L’Architettura cambia vertice

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Walter Angonese nuovo direttore dell’Accademia nell’anno del 25°

Un nuovo volto al vertice dell’Accademia d’architettura di Mendrisio. È Walter Angonese (nella foto), classe 1961, dal 2011 professore ordinario all’Accademia di architettura dell’USI. Il Consiglio dell’Accademia lo ha eletto nuovo direttore per il biennio 2021-2023 e viene presentato ai media proprio oggi. L’architetto e professore Angonese è entrato in carica lo scorso 1° settembre, succedendo al professor Riccardo Blumer al quale l’USI ha espresso la propria gratitudine per il grande lavoro svolto negli ultimi 4 anni. L’avvicendamento avviene nell’anno del 25° dell’Accademia che è stata fondata – lo ricordiamo – nel 1996 dall’architetto Mario Botta, divenendo di anno in anno punto di riferimento internazionale per la formazione dei futuri architetti. A guidarla nei prossimi anni sarà dunque Walter Angonese. Vediamo il suo profilo. Laureato presso lo IUAV di Venezia, proviene da Caldaro nel Sudtirolo. Ha insegnato all’Università di Innsbruck ed è stato professore invitato a Vienna, Palermo, Reggio Calabria, Monaco di Baviera, Zurigo, Milano, Porto e Viseu, Berlino. I suoi lavori hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.
Durante l’incontro con i media di oggi, verrà presentato il programma delle attività che andranno a caratterizzare il prossimo anno accademico.

• Eventi pubblici
Eventi pubblici, seminari e incontri completano l’offerta formativa e culturale dell’Accademia. Il programma di quest’anno vede intrecciarsi alcune serie di incontri organizzate dalla Direzione dell’Accademia. Un primo ciclo di conferenze dal titolo Visiting Academy (of Architecture) si svolgerà durante il primo semestre accademico e sarà dedicato a conoscere più da vicino alcune delle personalità invitate in questi anni ad insegnare negli Atelier di progettazione dell’Ateneo di Mendrisio: Joäo Luis Carrilho Da Graca (1952) Lisbona, il 23 settembre; Dorte Mandrup-Poulsen (1961) Copenhagen, il 28 ottobre; Cristina Guedes (1964) Porto, il 18 novembre; Johan Arrhov (1979) Stockholm, il 4 dicembre.

• Due tavole rotonde
In parallelo due tavole rotonde verranno proposte in occasione del 25° dell’Accademia.

• Tavola rotonda fra i tre direttori di facoltà d’architettura svizzere: Il 14 ottobre i 3 direttori delle 3 facoltà di architettura svizzere: Walter Angonese, Dieter Dietz e Tom Emerson dialogheranno sul futuro delle scuole di architettura in Svizzera.

• Tavola rotonda fra l’architetto Mario Botta, Esteban Bonell (Barcellona) e Roger Diener (Basilea): i tre professori dialogheranno sul lavoro dell’architetto Aurelio Galfetti in occasione della pubblicazione del volume “Aurelio Galfetti. Costruire lo spazio” curato dal prof. Franz Graf con vari contributi ed edito da Mendrisio Academy Press/ Silvana Editoriale (2021).

• Le mostre in corso
Per celebrare i 25 anni dell’Ateneo, vengono anche proposte due mostre al Teatro dell’Architettura Mendrisio: “Architettura che fa Scuola” dedicata alle attività didattiche e di ricerca dell’Accademia, e “Progetto e Profezia. Il futuro secondo gli architetti” che si riferisce ad un’idea di “futuro operativo” di cui gli architetti si fanno carico di volta in volta nella loro visione e previsione progettuale.
Le esposizioni resteranno aperte al pubblico fino al 24 dicembre.

• Compie 25 anni l’Ateneo
Inizialmente la scuola nasceva sulla base del progetto elaborato su incarico politico dall’architetto Mario Botta, che vi coinvolse un ristretto gruppo di studiosi e architetti tra cui Aurelio Galfetti, con l’appoggio del Consigliere di Stato Giuseppe Buffi, responsabile per l’educazione negli anni 1986-2000, e del sindaco di Mendrisio Carlo Croci. Il profilo della nuova Accademia di architettura era decisamente distinto rispetto a quelli dei più tradizionali Politecnici e delle Scuole di architettura già esistenti in Svizzera. L’indirizzo culturale e pedagogico proposto si ispirava a una forte impronta umanistica, intesa come nuova sintesi tra saperi tecnici, scienze umane e sociali, tra competenze operative e pensiero critico e storico. Con questo spirito, che sin dal titolo di «Accademia» richiama le tradizioni umanistiche e alla correlata interdisciplinarità, la scuola di Mendrisio dichiara di voler giocare un ruolo di cerniera culturale tra il mondo nordico e quello mediterraneo. Un ruolo che trova riscontro fedele nelle figure che ne hanno sviluppato il progetto e che ne avrebbero avviato le attività: studiosi come Werner Oechslin, William Curtis, Francesco Dal Co, Leonardo Benevolo, Kenneth Frampton e Carlo Bertelli, architetti quali Aurelio Galfetti (primo direttore della scuola), Peter Zumthor, Ignasi de Solà-Morales, Panos Koulermos, Elia Zenghelis, Esteban Bonell, filosofi come Massimo Cacciari, scienziati come Albert Jacquard, matematici come Sergio Albeverio, storici dell’arte e curatori come Harald Szeemann… Oggi l’Accademia di architettura è riconosciuta a livello internazionale e, con oltre 800 studenti iscritti e docenti provenienti da 40 differenti nazionalità, e con i suoi corsi di laurea in Architettura e di quello in Storia e teoria dell’arte e dell’architettura che continuano a ricevere grande attenzione sia da parte del pubblico studentesco che di quello degli addetti ai lavori e non solo, è diventata un luogo di scambio culturale unico nel contesto svizzero ed europeo.