CheRoba in due al Vela

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Ivan Tibolla (a sinistra) e Marco Santilli.

Il Museo Vincenzo Vela intende aprire la sua programmazione di eventi collaterali con una serie di iniziative che, con rinnovata freschezza, aprano a riflessioni, emozioni, approfondimenti sulla vita e l’impegno civile di Vincenzo Vela, sull’eco che la sua opera (e l’arte in genere) ancora riverbera nella creazione contemporanea e nelle questioni culturali e sociali di stretta attualità.
Saranno otto gli appuntamenti di musica, incontri, danza, workshop, cinema e reading che ritmeranno – da febbraio a maggio – le attività culturali del Museo (nel rispetto delle misure anti Covid-19) e molte di queste proposte sono organizzate in cooperazione con altre realtà culturali del territorio, visto che il Museo è convinto che le sinergie collaborative e il lavoro in rete siano una pratica virtuosa e più che mai oggi necessaria.
Tra gli ospiti nel programma viene segnalata la presenza di artisti e studiosi noti oltre i confini nazionali, quali lo storico dell’arte Marc-Joachim Wasmer, la coreografa e danzatrice Piera Principe, il poeta Fabiano Alborghetti, il gruppo Q3, ma anche giovani promesse come il duo Noferini-D’Antoni, i quali – accanto ad iniziative di carattere più scientifico – accompagneranno il pubblico in questo nuovo “viaggio” di scoperta e sorpresa.
Inaugura il ricco programma, domenica 6 febbraio alle 11, il concerto di Marco Santilli, noto e apprezzato clarinettista e compositore ticinese (più volte ospite al Museo), e Ivan Tibolla all’accordion. Il duo presenta l’album CheRoba in due, nato nel periodo della pandemia sotto la spinta di una riflessione sul valore della presenza e dell’assenza. Nelle loro note si legge: “Non è forse anche la musica a parlarci di questo vuoto e della dignità con cui le cose abbandonate dinnanzi a noi ci sanno parlare? Ci offre degli indizi di verità la musica, ci tocca lì dove la parola “informativa” non sa giungere, ci sa risarcire dell’assenza, del vuoto. (…) Ecco due musicisti, che attraverso la nota scritta e la nota improvvisata cercano di abitare e frequentare un paesaggio interiore, di richiamare un senso, perché il vuoto non sia solo assenza di contenuti”. I due artisti in fase di composizione pensano “in italiano” e i loro temi rispecchiano la musicalità della lingua madre. Per contro le forme d’improvvisazione che utilizzano non sono “idiomatiche”, ma si avvicinano di volta in volta al jazz, alla world music e alla musica classica. La mescolanza tra la nota scritta e la nota improvvisata è la cifra che li contraddistingue.
Il concerto è preceduto, alle ore 10, da una visita guidata della mostra Poesia del reale (che è stata prolungata fino al 13 marzo) a cura di Marc-Joachim Wasmer, storico dell’arte e co-curatore dell’esposizione. Questa proposta è inclusa nel biglietto per il concerto ed è obbligatoria l’iscrizione.
Info su www.museo-vela.ch oppure scrivendo a museo.vela@bak.admin.ch o telefonando allo 058 481 30 44.