A Morbio Inferiore l’ecocentro traballa

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Le Commissioni “Edilizia” e “Gestione” si sono spaccate sul messaggio del Municipio di Morbio Inferiore per la creazione di un ecocentro con un investimento di 2,26 milioni e la relativa convenzione con la Parrocchia per un diritto di superficie riferito al sedime. Il progetto non convince e l’argomento – all’ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio comunale del 13 dicembre – continua ad essere caldo a Morbio. Le posizioni dei commissari anticipano che potrebbe esserci battaglia al momento del voto in Consiglio comunale e da nostre fonti si direbbe che, alla fine, il referendum possa rivelarsi una strada possibile. Stiamo parlando di una storia già nata in salita – lo ricordiamo – con il ricorso presentato nel 2020 contro la decisione del Legislativo di “sposare” il progetto. Ricorso che contestava un aspetto formale legato alla decisione e che è stato poi accolto dal Consiglio di Stato, riposizionando di fatto Morbio e il progetto ai piedi della scala. Vediamo ora le posizioni delle Commissioni sul nuovo messaggio municipale che ricalca in buona sostanza quello originario, con alcune precisazioni centrate soprattutto sull’aspetto dell’organizzazione delle raccolte al centro e nel resto del Comune e sull’aspetto dell’inquinamento fonico che possa derivare dall’uso dell’impianto.
Ma vediamo le posizioni. Sul messaggio che delinea il progetto, la Commissione Edilizia e opere pubbliche si esprime in due rapporti. Quello di maggioranza è firmato da 2 commissari del Plr e 2 del Ppd. Il rapporto di minoranza è invece sottoscritto da 2 commissari di Morbio 2030 e da 1 di Lega-Udc. In Commissione della Gestione i due fronti sono: da una parte 2 commissari del Ppd, 1 del Plr e 1 della Lega-Udc che firmano il rapporto di maggioranza; e dall’altra 2 commissari di Morbio 2030 che presentano il rapporto di minoranza. Il secondo commissario del Plr, che è anche il presidente della “Gestione”, è rimasto alla finestra. Il Municipio e la maggioranza dei commissari ritengono che – pur essendo situato nelle immediate vicinanze delle scuole -, il terreno scelto in via Lischée abbia il vantaggio di trovarsi in una zona centrale del Comune (e quindi raggiungibile da tutti) e di essere già inserito in una zona di PR con destinazione adeguata. Fra l’altro uno degli argomenti di chi è a favore sono i calcoli fonici effettuati dagli specialisti.

La sostenibilità finanziaria del progetto è un altro degli argomenti sollevati dall’Esecutivo e dai favorevoli al progetto. A livello di preventivo 2022 è stato esposto un importo di 260 mila franchi per coprire i costi della prima parte dell’investimento. I restanti 2 milioni sono previsti a piano finanziario 2023. Inoltre il progetto garantisce una certa parte di raccolta all’esterno del centro: le piazze saranno ancora usate per il riciclaggio dell’umido, del vetro, del ferro minuto, dell’alluminio e dei vestiti.
Sull’altro fronte, chi ha firmato i rapporti di minoranza della Commissione “Edilizia” critica proprio la posizione dell’impianto, poco distante dall’area del Riale Müfeta che si vuole riqualificare: essendo l’ecocentro un generatore di traffico, le due realtà potrebbero mal conciliarsi. Nel rapporto di minoranza della Commissione della Gestione invece si solleva il fatto che – proprio d’attualità – è il discorso aperto con Chiasso e altri Comuni per un futuro progetto d’aggregazione. Se questo percorso dovesse andare in porto, si renderebbe inutile l’investimento per l’ecocentro di Morbio dato che il nuovo grande Comune dispone già delle strutture e degli spazi necessari allo smaltimento. Nel caso si costruisse l’impianto – sottolineano ancora i contrari senza quantificare – un inevitabile aumento della tassa base andrebbe a gravare le famiglie. Altro punto critico sollevato è quello del traffico con l’aumento dei veicoli e la conseguente diminuzione di sicurezza per tutta la popolazione di Morbio che usufruisce della zona in questione per recarsi a scuola o fare passeggiate. Al riguardo, il messaggio municipale indica che gli orari d’apertura del centro dovranno tener conto della presenza degli allievi sul percorso casa-scuola.