Siccità, sole e caldo… e gli uccellini che fanno?

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L’Airone guardabuoi in osservazione sul dorso di una mucca. Foto di Claudio Pozzi.

“All’alba si sentono cantare gli uccellini, desiderosi di primavera, ma per il momento non si vedono all’orizzonte precipitazioni in aiuto alla vegetazione. Soleggiato e limpido con massime sui 13 gradi. Giovedì temporanei annuvolamenti in pianura”. Riportiamo qui il tweet di MeteoSvizzera di martedì 8 febbraio. E proprio su questa considerazione, sommata pure all’annuncio da parte dell’Ufficio di statistica che mette in risalto la carenza idrica sia del lago Maggiore sia del Ceresio “abbondantemente al di sotto dei valori consueti per il periodo invernale”, abbiamo chiesto a Roberto Lardelli, presidente dell’Associazione per lo studio e la conservazione degli uccelli della Svizzera italiana “Ficedula”, se sono stati notati dei comportamenti atipici tra i pennuti.

Airone guardabuoi,
star nel Mendrisiotto
Lardelli ha spiegato come la presenza degli aironi guardabuoi nel Mendrisiotto e nel vicino Varesotto è un evento non consueto. Come mai? “Stiamo cercando di capire come e perché questi uccelli hanno deciso di cambiare location: una trentina di anni fa erano in Africa e a Sud della Spagna, si sono quindi spostati in Francia per poi colonizzare lentamente la pianura padana e, di colpo, sono approdati da noi, e non solo nel Mendrisiotto… avvistamenti “in solitaria” di airone guardabuoi sono stati segnalati a Blenio e Chiggiogna”. Che tipo di uccello è? “È un insettivoro e quindi mangia piccoli insetti che si trovano al di sopra o al di sotto del suolo, quindi i pescatori possono stare tranquilli visto che raramente si cibano di fauna ittica o pesci… ma anche coloro che hanno l’orto o coltivano la terra possono rilassarsi in quanto l’airone guardabuoi non crea danni. Una bella notizia potrebbe arrivare invece per quanto riguarda la lotta alla popillia japonica”. Il presidente di Ficedula infatti ha spiegato che è stato notato che questo uccello si posiziona in aree dove la popillia japonica è presente, mentre è assente dove l’insetto non c’è! Ricordiamo che il famigerato coleottero giapponese è altamente infestante e crea grandi danni a foglie, fiori e frutti delle piante; chissà se i maggiori accertamenti in atto riusciranno a confermare l’osservazione di Lardelli…

Chi resta, chi va e…
chi non torna!
Roberto Lardelli e la “sua” squadra di osservatori hanno notato una presenza disomogenea di uccelli sul nostro territorio. Da una parte è stata rilevata una diminuzione di alcune specie (come la cinciallegra, il verdone, i fringuelli), dall’altra invece con sorpresa sono state confermate le presenze di uccelli che alle nostre latitudini era da un po’ che mancavano (la capinera, il passero solitario, la rondine montana).
Il presidente mette in luce che questi fenomeni potrebbero avere un nesso con i cambiamenti climatici, ma solo il tempo lo potrà confermare. Una cosa è però quasi appurata: il trend migratorio degli ultimi anni, anche per questo inverno, è confermato. “Non ho ancora i dati definitivi, il lavoro di raccolta dei tragitti è ancora in elaborazione; ma temo di poter confermare, anche solo con l’osservazione, che il trend migratorio dal Nord sia simile agli scorsi anni, ossia non ci sono state invasioni di cincie e altri fringillidi come succedeva negli scorsi decenni. In poche parole al Nord fa caldo e quindi rimangono là. Ora vorremmo capire come si comporteranno poiana, falco pecchiaiolo e altri rapaci; tutti prossimi a spiccare il volo dal Mediterraneo verso l’Europa centrale”.

Osservare, segnalare
e dissetare
Roberto Lardelli: “Tutte le segnalazioni sono ben accette, quindi le aspettiamo all’indirizzo segreteria.ficedula@gmail.com. Visto come in questo periodo per gli uccellini reperire il cibo non è quasi più un problema se si vogliono aiutare i pennuti si può pensare di fargli trovare delle ciotoline (sottovasi) con dell’acqua… visto che non dovrebbe ancora essere presente la zanzara tigre”.