Sui carboni per ripartire

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“È come camminare sui carboni ardenti”. Quante volte nel linguaggio parlato, usiamo quest’espressione che si riallaccia ad un rito molto antico. Un rito che, ancora 100 anni fa, era descritto come una cerimonia dalle origini lontane, esotiche. Da sempre la pratica della Pirobazia – termine greco che significa “camminare sul fuoco” – è avvolta in un alone di mistero, suscita insomma curiosità. Purificazione, ringraziamento, festa, liberazione dalle paure per andare incontro ai propri obiettivi: si sa che ciò che muove alcune persone alla “Walkingfire” può variare a seconda delle radici geografiche e culturali dei popoli. In Ticino esiste la possibilità di praticarla. Vengono organizzati seminari tutto l’anno, in località differenti. Seminari che sono guidati da Gérard Moccetti di Figino. Proprio lui, nel 2003, ha stabilito un record mondiale che gli è valso l’iscrizione nel libro Guinness World Record: aveva camminato per 50,50 metri a una temperatura media di 667 gradi! Domenica scorsa a Vacallo, lo ha affiancato la maestra del fuoco Paola Cavadini nel proporre l’antico rito. “È andato tutto bene. Tredici le persone che hanno camminato sui carboni ardenti (compresa me e Gérard). Per cinque di loro era la prima volta. Una persona era luganese, le altre erano abitanti del Mendrisiotto” spiega Paola Cavadini di Vacallo. Con lei parliamo di quello che spinge a sfidare se stessi in questo percorso che va fatto con una seria preparazione sia dei partecipanti che… dei carboni ardenti.

Quale è il senso di tutto ciò?, ci si può chiedere. “Camminare sui carboni ardenti aiuta ad abbracciare la paura e farne un’alleata nel raggiungere i propri obiettivi di vita” risponde la maestra del fuoco Paola Cavadini. Facciamo un passo indietro per spiegare quello che avviene prima del tappeto di fuoco. Sono ore fondamentali per garantire il buon esito del rito da un punto di vista dell’energia positiva che si crea e per l’importanza di scongiurare incidenti. “È molto importante la preparazione che avviene già a partire da 5 ore prima della camminata: si inizia con le presentazioni e poi gli esercizi di coordinazione e concentrazione. Esercizi di picco emozionale “pericolosi” come ad esempio camminare sui vetri, dove le virgolette esprimono il fatto che non lo sono se eseguiti con persone che sanno come procedere. Altri esercizi vengono proposti per rafforzare la fiducia nel gruppo. Ad esempio correre per diversi metri ad occhi chiusi ed essere guidato solo dalla voce del gruppo che dice a voce alta il nome della persona che corre per farle capire la direzione”. E poi? “Quando la legna è pronta, prima di formare il tappeto di brace, si fanno gli esercizi di pre-camminata”. A quel punto si passa ad un piccolo snack che va mangiato in silenzio, masticando bene e facendo attenzione alle emozioni che avvertiamo e che infondono pace interiore. “Hovering” è l’esercizio che si pratica a seguire: le persone vengono sollevate e si sentono libere nello spazio come se fluttuassero. A quel punto si prepara il tappeto e, sempre mantenendo l’attenzione al qui ed ora, si cammina. Non è possibile provare, si deve camminare. Se si prova, ci si scotta. Dopo aver camminato si esegue una mini meditazione di gratitudine della giornata trascorsa. I partecipanti, va sottolineato, fanno quello che si sentono di fare. Possono fare la preparazione e poi decidere di non camminare sui carboni. Nel tappeto dei carboni si può passare una o più volte, a dipendenza della propria scelta. “Il fuoco ti chiama – aggiunge Paola Cavadini – e tu decidi di camminare quante volte ritieni sia giusto farlo. Non è così importante quanto cammini. Anche se alla fine non cammini sui carboni , conta che tu possa beneficiare dell’energia che si crea”. Come ci si sente nei giorni successivi la “camminata”? “Io posso parlare a titolo personale – prosegue la maestra del fuoco – mi sento più attiva, maggiormente centrata negli obiettivi, mi aiuta a superare la zona di confort”. Quindi si esce diversi da come si entra? “Diciamo che già durante gli esercizi, si cerca di visualizzare i motivi che frenano ad andare avanti nei propri obiettivi di vita”. Freni che magari non riesci a lasciare andare? “Esatto. Piano piano queste paure incominci a darle al fuoco, alla pila che si prepara. Quando cammini cerchi di lasciare indietro le credenze limitanti, quelle che non ti permettono di andare avanti. Quando cammini sul tappeto di fuoco esci dalla zona di confort e dall’altra parte devi vedere gli obiettivi che vuoi realizzare. Il rito aiuta ad essere più consapevoli delle proprie potenzialità. La camminata ti fa riscoprire risorse che non sapevi nemmeno di avere. Risorse che possono essere la molla per farci raggiungere un obiettivo”.
I prossimi corsi sono previsti il 14 novembre, il 27 novembre ed il 5 dicembre sempre qui in Ticino. Chi è interessato può rivolgersi a Gérard allo 078/614 45 66.