La scommessa di tre donne a Mendrisio: rilevare una storica sartoria industriale

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Un anno fa, in piena pandemia, tre giovani donne originarie del Mendrisiotto hanno rilevato una storica azienda del settore tessile a Mendrisio, la “Tiziana Moda” di via Catenazzi 31: un indirizzo, una storia che molti anni fa narrava di stoffe e più di recente è stata scritta con la produzione di abiti specializzati per alcune attività particolari (corpi pompieristici, medici in corsia, ecc.). Oggi queste tre giovani sarte – Michela Quadri, Giulia Fratini e Line Michel – non solo scommettono sul loro modo di fare sartoria ma lanciano anche un messaggio di sostenibilità: “compro meglio e meno” ossia il capo di qualità come scelta per l’ambiente. In loro c’è anche la voglia di ridare una rilevanza a questa professione dopo anni in cui il settore tessile, nel Mendrisiotto, ha visto chiudere industrie storiche. Il tempo di ridefinirsi e di realizzare diversi cambiamenti strutturali e ora la Punto 301 Sagl – questo è il nome della nuova sartoria industriale di via Catenazzi – vuole farsi conoscere aprendo le porte alla popolazione domani sabato 27 e domenica 28 novembre con un socievole rinfresco pre-natalizio.

“È magico vedere un tessuto che prende forma e diventa un capo d’abbigliamento” ci dicono le tre giovani sarte che guidano ora la Punto 301 Sagl a Mendrisio. La passione per il mestiere è palpabile fra le mura della loro sartoria industriale che dà lavoro a 14 persone, non tutte a tempo pieno. Che tipo di produzione è la loro? L’azienda si occupa principalmente di produrre capi d’abbigliamento per terzi e collabora sia con affermati designer e brand svizzeri che con giovani e promettenti creatori. Oltre alla parte di confezione industriale, l’azienda mette a disposizione le proprie competenze offrendo al cliente la possibilità di essere seguito anche nei vari passaggi che precedono la produzione come consulenza, ricerca, modellistica e prototipia. Aprendo le porte del proprio laboratorio alla popolazione, domani e domenica, la Punto 301 desidera presentare il proprio servizio di camicie su misura e la nuovissima capsule collection, rivolta in particolar modo alla clientela locale. La collezione comprende un’ampia selezione di capi molto versatili e confezionati con tessuti di alta qualità proveniente da aziende limitrofe. Al timone di questa “nave” Giulia Fratini, Michela Quadri e Line Michel, giovani sarte diplomate ognuna con specializzazioni particolari (insegnamento, costumi di scena, produzione, fashion design, ecc.). Insieme svelano il significato del nome dell’azienda “Punto 301 perché è questo il punto diritto (lineare) con il quale si cuce maggiormente a macchina quando si confezionano abiti e 301 anche perché siamo in 3 a lavorare per 1 obiettivo comune. Inoltre il numero civico del nostro edificio è proprio il 31”. Come è stato avviare una scommessa così impegnativa in pieno lockdown da pandemia? “Non è stato facile ma abbiamo sempre lavorato. All’inizio, in Svizzera siamo state fra le prime aziende di questo genere a riaprire e quindi c’era richiesta. Poi sono seguite le altre ondate del Coronavirus (la seconda e la terza) ed abbiamo visto rallentare le comande anche in conseguenza del fatto che sono state soppresse diverse fiere. È calata l’incertezza e allora ci siamo buttate nella sfida di una nostra collezione a nome 301. Abbiamo creato un campionario tutto color bianco panna, nel segno di una neutralità sulla quale poi il cliente può fare le proprie scelte quanto a tessuti, colore, bottoni, ecc. Creando una trentina di modelli, abbiamo proposto forme da personalizzare indirizzate a clienti privati e negozi”. Inoltre l’azienda lavora ad uno standard medio-alto, collaborando con brand che all’uscita propongono un tipo di prezzo che può sostenere il costo derivante da una produzione di questo tenore. “Apriamo le porte domani e domenica ma d’ora in poi saranno sempre aperte: ci interessa avere visite (anche senza impegno), accogliere per presentare alla gente il lavoro che sta a monte ed è spesso sconosciuto alla clientela”. Ai tavoli da lavoro si cuciono capi versatili, eleganti, per cerimonie o momenti speciali ma anche per tutti i giorni e intanto si preparano gli addobbi natalizi. Come vedete il futuro? “Non sarà facile. Auspichiamo che passi una certa consapevolezza” dicono riferendosi all’idea che qualità e costo possono significare durata del prodotto e salvaguardia dell’ambiente. “Siamo coscienti che al cliente occorra una certa possibilità economica per scegliere alcuni dei nostri capi ma nel contempo è importante far capire che la maggior parte dei prezzi che ormai siamo abituati a vedere in vetrina, non possono esistere alle nostre latitudini”.