso al caffè. Lui un Venturini l’ha conosciuto per puro caso in India, in tempi che ci paiono oggi lontanissimi, in cui si intraprendevano viaggi avventurosi in posti che non erano la riviera adriatica né quella ligure. Pietro mi ha raccontato della sua sorpresa di quando, arrivato nella località bengalese di Puri, nel golfo del Bengala, con alle spalle il tempio induista di Jagannath, ha conosciuto un Venturini di Bellinzona. Sarà anche lui un personaggio che appare nel libro. Per fortuna quando Pietro raccontava avevo penna e quaderno nello zainetto e mi sono annotato le parole chiave e i posti li ho ritrovati poi su Google. Sarebbe già sufficiente per scrivere una nuova storia, uno di Chiasso va a Puri dall’altra parte del mondo e trova uno partito da Bellinzona. Ma succede di più: ognuno dei due prosegue il proprio percorso e si ritrovano di nuovo casualmente in Nepal, un paio di mesi dopo, nella Pokhara Valley che porta all’Annapurna. Ci sarebbe da aggiungere che il bellinzonese, accompagnato da una ragazza, viaggiava con una moto Royal Enfield, che secondo Giuseppe, che stava pure lui ad ascoltare, è prodotta in India a ne fanno all’anno un numero esagerato. Insomma, partendo dai gelatai Venturini di Bellinzona sono arrivato alla Pokhara Valley e alla Royal Enfield. Mai assaggiato un gelato nella capitale, men che meno conosco l’autrice: è la prova provata che un buon libro come Le stagioni dei Venturini, può accompagnarci molto lontano: da Bellinzona al Bengala passando da Chiasso.
P.S. Una domanda che mi ha posto Lanfranco, che in anteprima ha letto il pezzo. Dove sarà finito il carrettino bianco e un po’ azzurro del gelataio Giovanni così presente nei nostri ricordi? Sarebbe bello ritrovarlo almeno per una foto ricordo! Se qualcuno sa…
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Le stagioni dei Venturini, romanzo di una famiglia ticinese è scritto da Elisabetta Peduzzi, e pubblicato da iet, istituto editoriale ticinese. La prima edizione è del luglio 2021 ma è attualmente esaurita. Provvidenziale dunque la biblioteca. Una seconda ristampa è annunciata per marzo. Ha 155 pagine, suddivise in quindici agili e coinvolgenti capitoli, ognuno dei quali si apre con una preziosa foto d’epoca. Si comincia con Il selciatore. Battista è nato nel bresciano nel 1888. Arriva a Bellinzona a sette anni seguendo il padre Domenico che sapeva produrre il gelato e che nei mesi invernali si dedicava all’attività di selciatore. Gli anni per padre e figlio erano scanditi dall’abbinamento regolare di selciato e gelato. In entrambe le professioni occorreva grande maestria, qualità che non facevano loro difetto. Sia il gelato, sia il selciato resistono ancora! Si incrociano poi nella lettura personaggi memorabili che scoprirete con piacere. Il libro si chiude con Canta che ti passa e un’inattesa citazione … fiumi azzurri e colline e praterie dove corrono dolcissime le mie malinconie… È Lucio Battisti nei Giardini di marzo. Vien voglia di riascoltarlo subito su YouTube.
Giuseppe Valli