L’attualità di Dante in quattro itinerari tematici

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La locandina dell'evento.

(red.) Lo sguardo di Dante che si erge sopra piazza Santa Croce a Firenze – prestatogli dallo scultore Enrico Pazzi – è fiero e austero. Così come severi sono stati i suoi moniti tradotti nei versi immortali della Divina Commedia che nell’anno del 700esimo dalla morte del poeta (avvenuta tra il 13 e il 14 settembre 1321) sono stati riscoperti, valorizzati e studiati.
I Percorsi danteschi che il professor Francesco Bianchi proporrà nell’ambito di quattro incontri a LaFilanda di Mendrisio accendono i riflettori sull’attualità dell’Alighieri. Il relatore, che si avvarrà come sempre del supporto di Maria Luisa Cregut e Sergio Ostinelli in qualità di lettori, condurrà il pubblico all’interno di molteplici itinerari tematici.
Il primo appuntamento – in agenda questa domenica, 3 ottobre, tra le 17 e le 19 – verterà sulla figura di Ulisse partendo dall’episodio dantesco ed estendendolo alla letteratura ottocentesca e novecentesca che ne ha sfruttato il mito. Il pomeriggio inizierà con la presentazione e il commento del Canto XXVI dell’Inferno e di un frammento del Canto III del Purgatorio per passare quindi alla figura di Ulisse decifrata dai letterati cinquecento anni dopo Dante. Il prof. Bianchi si concentrerà su “A Zacinto” di Ugo Foscolo e si soffermerà su “I poemi conviviali” di Giovanni Pascoli – che offre una lettura moderna di Ulisse, uomo incerto in cerca della propria identità – prima di introdurre il modello di superuomo descritto da Gabriele D’Annunzio nelle “Laudi del cielo, del mare, della terra, degli eroi”. Guido Gozzano con “L’Ipotesi” del 1907 fornisce invece una visione parodistica dell’eroe omerico che diventa una sorta di playboy che naviga a bordo di uno yacht. Tra le letture selezionate per questo primo approccio spiccano ancora “Ulisse” (1945/46) di Umberto Saba e il capitolo XI di “Se questo è un uomo”, capolavoro di Primo Levi che all’interno del Lager in cui è imprigionato recita qualche terzina al giovane Jean: il canto diventa così un modo per evadere dall’ambiente brutale, per ritrovare se stessi e l’umanità, per ricordare la vita di uomini liberi.

I Percorsi danteschi accompagneranno il pubblico lungo tutto il mese di ottobre. Il secondo incontro avrà luogo domenica 10 ottobre alla medesima ora con un focus sul tema “Dalla Chiesa corrotta alla Chiesa povera e pura”. L’incipit sarà affidato alla denuncia che Dante fa dei papi simoniaci nel Canto XIX dell’Inferno per poi approfondire l’ideale di Chiesa povera. Durante il secondo appuntamento – anticipa Francesco Bianchi a l’Informatore – “parleremo inoltre del rapporto del Poeta fiorentino con l’Islam, attraverso la lettura del ventottesimo Canto dell’Inferno”. Dante pone Maometto tra i seminatori di scisma e non tra gli eretici. Il suo sguardo è molto più “avanti” rispetto a quello che avevano i contemporanei: se vi è condanna, al tempo stesso, dal punto di vista culturale, Dante non nasconde la propria ammirazione.
Continuando a scorrere i versi della Divina Commedia si giungerà al Canto XI del Paradiso dove Dante fa riferimento a Francesco e Madonna Povertà.

Il nuovo ciclo al centro culturale LaFilanda verrà completato da altri due appuntamenti. Il pomeriggio di domenica 17 ottobre sarà dedicato alla relazione di Dante con i nemici politici e alle profezie sul destino della città di Firenze e la sorte del Poeta, attraverso la presentazione delle figure di Ciacco, Cavalcanti, Farinata degli Uberti e Cacciaguida.
L’ultimo incontro, il 24 ottobre, affronterà il tema della bestialità e dell’umanità, mettendo in luce emblematiche figure femminili e maschili, da Pia de’ Tolomei al Conte Ugolino.